Differenze tra le versioni di "Il deserto dei Tartari (film)"

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Tuttavia, pur abbastanza fedele al romanzo nello spirito e nei fatti narrati, il film se ne discosta moltissimo da tutti e due i punti di vista nel finale. Infatti, nel film Drogo muore (o forse semplicemente si addormenta in preda alla febbre) disperato e pieno di rimpianti sulla carrozza che lo sta portando lontano dalla fortezza verso la quale stanno già galoppando i "Tartari". Il romanzo ha un finale molto diverso: lasciata la fortezza sulla carrozza Drogo osserva durante la prima parte del viaggio, altrettanto sconvolto e amareggiato, il passaggio sulla strada in senso contrario dei rinforzi diretti alla fortezza. Tuttavia, giunta la notte, deve pernottare in una locanda; qui trascorre le ultime ore di vita sdraiato nel letto nella notte acquistando pian piano la consapevolezza che la battaglia, che aveva aspettato tutta la vita alla fortezza Bastiani ma che aveva perso all'ultimo momento, si presentava ora in modo molto diverso ma molto più importante sotto forma dell'affrontare senza paura la morte. Con la raggiunta consapevolezza di questa battaglia decisiva e più importante da combattere, Drogo muore riappacificato con la sua storia, della quale ha finalmente trovato un senso anche ultraterreno.
 
In nome di una maggiore concretezza cinematografica, il regista colloca il ''deserto dei Tartari'' ai margini (presumibilmente settentrionali o orientali) dell'[[Impero Austro-Ungarico]], e fornisce ai protagonisti una spiccata personalità [[XIX secolo|ottocentesca]]. Questi realismi sono assenti nel [[romanzo]] dello [[scrittore]] [[Belluno|bellunese]], come in quasi tutta la sua poetica; anzi, nel romanzo essi sono volutamente resi ambigui e inefficaci. Tuttavia c'è da dire che tale caratterizzazione era praticamente obbligata nella trasposizione da un'opera letteraria a forte contenuto evocativo e simbolico, ad un'opera cinematografica in cui i personaggi e gli eventi devono necessariamente trovare una collocazione visiva nei costumi e nella cultura di una epoca storica. Il periodo storico a cavallo tra [[XIX secolo|Ottocento]] e [[XX secolo|Novecento]] era l'unico che si prestava a rendere molti particolari presenti nel racconto letterario ([[Cavalleria|eserciti con cavalli]], [[armi da fuoco]] e [[Cannone|cannoni]], [[Mitragliatrice|mitragliatrici]] vecchio tipo e [[Cannocchiale|cannocchiali]] per l'osservazione). Analogamente l'[[Impero Austro-Ungarico]] di fine Ottocento-inizio Novecento era l'unica entità storica che poteva giustificare molti particolari del racconto, come l'ambientazione di un regno europeo ma al contempo confinante con zone insieme desertiche e montagnose (in questo senso il cosiddetto e misterioso 'Stato del Nord' proveniente da un luogo vasto e desolato potrebbe così essere identificato con l'[[Impero Russo]] che costituiva tutta la frontiera orientale dell'Impero Asburgico dalla Polonia al Mar Nero).
 
Comunque l'opera cinematografica inizia con un evidente errore storico, quando l'inizio dell'azione viene collocata nel mattino di lunedì [[2 agosto]] [[1907]]. Innanzitutto il 2 agosto 1907 non era lunedì ma [http://xoomer.virgilio.it/esongi/calcoloperpetuo.htm venerdì.]. Inoltre, poiché lo svolgimento del racconto copre quasi 25 anni, la data sarebbe anacronistica perché la [[Prima Guerra Mondiale]] (che avrebbe coinvolto l'Austria contro tutti i suoi vicini) avrebbe dovuto scoppiare a soli 7 anni dall'arrivo di Drogo alla fortezza, e terminare con la sconfitta 11 anni dopo l'arrivo. Così, volendo cimentarsi nell'esercizio di trovare date coerenti con un lunedì 2 agosto, l'inizio del racconto dovrebbe essere collocato nel 1869, 1875 o 1880. D'altra parte solo il 1° anno sarebbe coerente con la tecnologia presentata nel film che, alla fine del racconto come all'inizio, prevede solo l'uso di cavalli, carrozze e messaggeri a cavallo; ciò sarebbe impossibile con le date d'inizio del 1875 o 1880 perché l'automobile data alla fine dell'Ottocento e le comunicazioni via radio all'inizio del Novecento.
 
Il film trascende la finzione e diventa [[Situazione kafkiana|metafora kafkiana]] della vita, trascorsa senza altra aspettativa che l'attesa della morte e quando questa arriva, l'impossibilità a opporvisi<ref>[http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=588830 ''Una metafora del non senso della vita''] in [[MyMovies]]</ref>.
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