Differenze tra le versioni di "Statuto dei diritti del contribuente"

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Pur ponendosi dunque come una legge di principi di rilevanza costituzionale, non è comunque una legge di rango costituzionale in senso stretto, rimane legge ordinaria e guida ai fini dell'interpretazione della normativa tributaria, inoltre le deroghe o modifiche alla legge possono avvenire solo in maniera espressa(quindi non tacita) e tramite leggi aventi carattere generale e mai speciale il tutto al fine di garantire la coerenze ed omogeneità della normativa in essa disposta.
 
All'art.1 comma 1 viene disposto:"le disposizioni della presente legge,in attuazione degli artt. 3-23-53-97 della costituzione,costituiscono principi generali dell'ordinamento tributario e possono essere derogate o modificate solo espressamente e mai da leggi speciali"(art. 1 comma 1). È inoltre contemplata la “Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie” nell’artnell'art. 2.
 
Così come avviene nel [[diritto penale]], lo statuto prevede la ''non retroattività della norma. Viene affermato un principio fondamentale che attiene la prescrizione dei termini. L’ultimoL'ultimo comma dell’artdell'art. 3 avverte che “I termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati”. Non si possono disporre con decreto-legge l'istituzione di nuovi tributi ne' prevedere l'applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti. (art.4).
 
L’AmministrazioneL'Amministrazione finanziaria deve informare il contribuente assumendo idonee iniziative volte a consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni legislative e amministrative vigenti in materia tributaria. (art. 5)
 
La conoscenza degli atti e della semplificazione normativa è contemplato dal successivo art. 6. Sono poste a carico dell’Amministrazionedell'Amministrazione finanziaria diversi obblighi quali la chiarezza degli atti redatti nei confronti del contribuente. A quest’ultimoquest'ultimo non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell'amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente. Tali documenti ed informazioni sono acquisiti ai sensi dell'articolo 18, commi 2 e 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, relativi ai casi di accertamento d'ufficio di fatti, stati e qualità del soggetto interessato dalla azione amministrativa.
 
Fondamentale risulta essere l’artl'art. 7 che prevede la chiarezza e la motivazione degli atti di accertamento pena la nullità dell’attodell'atto stesso. È confermato il principio che se un atto ne richiama un altro, quest'ultimo deve essere allegato all’attoall'atto che lo richiama; in alternativa, è possibile riprodurre il contenuto essenziale dell'atto richiamato all'interno dell'atto che effettua il richiamo.
 
È disciplinata la tutela dell'integrità patrimoniale dall’artdall'art. 9 e dell’affidamentodell'affidamento della buona fede art. 10. Il comma 1 recita: “ I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.”
 
Con l’artl'art. 11 viene introdotto nel nostro ordinamento l’istitutol'istituto dell’interpellodell'interpello. È data la possibilità a ciascun contribuente di inoltrare per iscritto all'amministrazione finanziaria, che deve rispondere entro centoventi giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l'applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell'istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria. Qualora la risposta non pervenga al contribuente entro 120 giorni dall’inoltrodall'inoltro della domanda - si intende che l'amministrazione concorda con l'interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente.
 
L’artL'art. 12 disciplina minuziosamente i diritti e le garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali. Dal tempo massimo di permanenza degli operatori civili o militari dell'amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, che non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell'indagine individuati e motivati dal dirigente dell'ufficio, ai tempi e modo di accesso, che devono avvenire durante l'orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente. È concessa la possibilità che su richiesta del contribuente, l'esame dei documenti amministrativi e contabili possa essere effettuato nell'ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta.
 
L’artL'art. 13 istituisce il Garante del contribuente che provvede su richiesta del contribuente ad accertare se effettivamente vi siano state violazioni perpetrate dai Funzionari civili o militari dell’amministrazionedell'amministrazione finanziaria. Sono enunciati tutti i poteri che tale figura ha per poter espletare il compito affidatogli.
 
I restanti articoli (artt. 14-21) trattano delle garanzie ai contribuenti all’esteroall'estero al codice di comportamento per il personale addetto alle verifiche tributarie.
 
== Analisi ==
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