Apri il menu principale

Modifiche

m
apostrofo tipografico
=== Dal 1906 al "[[Biennio rosso in Italia|Biennio rosso]]" ===
{{vedi anche|Storia della Cgil}}
Agli inizi del [[XX secolo]] in [[Italia]], il movimento sindacale cominciò a darsi una dimensione nazionale, dovuto all’ampioall'ampio sviluppo dei Sindacati di Categoria e delle [[Camere del Lavoro]]. Divenne quindi sempre più impellente la necessità di coordinare le varie realtà del movimento sindacale, a questo scopo al ''Congresso Sindacale di Milano'' del [[1902]] fu istituito il ''Consiglio Nazionale della Resistenza''<ref>[http://www.fpromalazio.it/Archivio/53/090512_storia.pdf ''Cenni di storia del movimento sindacale in Italia'', p.9]</ref>.
In occasione del suo terzo congresso, che si tenne a [[Genova]] nel gennaio [[1905]], all'interno del Consiglio Nazionale della resistenza, i riformisti ed i rivoluzionari sostanzialmente si equivalevano. La Camera del Lavoro di Milano chiedeva, senza ottenerla, l’approvazionel'approvazione di un documento che proponeva l’ostruzionismol'ostruzionismo ad oltranza in Parlamento fino all’approvazioneall'approvazione di una legge contro l’interventol'intervento dell’esercitodell'esercito nelle vertenze sul lavoro<ref>[http://www.fpromalazio.it/Archivio/53/090512_storia.pdf ''Cenni di storia del movimento sindacale in Italia'', p.10]</ref>, in riferimento all'assunzione di impegno, presa da un gruppo di parlamentari socialisti il 21 settembre [[1904]], a margine dello [[sciopero generale del 1904|sciopero generale]]<ref>[http://archivio.rassegna.it/2004/granditemi/articoli/sciopero.htm Carlo Ghezzi, Lo sciopero generale del 1904. Lo spartiacque., Rassegna on line]</ref>. Nel [[1906]] il Consiglio Nazionale di Resistenza, travolto dalle tensioni sempre
maggiori tra riformisti e rivoluzionari, si dissolse.
La Confederazione Generale del Lavoro fu istituita nel contesto del primo Congresso di Milano del 29 settembre - 1º ottobre 1906. Come segretario generale fu scelto il riformista [[Rinaldo Rigola]], che già in precedenza si era contrasddistinto per aver cercato di trovare la sintesi politica tra le spinte radicali dei rivoluzionari, che guidavano gran parte delle Camere del Lavoro, e le posizioni moderate dei riformisti<ref>[http://www.cgil.it/CGIL/Storia/Storia.aspx#C1 La Storia della CGIL]</ref>. Tuttavia durante i primi anni all'interno della confederazione si svilupparono dei contrasti fra i sindacati nazionali di categoria, che si ispiravano al [[sindacalismo riformista]] e le Camere del Lavoro dove prevaleva la corrente del [[sindacalismo rivoluzionario]]; questi ultimi, nel [[1912]], crearono l’l'[[Unione Sindacale Italiana]] (USI)<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/cgdl/ Enciclopedia Treccani]</ref>. Il Segretario Generale della Confederazione Generale del Lavoro Rigola rimase in carica fino al [[1918]].
Nelle [[Elezioni politiche italiane del 1919|elezioni del 1919]] il [[Partito Socialista Italiano|Partito socialista italiano]], con il 32,4% dei voti, si affermò come primo partito tuttavia, non avendo stabilito alleanze con gli altri partiti, si pose all'opposizione annullando di fatto il grande successo elettorale<ref>[[Roberto Vivarelli]], Storia delle origini del fascismo, volume II, Il Mulino, 2012, pag 221</ref>.
Le azioni di protesta e di lotta, che avevano caratterizzato il 1919, si intensificarono ulteriormente nel 1920; infatti, in quell'anno, vi furono in Italia più di 2.000 scioperi ed i lavoratori organizzati in sindacati avevano superato i 3.500.000, di questi 2.150.000 erano iscritti alla Confederazione Generale del Lavoro<ref>Giorgio Candeloro, ''Storia dell'Italia moderna. Volume ottavo. La prima guerra mondiale, il dopoguerra, l'avvento del fascismo'', Feltrinelli, Milano 1996 (sesta edizione), p. 304.</ref>. Nel marzo 1920 presso la [[FIAT|Fiat di Torino]], ebbe inizio il cosiddetto [[sciopero delle lancette]]; lo sciopero generale, indetto alla metà di aprile, coinvolse circa 120.000 lavoratori di Torino e provincia, ma ne la direzione nazionale della CGdL ne quella del Partito socialista appoggiarono l'iniziativa torinese, e la vertenza si chiuse con un concordato. Lo sciopero si concluse il 24 aprile senza che i lavoratori avessero ottenuto il riconoscimento delle proprie richieste, compresi i Consigli di fabbrica<ref>Enzo Biagi, ''Storia del Fascismo'', Firenze, Sadea Della Volpe Editori, 1964, p. 108: "Il 24 aprile le organizzazioni sindacali ordinano la ripresa del lavoro senza aver ottenuto il riconoscimento delle commissioni interne (i "consigli di fabbrica")."</ref>.
== Bibliografia ==
* {{cita web|http://www.uil.it/iss/100_anni.pdf|Storia dei sindacati confederali a cura dell'ISS}}
* Antonio Alosco, ''Alle origini del sindacalismo, La ricostruzione della CGL nell’Italianell'Italia liberata (1943-1944)'', Prefazione di Giorgio Benvenuto, SugarCo Edizioni, Milano, 1979.
* Arturo Peregalli, ''L’altraL'altra Resistenza. Il PCI e le opposizioni di sinistra in Italia 1943-1945'', Graphos, Genova, 1991.
* Pietro Bianconi, ''1943: la Cgl sconosciuta: la lotta degli esponenti politici per la gestione dei sindacati operai 1943-1946'', Sapere, 1973.
 
1 125 298

contributi