Differenze tra le versioni di "Nauplia"

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Dal [[1829]] al [[1834]] è stata la prima capitale della [[Guerra d'indipendenza greca|Grecia indipendente]].
 
== Nome ==
Il nome della città è cambiato più volte nel corso dei secoli. Il nome greco contemporaneo della città è ''Nafplio'' (Ναύπλιο).
 
Durante l'[[antichità classica]] è stato conosciuto come ''Nauplia'' (Ναυπλία) in [[dialetto attico|greco attico]] e ''Nauplie'' (Ναυπλίη) in [[dialetto ionico|greco ionico]]. In latino si chiamava ''Nauplia''.
 
Durante il [[Medioevo]] diverse varianti sono stati utilizzati in [[greco bizantino]], tra cui ''Náfplion'' (Ναύπλιον), ''Anáplion'' (Ἀνάπλιον), e ''Anáplia'' (Ἀνάπλια). [7]
 
Durante il [[tardo Medioevo]] e nella prima [[età moderna]], sotto la [[Stato da Mar|dominazione veneziana]], la città era conosciuta in italiano come ''Napoli di Romania'', secondo l'uso medievale di "[[Romania]]" per indicare le terre dell'[[Impero bizantino]], e per distinguerla da [[Napoli]] in [[Italia]].
 
Durante il [[periodo moderno]] sotto il [[impero ottomano|dominio ottomano]], il nome [[lingua turca|turco]] della città era ''Mora Yenişehir'', derivato da [[Morea]], un nome medievale per il [[Peloponneso]], e "şehir yeni", il termine turco per "città nuova" (a quanto pare una traduzione dal Νεάπολη greco, italiano Napoli), diventata poi ''Anabolı''.
 
Nel [[XIX secolo]] e fino all'inizio del XX [[secolo]], la città fu chiamata indiscriminatamente ''Náfplion'' (Ναύπλιον) e ''Nafplio'' (Ναύπλιο) in [[greco moderno]]. Entrambe le forme sono stati utilizzati in documenti ufficiali e guide turistiche. Questo spiega perché la vecchia forma Náfplion (a volte traslitterato in Navplion) ancora sopravvive di tanto in tanto.
 
== Mito e tradizione ==
Il suo nome deriva da [[Nauplio (mitologia)|Nauplio]], figlio di [[Poseidone]] e [[Amimone]], padre di [[Palamede]]. Grazie alla sua posizione, sembra sia stato un avamposto di origine straniera e la tradizione dice che era una colonia egiziana.
 
Secondo [[Strabone]], l'origine del nome era legato al fatto che si trattava di un luogo dove erano ancorate le navi, da cui avrebbe preso nome il personaggio mitologico di [[Nauplio (mitologia)|Nauplio]]<ref>Strabone, VIII, 6, 2.</ref>, mentre secondo un'altra tradizione fu Nauplio il fondatore di Nauplia<ref>Pausania, II, 38, 2.</ref>.
 
== Storia ==
Resti risalenti al [[Paleolitico]] sono stati trovati sulla collina [[Acronauplia]], mentre una grotta vicino la città presenta resti risalenti al [[neolitico]].
Fondata, secondo la leggenda, dal personaggio mitologico [[Nauplio]] la città fu un feudo franco dal [[1210]] al [[1377]], epoca alla quale risalgono la chiesa dei Franchi (''Frangoklissiá'') e il Castel dei Franchi sulla collina di Acronauplia. In due secoli di dominio franco Nauplia passò di mano in mano a varie famiglie: nel [[1202]] fu infeudata ad [[Ottone de la Roche]], signore di [[Atene]]; nel [[1308]] alla casa di Brienne; nel [[1356]] infine agli Enghien.
 
