Verità e metodo: differenze tra le versioni

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== Tematiche e contenuti ==
Si propone di elaborare un'"[[ermeneutica|ermeneutica filosofica]]", discorso che [[Martin Heidegger|Heidegger]] aveva avviato, ma non approfondito. Il suo obiettivo era quello di scoprire la natura della comprensione umana, rivelando il carattere universale (ossia presente in ogni forma di sapere) del fenomeno del comprendere e, correlativamente, indagando - per dirla con termini [[Immanuel Kant|kantiani]] - le condizioni di possibilità, ossia le strutture trascendentali che ne rendono sempre di nuovo possibile la genesi nel pensiero umano. Gadamer critica due approcci alle scienze umane (''Geisteswissenschaften''). Da un lato si mostra critico degli approcci moderni alle discipline umanistiche, modellati sul metodo delle scienze naturali, dall'altro criticò l'approccio dell'ermeneutica [[romanticismo|romantica]], rappresentato ad esempio da [[Friedrich Schleiermacher]], il quale riteneva che interpretare correttamente un testo significasse recuperare l'intenzione originale dell'autore che l'ha scritto. Gadamer respinge come irrealizzabile l'ideale di oggettività delle scienze della natura, e suggerisce invece che il significato è creato attraverso una comunicazione intersoggettiva.
 
L'attenzione di Gadamer, sulla scia dell'insegnamento heideggeriano<ref>Cfr., in particolare, par. 32 di ''[[Essere e tempo]]''.</ref> si rivolge soprattutto al concetto di precomprensione (''Vorverständnis''), o pregiudizio, ossia alla tendenza che il pensiero, allorché si accinge intenzionalmente a conoscere qualcosa, in particolare il significato di un testo scritto, mostra ad attribuire all'ente conoscendo un senso in qualche misura preconcetto, il quale, peraltro, non è del tutto arbitrario in quanto riflette il senso in cui la tradizione della comunità di cui fa parte il ricercatore assume quell'ente. Quando ciascuno emette un giudizio è influenzato dalla propria visione del mondo (''Weltansicht''), che tuttavia non costituisce un inconveniente, bensì una condizione fondamentale del processo cognitivo. È per questa ragione che egli può affermare che: "''Di per sé, pregiudizio significa solo un giudizio che viene pronunciato prima di un esame completo e definitivo di tutti gli elementi obiettivamente rilevanti''"<ref>{{cita|Gadamer|p. 561}}</ref>. Secondo questo punto di vista, il pregiudizio non va eliminato, ma abitato con una certa ''phrónesis'' ("saggezza", o meglio ancora "prudenza"), concetto che Gadamer recupera esplicitamente da [[Aristotele]]: "''L'interprete non può proporsi di prescindere da sé stesso e dalla concreta situazione ermeneutica nella quale si trova''"<ref>{{cita|Gadamer|p. 699}}</ref>.
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