Differenze tra le versioni di "Pavimentazione interna"

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La '''pavimentazione interna''' nell'[[edilizia]] ha la funzione di conferire alle [[pavimento residenziale|superfici di calpestio]] il grado di finitura richiesto e di trasmettere i carichi di servizio alle strutture orizzontali degli [[edificio|edifici]] o, in determinati casi, al terreno.
 
Le pavimentazioni interne possono inoltre contribuire all’isolamentoall'isolamento [[acustica|acustico]] degli ambienti e, quando è necessario, anche a quello termico.
 
==Classificazione==
#Supporto
 
# ''Rivestimento'': strato superficiale del pavimento avente la funzione di resistere alle sollecitazioni meccaniche, ai fenomeni fisici e alle aggressioni chimiche e di creare le condizioni di benessere e di sicurezza dell’utenzadell'utenza. Esso può essere realizzato con piastrelle di [[ceramica]], lastre [[marmo|lapidee]] o in [[legno]], oppure con piastre o teli in materiale vinilico, gomma, linoleum o moquette. Solitamente il raccordo tra il rivestimento del pavimento e la parete viene realizzato con uno zoccolino (battiscopa).
# ''Supporto'': è l’insiemel'insieme di strati sottostanti al rivestimento che concorrono a formare la pavimentazione. Essi hanno la funzione di ancorare il rivestimento, compensare le quote e le pendenze, conferire un determinato grado di isolamento, incorporare le canalizzazioni degli impianti, ecc.
 
La composizione e le caratteristiche degli strati del supporto variano a seconda del tipo di rivestimento e delle prestazioni che devono essere svolte dalla pavimentazione.
 
Nel caso in cui il supporto delle pavimentazioni appoggi sul [[suolo|terreno]], bisogna creare altri strati di pavimentazione, quali un ''vespaio in ciottolate costipato'' ed un ''vespaio ventilato'' formato da gambette di muratura, sulle quali vengono poggiati tavelloni o altri elementi adatti a formare un’un'[[intercapedine]] d’ariad'aria tra il terreno e il pavimento.
 
==Pavimenti interni realizzati con semilavorati==
Se invece decidiamo di incollare le piastrelle, bisogna innanzitutto avere uno strato di [[massetto]] ben orizzontale, "tirarvi" sopra uno strato del collante tramite un'apposita [[Spatola (attrezzo)|spatola]] dentata, e assestare successivamente le mattonelle.
 
I pavimenti hanno la caratteristica di essere costituiti da più elementi accostati con una forma regolare: tra un elemento e l’altrol'altro restano però degli spazi vuoti (le fughe) dove vengono inseriti dei particolari leganti detti "fuganti". Le fughe sono importanti sia da un punto di vista estetico che anche da un punto di vista funzionale.
 
La posa può essere fatta a giunto chiuso (con gli elementi del pavimento accostati uno all’altroall'altro) o a giunto aperto (in questo caso vi è un distanziamento di qualche millimetro tra un elemento della pavimentazione ed un altro). Se il pavimento è a giunto chiuso, la superficie risulta più uniforme, mentre quello a giunto aperto è invece più indicato nel caso in cui abbiamo delle mattonelle scalibrate (ossia con profili non regolari).
 
Nel caso di pavimentazioni in piastrelle di ceramica (comunemente "gres porcellanato"), le tolleranze in calibro, qualora la piastrella non sia stata rettificata, e soprattutto la planarità (le normative ammettono il 5 per mille della diagonale della singola mattonella), rendono necessaria la presenza della fuga, per non evidenziare questa caratteristica del materiale con dei piccoli 'gradini' nel punto di contatto tra due mattonelle (detti gergalmente ''topicchi'').
''Pavimenti alla [[Venezia]]na'': sono detti anche [[Terrazzo alla veneziana|pavimenti a terrazzo]]. Si ottengono da granulati di [[marmo]], con granulometria variabile intorno ai 20mm, e sparsi su stati di supporto ancora fresco sul quale vi sono degli appositi leganti. Dopo la fase detta di ''cilindrazione'', nella quale il [[marmo]] viene inglobato, si effettua la cosiddetta molatura, per la quale viene rasato il pavimento in maniera tale da renderlo piano. Questo tipo di pavimento solitamente è utilizzato quando bisogna ricoprire ampie superfici.
 
''Pavimenti alla [[Genova|Genovese]]'': molto simili a quelli alla Veneziana, si differenziano solo per l’impiegol'impiego di granulati di dimensioni più piccole impastati con leganti e pigmenti a base di [[ossido|ossidi]] prima di eseguire il getto in opera del pavimento.
 
''Palladiane'': sono pavimenti costituiti da frammenti di lastre, lavorati a piano di sega, con dimensioni comprese tra i 10 e i 20 cm, che vengono applicati su uno strato di allettamento accostandoli in opera senza un ordine [[geometria|geometrico]]. La posatura viene conclusa con una [[stucco|stuccatura]] dei giunti e con una levigatura e [[lucidatura]] superficiale.
Per fare questo pavimento vengono fatte delle fasce longitudinali di 4–5 m di larghezza che vengono “tirate” con una staggia da due persone che si trovano dalle parti della fascia. Quando i primi strati hanno raggiunto una resistenza sufficiente, si sale su quelle per formare le fasce che erano rimaste libere tra 2 che erano già state fatte.
 
La superficie viene perfezionata con lo spolvero mentre il [[cemento]] è ancora fresco, la lisciatura e la frattazzatura. Si può inoltre procedere con una rullatura mediante la [[bocciarda]] nel caso in cui si voglia migliorare l’aderenzal'aderenza con il pavimento.
 
In casi di forti sbalzi [[temperatura|termici]], vengono usati dei giunti di dilatazione che hanno lo scopo di assorbire le dilatazioni del [[cemento]]; bisogna dire che per ogni specifico caso di dilatazione in base alle necessità vi sono vari ed innumerevoli tipi di giunti.
==Prescrizioni per l'eliminazione delle barriere architettoniche==
 
La [[norma (diritto)|normativa]] riguardante l’eliminazionel'eliminazione delle [[barriera architettonica|barriere architettoniche]] indica i criteri di [[progettazione]] atti a garantire l’accessibilitàl'accessibilità agli edifici privati e all’all'[[edilizia]] residenziale pubblica sovvenzionata (ERPS). Queste prescrizioni possono essere riassunte nel seguenti punti:
 
#I pavimenti delle parti comuni degli edifici e quelli esterni devono essere antisdrucciolevoli, cioè con un coefficiente d’d'[[attrito]] superiore ad un valore di 0.40
#I dislivelli tra pavimenti diversi devono essere inferiori a 2.5 cm
#Gli zerbini devono essere incassati e le guide a pavimento solidamente ancorate
#I grigliati utilizzati nei piani di calpestio devono avere maglie con vuoti che non costituiscano ostacolo o pericolo, rispetto a ruote, [[bastone|bastoni]] di sostegno e simili
#Eventuali differenze di dislivello devono essere contenute ovvero superate tramite rampe con pendenza adeguata in modo da non costituire ostacolo al transito di una persona su [[sedia a rotelle]].
#Nelle parti comunicanti dell’dell'[[edificio]] si deve provvedere ad una chiara individuazione dei percorsi, eventualmente mediante una adeguata differenziazione dei materiali e del [[colore]] della pavimentazione
 
==Album fotografico==
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