In [[epoca micenea]] Nauplia era membro della Lega marittima di Calauria, assieme ad Atene, i [[Mini (popolo)|Mini]], [[Orcomeno (Grecia centrale)|Orcomeno di Beozia]], [[Trezene]], [[Ermione (città antica)|Ermione]], [[Egina (isola)|Egina]] e [[Prasiae]].
Il 12 dicembre [[1388]] Maria d'Enghien, figlia di Guglielmo e vedova di Pietro Cornaro (da non confondere con l'omonima [[Maria d'Enghien|cugina]]), vendette Nauplia (assieme ad [[Argo (città)|Argo]]) alla [[Repubblica di Venezia]], che le diede quella caratteristica impronta che ancor oggi caratterizza il centro storico. Durante il primo periodo veneziano il governatore Vettore Pasqualigo fece edificare sull'isola di Bourzi, di fronte alla città, il ''castel da Mar'', un fortino destinato alla difesa dell'ingresso del porto.
 
Nel [[628 a.C.]] al tempo della [[seconda guerra messenica]] fu conquistata da [[Argo (Grecia)|Argo]] che prese il suo posto nella confederazione, poiché era semplicemente il porto di Argo. I cittadini espulsi si rifugiarono in territorio di Sparta, dove ricevettero la città di [[Modone|Metone]] in [[Messenia]]. Nel [[371 a.C.]], quando fu restaurato lo stato messeno, gli abitanti di Nauplia poterono conservare Metone<ref>Strabone, VIII, 6, 11; VIII,6,14; Pausania, IV, 24, 4; IV, 27; IV, 35, 2.</ref>.
Nauplia fu poi strappata ai veneziani dagli [[Impero Ottomano|Ottomani]] nel [[1540]] dopo un assedio durato tre anni, ma la città rimase nelle mire della Serenissima finché [[Francesco Morosini]] - nel frattempo eletto [[doge (Venezia)|doge]] - non la riconquistò nel [[1686]], nel corso della [[guerra di Morea]]. Nauplia, ribattezzata "''Napoli di Romània''", fu eretta a capitale della [[Morea]] e della provincia di Romània (comprendente Argo, [[Tripoli (Grecia)|Tripoli]] e [[Corinto]]); contemporaneamente, Morosini diede grande impulso alla ripopolazione della città e al rafforzamento delle fortificazioni. Nauplia fu tuttavia fatale al Morosini, che vi morì il 6 gennaio [[1694]] quando si trovava a bordo della sua [[galea]] in veste di comandante della flotta.
 
Ai tempi di [[Pausania il Periegeta|Pausania]] la città era in rovina. Pausania menziona il tempio di Poseidone, alcuni forti e una fontana chiamata Canathus in cui [[Era (mitologia)|Era]] si bagnava una volta l'anno rinnovando grazie a questo bagno la sua verginità<ref>Pausania, II, 38, 2-3.</ref>.
Gli anni successivi videro grandi opere di ricostruzione e consolidamento del potere ad opera dei veneziani, che costruirono la chiesa di San Spiridione (1702) e numerose opere militari, tra cui il possente bastione Grimani (1702-06), la Porta di Terra (1708), la poderosa fortezza di Palamídi (1711-14) e la caserma (1713, oggi sede del Museo Archeologico). Tutte queste opere non servirono tuttavia a scongiurare la riconquista della città da parte dei turchi: nel [[1715]] i turchi del sultano [[Ahmed III]] entrarono in Nauplia, massacrando la popolazione civile e la guarnigione veneziana. La sovranità ottomana, poi sancita dalla [[pace di Passarowitz]] ([[1718]]), sarebbe durata fino al [[1829]], quando in occasione dell'[[Guerra d'indipendenza greca|indipendenza della Grecia]] (essendo [[Atene]] ancora in mano agli ottomani) Nauplia ebbe l'onore di diventare la prima capitale del neonato stato ellenico.
 
