François-Paul Brueys D'Aigalliers: differenze tra le versioni

 
=== La spedizione in Egitto ===
Nominato [[viceammiraglio]]<ref name=C4p43/> nell'aprile dello stesso anno,<ref name=C4p43/> fu designato al comando delle navi dell'[[Armata d'Oriente]], che dovevano fornire la scorta ai 368 trasporti della spedizione per la [[Campagna d'Egitto|conquista dell'Egitto]].<ref name=C4p44/> Innalzò la sua insegna sul vascello da 120 cannoni ''[[L'Orient]]'', mentre la squadra navale comprendeva 13 vascelli di linea,<ref name=S0p9>{{Cita|Société des Militaires 1830|p.9, oltre ai tredici vascelli di linea ve ne erano altri due ex veneziani, il ''Causse'' da 74 e il ''Dubois'' da 64, armati come navi da trasporto |SociétédesMilitaires1830}}</ref> sei fregate, sei brigantini, ed alcune navi minori.<ref name=D2p103>{{Cita|Donolo 2012|p. 103 |Donolo2012}}</ref> Aveva ai suoi ordini i contrammiragli [[Pierre Charles Silvestre de Villeneuve|de Villeneuve]] (divisionario), [[Armand Simon-Marie Blanquet du Chayla|Du Chayla]] (divisionario), [[Denis Decrès|Decrès]] (comandante delle fregate) e [[Honoré-Joseph-Antoine Ganteaume|Ganteaume]] (come Capo di Stato Maggiore). Il convoglio dei trasporti era agli ordini del capitano di vascello [[Pierre Etienne Dumanoir Le Pelley]]. La partenza della squadra da Tolone avvenne il 19 maggio 1798, e sulla nave ammiraglia si imbarcò lo stesso [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]]. La squadra francese arrivò a [[Malta]] l'8 giugno, conquistando rapidamente l'isola<ref name=P5p483>{{Cita|Petroni, Lavallée 1815|p.483 |Petroni,Lavallée1815}}</ref> e ponendo fine al centenario dominio dei [[Cavalieri Ospitalieri|Cavalieri di San Giovanni]].<ref name=D2p104>{{Cita|Donolo 2012|p. 104 , qui vennero catturate le ultime navi appartenenti all'Ordine dei Cavalieri di Malta. Si trattava di un vascello da 64 cannoni, due fregate e due galeazze, oltre a qualche nave minore |Donolo2012}}</ref> La flotta francese ripartì quindi per [[Alessandria d'Egitto]],<ref name=P5p483/> dove arrivò il 1º luglio, due giorni dopo la partenza delle navi inglesi dell'ammiraglio [[Horatio Nelson|Nelson]], che stava disperatamente cercando d'intercettare la squadra francese. Lo sbarco delle truppe<ref name=P5p483/> fu effettuato rapidamente, nonostante il mare mosso e una costa di difficile accesso. Per assicurare la retroguardia del corpo di spedizione, Brueys aveva convenuto con Bonaparte di rimanere sulle coste egiziane fino alla conquista de [[Il Cairo]],<ref name=D2p106>{{Cita|Donolo 2012|p. 106 , durante un incontro del 3 luglio Bonaparte aveva ordinato verbalmente a Brueys di ancorarsi con le navi da guerra nella rada di Abukir, 20 miglia a nord-est di Alessandria |Donolo2012}}</ref> avvenuta il 23 luglio. Non avendo ricevuto alcuna notizia in tal proposito, in quanto il corriere che recava la notizia era stato ucciso lungo la strada, egli decise di restare all'ancoraggio nella baia di Aboukir, in quanto il porto di Alessandria era inutilizzabile per i suoi pesanti vascelli di linea.<ref name=P5p483/> In caso di battaglia decise che avrebbe combattuto all'ancora, e non in navigazione come gli consigliavano i suoi esperti ufficiali [[Armand Simon-Marie Blanquet du Chayla]],<ref name=R8p344>{{Cita|Rouvier 1868|p.344|Rouvier1868}}</ref> imbarcato sul vascello ''Franklin'', e [[Aristide Aubert du Petit-Thouars]]. Egli sapeva infatti di non disporre di sufficienti marinai per effettuare le manovre e servire ai cannoni. Lucido sullo stato della sua flotta<ref name=D2p115>{{Cita|Donolo 2012|p. 115 , i vascelli ''Conquerant'', ''Guerrier'', e ''Le Peuple Souverain'' erano navi molto vecchie, destinate da tempo alla radiazione |Donolo2012}}</ref> Brueys fece la sua scelta: restare a combattere, quando i suoi comandanti più esperti gli consigliavano di recarsi a Corfù per preservare le sue navi. In ciò, probabilmente, influì la sua amicizia verso Bonaparte. Purtroppo fu sordo agli avvisi dei suoi subordinati, che lo consigliarono di disporre un servizio di avvistamento al largo, venendo colto di sorpresa, e con parte degli equipaggi a terra. L'unica precauzione che prese fu quella d'installare alcune batterie costiere sull'isolotto di Abukir.<ref name=P5p483/>
 
