Bobina aperta: differenze tra le versioni

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Registratori a bobina aperta economici divennero di largo impiego per la registrazione della voce in ambienti domestici e scolastici prima dell'introduzione della [[musicassetta]] [[Philips]] nel 1963. Il successo delle cassette come supporto fu velocissimo, anche se a discapito della qualità, per via delle tracce strette e della velocità del nastro ridotta.
 
Sull'esempio di Bing Crosby, i registratori a bobine ad alta velocità divennero ben presto il metodo di registrazione principale impiegato da audiofili e professionisti, fino agli [[Anni 1980|anni ottanta]] dovequando le tecnologie digitali applicate all'audio permisero l'uso del [[Digital Audio Tape|DAT]] e degli [[hard disk]].
 
Ancora oggi, questa tecnica di registrazione, definita analogica, può competere in qualità sonora con i sistemi digitali; molti artisti di tutti i generi preferiscono il nastro analogico per via di una serie di gusti personali, non ultimo la possibilità volendo, di dare un certo ''calore'' al suono di queste registrazioni. In modo analogo ai sistemi digitali, i toni bassi possono essere aumentati, creando la percezione di un suono più ricco, gli alti livelli possono essere [[Compressione del livello audio|compressi]], per rendere maggiormente gradevole la riproduzione del brano in particolari circostanze. Un ulteriore aspetto tecnico è la saturazione del nastro, la quale produce una forma di [[distorsione (fisica)|distorsione]] apprezzata da diversi musicisti [[rock]] e [[blues]] {{citazione necessaria}}.
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