Apri il menu principale

Modifiche

standardizzo e correggo
|ordinato=18 marzo [[1916]]
|nomarcivescovo=5 aprile [[1962]] da [[papa Giovanni XXIII]] (poi [[santo]])
|consacrato=
|arcconsacrato=19 aprile [[1962]] da [[papa Giovanni XXIII]] (poi [[santo]])
|patrconsacrato=
|arcelevato=
|patrelevato=
|creato= 12 gennaio [[1953]] da [[papa Pio XII]]
|pubblicato=
|deceduto=3 agosto [[1979]], [[Città del Vaticano]]
}}
In quegli anni Ottaviani portò il suo contributo come giurista nella stipulazione dei [[Patti Lateranensi]]. Successivamente divenne assessore, pro-segretario e segretario. Il 12 gennaio [[1953]], [[papa Pio XII]] lo nominò pro segretario della Congregazione del Santo Uffizio, e contestualmente creato e pubblicato [[cardinale]]. Essendo conservatore ebbe forti contrasti con chi voleva innovare la secolare tradizione ecclesiale. Il 5 aprile [[1962]] fu elevato al rango di [[arcivescovo]] da [[papa Giovanni XXIII]]. Il 21 giugno [[1963]], in qualità di [[cardinale protodiacono]], ha annunciato l'elezione di [[Papa Paolo VI]], proclamando l'[[Habemus Papam]]''.
 
Essendo responsabile del dicastero, a cui è istituzionalmente demandata la tutela del sacro patrimonio della fede e della morale cattolica, ricoprì questo ruolo tenendo un comportamento attento e preciso, nella convinzione, in lui maturata con l'esperienza, che la "rectitudo fidei", cioè l'ortodossia, è patrimonio irrinunciabile ed è condizione primaria per la "rectitudo morum", o ortoprassi. La sua preparazione giuridica, che già in età giovanile gli aveva garantito l'attenzione di altri sacerdoti, lo sostenne nel lavoro che svolse a difesa della fede cattolica.<ref>Dall'omelia di Giovanni Paolo II nel giorno dei funerali del cardinale</ref>.
 
Anche durante il pontificato di [[Pio XII]], si dimostrò fermo nelle sue posizioni, battendosi quando fu necessario e preparando anche scomuniche contro gli oppositori [[comunismo|comunisti]] e i cattolici progressisti italiani, fautori tedeschi e francesi della nuova teologia, [[prete operaio|preti operai]], inventori del catechismo liberale. Ottaviani fu tuttavia, anche per le sue mai dimenticate radici popolari, un uomo di grande sensibilità pastorale, in particolare con i ragazzi e i giovani dell'oratorio di San Pietro, per i giovani che bighellonavano a Trastevere e nei pressi del [[Vaticano]] per i quali si prodigava quotidianamente, pagando le rette per lo studio, le tasse per lo sport: per i giovani fu come un padre sollecito ed affettuoso.
 
Questa sua presenza tra i giovani non era un diversivo per superare la stanchezza tediosa delle carte d'ufficio e degli impegni burocratici, ma un'esigenza che scaturiva spontanea, intenzionale e generosa da un programma sacerdotale: era una "prestazione comandata" della sua vocazione.<ref>''Ibidem''</ref>. La convocazione del [[Concilio Vaticano II]] ad opera di [[papa Giovanni XXIII]], la riforma della [[Curia romana|Curia]], l'inizio dell'attività del [[Sinodo episcopale]], furono forse per un uomo con le sue convinzioni, uno strappo eccessivo. Fu tra i ''leader'' dell'ala conservatrice del [[Coetus Internationalis Patrum]]. Tra i suoi interventi vi fu, nel [[1962]], la redazione dell'attento documento ''[[Crimen sollicitationis]]'', riservato a tutti i [[Vescovo|Vescovi]], tramite il quale essi venivano istruiti sulle modalità di gestione dei [[casi di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica]].
 
In esso fu prevista, per gli episodi più gravi, la [[scomunica]] per coloro che non vi si fossero attenuti. Il documento fu approvato dall'allora pontefice [[Giovanni XXIII]]. Nominato dal Papa presidente della Commissione Dottrinale, Ottaviani vide attuarsi, specialmente nelle ''applicazioni distorte'' del Concilio, alcune delle posizioni che più aveva osteggiato e temuto (abusi liturgici, storture dottrinali, ecc.). Egli fu più o meno tacitamente ostile anche alla riforma del Sant'Uffizio e all'abolizione dell'[[Indice dei libri proibiti]] e del [[giuramento]] [[antimodernismo|antimodernista]]. Così, l'8 gennaio [[1968]]<ref>[[Roma (quotidiano)|Roma]], 9 gennaio 1968, pagina 1.</ref> rassegnò le dimissioni.
 
Nel settembre del [[1969]] Ottaviani firmò, insieme al cardinal [[Antonio Bacci]], una lettera con un opuscolo, noto come [[Breve esame critico del Novus Ordo Missae]] (scritto principalmente dal [[teologo]] [[Ordine dei frati predicatori|domenicano]] [[Michel Guérard des Lauriers]]) , a [[papa Paolo VI]], nella quale esprimeva la propria opposizione alla [[riforma liturgica]] e, in specie, al [[messale|nuovo messale romano]] o ''Novus Ordo Missae'', allora in procinto di entrare in vigore<ref>[http://www.maranatha.it/Miscel/docum/ottaviani.htm Testo completo dell'intervento qui]</ref>. Nel [[1970]] fu nominato Grangran Priorepriore dell'Ordine Militare del Santissimo Salvatore di santaSanta Brigida di Svezia e insignito del Grangran Collarecollare dell'Ordine. Morì nella [[Città del Vaticano]] il 3 agosto [[1979]]. Le sue esequie furono celebrate da [[papa Giovanni Paolo II]] il 6 agosto, giorno in cui un anno prima, come ricordò [[Giovanni Paolo II]], nella medesima ora moriva [[papa Paolo VI]]. È sepolto nella [[chiesa di San Pietro in Borgo]], nota anche come chiesa di San Salvatore in Ossibus.
 
== [[Genealogia episcopale]] ==