Giovanni di Gand: differenze tra le versioni

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=== La lotta per il potere ===
[[File:Arms of John of Gaunt, King of Castile.svg|thumb|Stemma di Giovanni come Re di Castiglia.]]
Nel [[1376]] la morte dell'erede al trono, Edoardo il Principe Nero, che lo aveva fortemente criticato in seguito allo scandalo dei ministri laici, ristabilì il prestigio del duca Giovanni, che, con l'appoggio del teologo [[John Wyclif]]<ref>Il teologo [[John Wyclif]], originario della contea di [[Richmond (North Yorkshire)|Richmond]], appoggiò sempre la politica anticlericale di Giovanni e fu combattuto dalle alte gerarchie ecclesiastiche, come seguace di Giovanni.</ref>, ora ebbe in mano tutto il potere, perché il padre Edoardo III, per l'età aveva perso la capacità di governare. Tuttavia, l'anno successivo, Edoardo III morì e salì al trono il figlio di Edoardo il Principe Nero, suo nipote, [[Riccardo II d'Inghilterra|Riccardo II]], di dieci anni, che, sotto l'influenza della madre, [[Giovanna di Kent]] gli revocò alcuni privilegi, e cercò, senza riuscirci, di allontanarlo dalla vita politica. Giovanni inizialmente si dedicò soprattutto ai problemi militari, conducendo uno sfortunato attacco a [[Saint-Malo]] ([[1378]]), ma a poco a poco divenne il più ascoltato consigliere del re, influenzandolo nelle decisioni per diversi anni<ref>Giovanni influenzò, con alterne fortune, il governo di [[Riccardo II d'Inghilterra|Riccardo II]] sino al [[1386]], anno in cui decise di partire per la [[penisola iberica]], per reclamare il trono di Castiglia e Riccardo II cominciò a governare da solo.</ref>.<br />In questo periodo, Giovanni negoziò una tregua con la Francia, e lo stesso fece con la [[Scozia]], una volta inviato dal sovrano ai confini settentrionali del regno inglese. Nel 1384, essendo stata infranta la pace, condusse una spedizione contro gli Scozzesi, che si concluse in un disastro. Nonostante gli insuccessi e la revoca dei suoi privilegi, Giovanni era divenuto un grande amico di Riccardo, con l'aiuto del quale, dopo la notizie delle due sconfitte subite dai castigliani ad opera dei portoghesi<ref>Il re del Portogallo, [[Giovanni I del Portogallo|Giovanni di Aviz]], poteva opporre solo 6500 uomini (inclusi 200 arcieri inglesi), tutti appiedati, condotti da [[Nuno Álvares Pereira]], contro un esercito di 32.000 uomini, composto da castigliani e francesi; lo scontro avvenne il 14 agosto del [[1385]] ad Aljubarrota, [[Alcobaça (Portogallo)]] e la vittoria fu così netta che i portoghesi entrarono in Castiglia ed, il 15 ottobre, sconfissero i castigliani anche a [[Valverde de la Vera|Valverde]].</ref>, raccolse un forte esercito per affermare le sue pretese sulla Castiglia, su cui regnava ora il figlio di Enrico II di Trastamare, [[Giovanni I di Castiglia|Giovanni I]]. Firmato il [[trattato di Windsor (1386)|trattato di Windsor]] tra [[Giovanni I del Portogallo]] e [[Riccardo II d'Inghilterra]], Giovanni, duca di Lancaster, a luglio sbarcò a [[La Coruña]] e invase la Galizia e, dopo l'incontro col re del Portogallo, conquistò la [[Galizia (Spagna)|Galizia]] ([[1386]]); ma, anche per una forte epidemia di [[peste]], la campagna anglo-portoghese fu poco proficua e alla fine fu accettata la proposta di pace dei castigliani: il trattato di pace siglato nel [[1387]] stabiliva, oltre a una tregua tra Castiglia e Portogallo della durata di tre anni, l'accettazione come re di Castiglia di [[Giovanni I di Castiglia|Giovanni I]], un cospicuo indennizzo al duca di Lancaster, Giovanni di Gand, per le spese sostenute, ed il matrimonio tra sua figlia Caterina (nipote quindi di [[Pietro I di Castiglia]]), e l'erede al trono di Castiglia, [[Enrico III di Castiglia|Enrico]], ristabilendo così la legittimità della dinastia dei [[Trastamara]], sul trono di Castiglia.
 