Passò sotto il [[Impero romano|dominio dei Romani]] e quindi dei [[Bizantini]] fino al [[1205]]. Nella seconda metà del [[X secolo]] fu bersaglio delle incursioni dell'[[Emirato di Creta]]; nel [[1032]] la flotta bizantina sconfisse una flotta musulmana.
Nel [[1205]] i [[crociati]] fondarono la [[signoria di Argo e Nauplia]] nel [[principato di Achaia]]. Nel [[1212]] il principe Jofre la cedette a Ottone de La Roche, [[signoria di Atene|signore di Atene]]. Nel [[1308]] passò alla casa di Brienne, che perse Atene nel [[1311]] ma mantenne Argo e Nauplio. Nel [[1356]] passò agli Enghien e nel [[1388]] fu venduta a [[Venezia]] da Maria d'Enghien, figlia di Guglielmo e vedova di Pietro Cornaro. Firmò trattati con i Menteshe nel [[1403]] e nel [[1407]] e con gli [[Ottomani]] nel [[1419]] e nel [[1479]]. Fu attaccata quattro volte dagli Ottomani: nel 1396/1397 e nel 1426/1427 da Yakub Bey, enl 1463 da Mahmud Pasha che lo occupò brevemente, e poi tra il 1500 e il 1592 quando fu difesa dalla popolazione greca, da italiani e da albanesi [[stradioti]]. Il trattato del [[1503]] la riconobbe a Venezia. Il porto della città bassa fu fortificato.
 
Nauplia fu poi strappata ai veneziani dagli [[Impero Ottomano|Ottomani]] nel [[1540]] dopo un assedio durato tre anni, ma la città rimase nelle mire della [[Serenissima]] finché [[Francesco Morosini]] - nel frattempo eletto [[doge (Venezia)|doge]] - non la riconquistò nel [[1686]], nel corso della [[guerra di Morea]]. Nauplia, ribattezzata "''Napoli di Romània''", fu eretta a capitale della [[Morea]] e della provincia di Romània (comprendente Argo, [[Tripoli (Grecia)|Tripoli]] e [[Corinto]]); contemporaneamente, Morosini diede grande impulso alla ripopolazione della città e al rafforzamento delle fortificazioni. Nauplia fu tuttavia fatale al Morosini, che vi morì il 6 gennaio [[1694]] quando si trovava a bordo della sua [[galea]] in veste di comandante della flotta.
 
Gli anni successivi videro grandi opere di ricostruzione e consolidamento del potere ad operafortificazione dei veneziani, che costruirono la chiesa di San Spiridione (1702) e numerose opere militari, tra cui il possente bastione Grimani (1702-06), la Porta di Terra (1708), la poderosa fortezza di Palamídi (1711-14) e la caserma (1713, oggi sede del Museo Archeologico). Tutte queste opere non servirono tuttavia a scongiurare la riconquista della città da parte dei turchi: nelNel [[1715]] i turchi del sultano [[Ahmed III]] entrarono in Nauplia, massacrando la popolazione civile e la guarnigione veneziana. La sovranità ottomana, poi sancita dalla [[pace di Passarowitz]] ([[1718]]), sarebbe durata fino al [[1829]], quando in occasione dell'[[Guerra d'indipendenza greca|indipendenza della Grecia]] (essendo [[Atene]] ancora in mano agli ottomani) Nauplia ebbe l'onore di diventare la prima capitale del neonato stato ellenico.
 
Nel [[1831]] Nauplia fu invece il teatro dell'assassinio di [[Giovanni Capodistria|Giovanni Antonio Capodistria]], primo presidente greco.
 
== Monumenti ==
La città fu un feudo franco dal [[1210]] al [[1377]], epoca alla quale risalgono la Chiesa dei Franchi (''Frangoklissiá'') e il Castello dei Franchi sulla collina di [[Acronauplia]].
Il periodo veneziano (1388-1540) diede l'impronta che caratterizza il centro storico. Il governatore Vettore Pasqualigo fece edificare sull'isola di Bourzi, difronte alla città, il ''Castel da Mar'', un fortino destinato alla difesa dell'ingresso del porto.
A questo periodo risalgono la chiesa di San Spiridione (1702) e numerose opere militari, tra cui il possente bastione Grimani (1702-06), la Porta di Terra (1708), la poderosa fortezza di Palamídi (1711-14) e la caserma (1713, oggi sede del Museo Archeologico).
 
== Persone legate a Nauplia ==
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