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=== Arrivo a Venezia ===
A Venezia si stabilì entro il [[1520]] e in quell'anno firmò la tavola con i ''Santi eremiti Antonio e Paolo'', delle veneziane [[Gallerie dell'Accademia]], e l’l'[[1521|anno successivo]] completò la ''Madonna e santi'' per [[chiesa di San Niccolò Treviso)|San Niccolò]] a Treviso, iniziata dal pittore [[Fra Marco Pensaben]], inserendovi l’angelol'angelo musicante ai piedi del trono<ref name=Z349/>. Per i committenti lagunari dipinse relativamente poco, restando tuttavia inserito nell'ambito della cultura figurativa locale. La sua pittura rimase però ben legata al filone naturalistico "bresciano" e influenzata dalla pittura nordica. Da un punto di vista di intonazione sentimentale invece fu influenzato da [[Giorgione]] e la sua "suggestione contemplativa".
 
Sempre dello stesso periodo è databile l'olio con le ''[[Tormento di sant'Antonio (Savoldo)|Tentazioni di sant'Antonio]]'', conservata alla [[Timken Art Gallery]] di [[San Diego]], un soggetto che gli offrì la possibilità di interpretare motivi tipici della cultura fiamminga e in particolare dell'opera di [[Hieronymus Bosch|Bosch]], molto apprezzata dai committenti veneziani.
=== Ultimi anni ===
[[File:Giovanni Girolamo Savoldo - Mary Magdalene - Google Art Project.jpg|thumb|''[[Maddalena (Savoldo)|Maddalena]]'', [[Londra]], [[National Gallery (Londra)|National Gallery]]]]
Nel [[1532]] è documentato a Venezia, fra gli esecutori testamentari dell’oreficedell'orefice Bernardino de Bexana. Nel [[1533]] eseguì la ''Madonna e quattro santi'' in [[chiesa di Santa Maria in Organo|Santa Maria in Organo]] a [[Verona]]. Tra il [[1537]] e il [[1538]] eseguì la pala per l’altarel'altare maggiore della [[chiesa di Santa Croce (Brescia)|chiesa di Santa Croce]] a Brescia, con la ''Deposizione'', forse quella distrutta nella [[seconda guerra mondiale]], già nel [[Kaiser Friedrich Museum]] di [[Berlino]]. Se nelle pale d'altare Savoldo dimostrò di aderire alla tradizione, aprendosi a qualche novità di Tiziano, più originale fu la sua produzione di dipinti di medie dimensioni, destinati a committenti privati che spesso li usavano per adornare i propri studioli. In queste commissioni Savoldo replicò più volte i suoi temi di successo, come la ''[[Maddalena (Savoldo)|Maddalena]]'', della quale si conoscono almeno quattro versioni, il ''Riposo durante la fuga in Egitto'', le ''Adorazioni'' e le ''Natività'' notturne.
 
Nel [[1539]] eseguì il ''Ritratto d'uomo con Flauto'', ora alla Pinacoteca Tosio Martinengo, l’l'[[1540|anno successivo]] realizzò le due tavole con la ''Natività'', una in [[chiesa di San Giobbe|San Giobbe]] a Venezia, l'[[Adorazione dei Pastori (Savoldo)|altra]] già in [[Chiesa di San Barnaba (Brescia)|San Barnaba]] a [[Brescia]] e ora nella [[Pinacoteca Tosio Martinengo]], in quest'ultima per la cappella Bargnani. La scena, ambientata in un'ora notturna, ha nello sfondo dei pastori contemplanti la scena. Del [[1540]] circa è la ''[[Maddalena (Savoldo)|Maddalena]]'', conservata alla [[National Gallery (Londra)|National Gallery di Londra]], santa identificabile dal vasetto degli unguenti e dal vestito rosso sotto il mantello grigio, palpitante di luce e dai riflessi argentei in cui è avvolta. Nel [[1548]] è citato in un atto di vendita rogato a Venezia come testimone. Dello stesso anno è la lettera di [[Pietro Aretino]] al pittore bresciano [[Giovan Maria Fadino]], dalla quale si apprende che il pittore era ancora in vita ma "vecchione".
 
== Opere ==
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