Urbanista: differenze tra le versioni

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È con la nascita dei Corsi di Laurea in Urbanistica (1970 presso l'[[Università IUAV di Venezia]] e 1974 presso l'[[Università Mediterranea di Reggio Calabria]]) che la questione del riconoscimento formale di questa professione è inserito nelle agende politiche e legislative nazionali, soprattutto per l'impegno dell'Associazione Nazionale degli Urbanisti e dei pianificatori territoriali e ambientali [[AssUrb]], che ha raccolto i nuovi laureati in Italia.
Nel campo della pianificazione territoriale e urbanistica, dunque, a partire dal 2001, si è passati da una professione non regolamentata ad una professione regolamentata, cioè essa è riservata ad un numero definito di persone iscritte ad un Ordine. Più precisamente l'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Sezione A, Settore «Pianificazione territoriale» per i laureati quinquennali e magistrali; Sezione B, Settore «Pianificazione» per i laureati triennali.
Il passaggio tuttavia non sembra aver creato una esclusiva ‘forte’‘forte' (solo gli iscritti a quel determinato Ordine e Sezione possono esercitare la professione di urbanista, pianificatore), ma sicuramente ‘tendenziale’‘tendenziale', perché lo stesso DPR ha esplicitamente previsto la salvaguardia delle posizioni precedentemente assunte o diritti acquisiti. Questa ambiguità è dovuta perché la figura del «pianificatore territoriale» (così come del «paesaggista» e del «conservatore») è stata in parte innestata e in parte affiancata in un tronco (la figura dell'architetto) già esistente. Ciò significa che la riforma del 2001, riforma che ha modificato sia l'esame di Stato per l'accesso alle professioni regolamentate, sia gli ordini professionali, tra cui quello degli architetti (che per l'appunto ha cambiato denominazione) si può considerare come una (quasi)-riforma, che deve essere ancora concertata con la legge istitutiva delle figure di Ingegnere e Architetto (L. 24 giugno 1923, n. 1395, Tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti) e con il relativo regolamento di attuazione (RD 23 ottobre 1925, n. 2537, Approvazione del regolamento per le professioni d'ingegnere e di architetto) e relative modifiche; ma soprattutto necessita di un regolamento applicativo. Regolamento mai emanato e, ancora, nemmeno tracciato.
 
Attualmente i termini della "questione" sono i seguenti:
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