Differenze tra le versioni di "Giovanni Battista Lampi"

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Lampi arrivò a San Pietroburgo nel 1791, su invito del segretario di Caterina II, il generale Popov, che aveva avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo a Varsavia. La protezione della grande Caterina, da lui ritratta più volte, procurò al maestro molti importanti incarichi, tanto che in Russia si trattenne per più di sei anni, fino alla morte dell'imperatrice. Durante la sua permanenza in Russia dipinse una serie di tele, unanimemente considerate tra i capolavori della ritrattistica europea di fine secolo.
Rientrato a Vienna, fu nominato Cavaliere dell'Impero e gli fu conferito un [[titolo nobiliare]].
All’ultimoAll'ultimo periodo, trascorso a Vienna, appartengono ritratti ufficiali (A. Canova, 1806, Vienna, Österreichische Galerïe), ma anche immagini più intense, legate all’ambienteall'ambiente familiare (G. Battista Lampi junior con il nipote, Innsbruck, Museo Ferdinandeum). Con l'Autoritratto del 1728 (Vienna, Österreichische Galerïe) termina la sua fortunata attività artistica che fa di Lampi il più importante ed acuto ritrattista neoclassico.
I suoi dipinti sono caratterizzati dall'espressività dei volti, dalla luminosità dei tratti, dallo splendore degli abiti e dalla minuzia dei dettagli e morbidezza cromatica.
Ritrasse i personaggi più importanti della sua epoca, come Caterina di Russia, l'imperatore d'Austria Giuseppe II, il Conte Stanislas Felix Potocki, lo scultore Antonio Canova, la contessa Potocka con la figlia.
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