La squadra francese arrivò a [[Malta]] l'8 giugno, conquistando rapidamente l'isola<ref name=P5p483>{{Cita|Petroni, Lavallée 1815|p.483 |Petroni,Lavallée1815}}</ref> e ponendo fine al centenario dominio dei [[Cavalieri Ospitalieri|Cavalieri di San Giovanni]].<ref name=D2p104>{{Cita|Donolo 2012|p. 104 , qui vennero catturate le ultime navi appartenenti all'Ordine dei Cavalieri di Malta. Si trattava di un vascello da 64 cannoni, due fregate e due galeazze, oltre a qualche nave minore |Donolo2012}}</ref> La flotta francese ripartì quindi per [[Alessandria d'Egitto]],<ref name=P5p483/> dove arrivò il 1º luglio, due giorni dopo la partenza delle navi inglesi dell'ammiraglio [[Horatio Nelson|Nelson]], che stava disperatamente cercando d'intercettare la squadra francese. Lo sbarco delle truppe<ref name=P5p483/> fu effettuato rapidamente, nonostante il mare mosso e una costa di difficile accesso.
 
Per assicurare la retroguardia del corpo di spedizione, Brueys aveva convenuto con Bonaparte di rimanere sulle coste egiziane fino alla conquista de [[Il Cairo]],<ref name=D2p106>{{Cita|Donolo 2012|p. 106 , durante un incontro del 3 luglio Bonaparte aveva ordinato verbalmente a Brueys di ancorarsi con le navi da guerra nella rada di Abukir, 20 miglia a nord-est di Alessandria |Donolo2012}}</ref> avvenuta il 23 luglio. Non avendo ricevuto alcuna notizia in tal proposito, in quanto il corriere che recava la notizia era stato ucciso lungo la strada, egli decise di restare all'ancoraggio nella baia di Aboukir, in quanto il porto di Alessandria era inutilizzabile per i suoi pesanti vascelli di linea.<ref name=P5p483/> In caso di battaglia decise che avrebbe combattuto all'ancora, e non in navigazione come gli consigliavano i suoi esperti ufficiali [[Armand Simon-Marie Blanquet du Chayla]],<ref name=R8p344>{{Cita|Rouvier 1868|p.344|Rouvier1868}}</ref> imbarcato sul vascello ''Franklin'', e [[Aristide Aubert du Petit-Thouars]]. Egli sapeva infatti di non disporre di sufficienti marinai per effettuare le manovre e servire ai cannoni.
 
Lucido sullo stato della sua flotta<ref name=D2p115>{{Cita|Donolo 2012|p. 115 , i vascelli ''Conquerant'', ''Guerrier'', e ''Le Peuple Souverain'' erano navi molto vecchie, destinate da tempo alla radiazione |Donolo2012}}</ref> Brueys fece la sua scelta: restare a combattere, quando i suoi comandanti più esperti gli consigliavano di recarsi a Corfù per preservare le sue navi. In ciò, probabilmente, influì la sua amicizia verso Bonaparte. Purtroppo fu sordo agli avvisi dei suoi subordinati, che lo consigliarono di disporre un servizio di avvistamento al largo, venendo colto di sorpresa, e con parte degli equipaggi a terra. L'unica precauzione che prese fu quella d'installare alcune batterie costiere sull'isolotto di Abukir.<ref name=P5p483/>
 
=== La morte nella battaglia di Abukir ===
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