In questo periodo, Giovanni negoziò una tregua con la Francia, e lo stesso fece con la [[Scozia]], una volta inviato dal sovrano ai confini settentrionali del regno inglese. Nel 1384, essendo stata infranta la pace, condusse una spedizione contro gli Scozzesi, che si concluse in un disastro. Nonostante gli insuccessi e la revoca dei suoi privilegi, Giovanni era divenuto un grande amico di Riccardo, con l'aiuto del quale, dopo la notizie delle due sconfitte subite dai castigliani ad opera dei portoghesi<ref>Il re del Portogallo, [[Giovanni I del Portogallo|Giovanni di Aviz]], poteva opporre solo 6500 uomini (inclusi 200 arcieri inglesi), tutti appiedati, condotti da [[Nuno Álvares Pereira]], contro un esercito di 32.000 uomini, composto da castigliani e francesi; lo scontro avvenne il 14 agosto del [[1385]] ad Aljubarrota, [[Alcobaça (Portogallo)]] e la vittoria fu così netta che i portoghesi entrarono in Castiglia ed, il 15 ottobre, sconfissero i castigliani anche a [[Valverde de la Vera|Valverde]].</ref>, raccolse un forte esercito per affermare le sue pretese sulla Castiglia, su cui regnava ora il figlio di Enrico II di Trastamare, [[Giovanni I di Castiglia|Giovanni I]].
 
Firmato il [[trattato di Windsor (1386)|trattato di Windsor]] tra [[Giovanni I del Portogallo]] e [[Riccardo II d'Inghilterra]], Giovanni, duca di Lancaster, a luglio sbarcò a [[La Coruña]] e invase la Galizia e, dopo l'incontro col re del Portogallo, conquistò la [[Galizia (Spagna)|Galizia]] ([[1386]]); ma, anche per una forte epidemia di [[peste]], la campagna anglo-portoghese fu poco proficua e alla fine fu accettata la proposta di pace dei castigliani: il trattato di pace siglato nel [[1387]] stabiliva, oltre a una tregua tra Castiglia e Portogallo della durata di tre anni, l'accettazione come re di Castiglia di [[Giovanni I di Castiglia|Giovanni I]], un cospicuo indennizzo al duca di Lancaster, Giovanni di Gand, per le spese sostenute, ed il matrimonio tra sua figlia Caterina (nipote quindi di [[Pietro I di Castiglia]]), e l'erede al trono di Castiglia, [[Enrico III di Castiglia|Enrico]], ristabilendo così la legittimità della dinastia dei [[Trastamara]], sul trono di Castiglia.
 
Dopo che aveva fatto ritorno dalla [[Penisola iberica]] Giovanni fu creato duca di [[Guienna]] o [[Aquitania]], nel [[1390]], condusse i negoziati con la Francia negli anni [[1392]]-[[1394]], soffocò la ribellione del [[Cheshire]] ([[1393]]), e diede il suo assenso alla nomina di erede al trono di [[Ruggero Mortimer, IV conte di March]]<ref>Nel [[1394]] Riccardo II rimase vedovo e privo di figli. L'erede al trono divenne quindi il nipote [[Ruggero Mortimer, IV conte di March]], figlio della cugina del sovrano [[Filippa Plantageneta]], unica figlia di [[Lionello di Anversa]], terzogenito di [[Edoardo III d'Inghilterra|Edoardo III]]. Nel 1398, dopo l'assassinio di Ruggero Mortimer in Irlanda, il titolo di erede presunto passò al figlio, [[Edmondo Mortimer, V conte di March]], che all'epoca aveva sette anni.</ref> e perfino alla condanna all'esilio pronunciato da Riccardo, nel [[1398]], contro suo figlio [[Enrico IV d'Inghilterra|Enrico di Bolingbroke]], futuro re d'Inghilterra. Durante il governo tirannico di Riccardo II ([[1397]]-[[1399]]), Giovanni fu l'unico magnate che il re cercasse di propiziarsi, anche perché, dopo il [[1389]], Giovanni, col suo re, fu sempre leale e collaborativo, al contrario del partito dei nobili, guidato da suo fratello, [[Thomas Woodstock, I duca di Gloucester]], e da [[Thomas de Beauchamp, XII conte di Warwick]] e [[Richard FitzAlan, X conte di Arundel]]; a Giovanni soprattutto va il merito della pace che si godette in Inghilterra per circa dieci anni.
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