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Sperimentalmente si verifica l'attrazione o la repulsione tra corpi dotati di [[carica elettrica]], corrispondente a due stati di [[elettrizzazione]] della materia. La carica si definisce positiva quando vi è una carenza di [[elettrone|elettroni]] nell'oggetto, negativa in presenza di un eccesso. Corpi elettrizzati entrambi positivamente o entrambi negativamente si respingono, mentre corpi elettrizzati in modo opposto si attraggono.
 
Per misurare l'elettrizzazione di un corpo si usa uno strumento chiamato [[elettroscopio]] a foglie, costituito da un'ampolla di vetro nella quale è inserita un'asta metallica la quale, all'interno dell'ampolla, ha due linguette metalliche molto sottili, dette ''foglie'', mentre all'esterno essa può essere messa a contatto con un corpo carico. Mettendo a contatto un corpo carico con l'asta un corpo carico, le linguette si allontanano l'una dall'altra in proporzione all'elettrizzazione del corpo che è stato messo a contatto.
 
A partire da tali evidenze sperimentali, nella seconda metà del diciottesimo secolo [[Charles Augustin de Coulomb]] formulò la [[legge di Coulomb]], che quantifica la [[forza elettrica]] attrattiva o repulsiva che due corpi puntiformi carichi elettricamente si scambiano a distanza. A partire da tale legge si può affermare che un corpo carico elettricamente produce nello spazio circostante un campo tale per cui, se si introduce una carica elettrica, questa risente dell'effetto di una [[forza]], detta [[forza di Coulomb]], direttamente proporzionale al prodotto delle due cariche e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.
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