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ortografia
D'altronde, pochi mesi prima, oltre il 70% dei cittadini sovietici chiamati alle urne, aveva espresso il proprio sostegno ad una rinnovata Unione. Il [[Segretario del PCUS]], nonché [[Presidente dell'Unione Sovietica]], aveva deciso di prepararsi al gravoso impegno riposandosi nella [[Dacia (abitazione)|dacia]] presidenziale in [[Penisola di Crimea|Crimea]].
 
Era il 19 agosto quando, su ordine di alti gradi del Partito, timorsitimorosi delle incombenti novità, Gorbačëv veniva trattenuto contro la sua volontà in [[Crimea]], non potendo quindi recarsi alla sigla del nuovo accordo federativo: era l'inizio del tentativo di colpo di Stato che, a dispetto delle intenzioni tanto degli autori, quanto delle vittime, avrebbe condotto ad un risultato impensabile fino a poco tempo prima: la dissoluzione dell'[[Unione Sovietica]].
 
I golpisti erano personaggi di spicco della politica sovietica: il capo del [[KGB]] [[Vladimir Krjučkov]], il ministro degli Interni [[Boris Pugo]], il ministro della Difesa [[Dmitrij Timofeevič Jazov|Dmitrij Jazov]], il vicepresidente dell'URSS [[Gennadij Janaev]], il [[primo ministro]] [[Valentin Sergejevič Pavlov|Valentin Pavlov]], il capo della segreteria di Gorbačëv, [[Valerij Boldin]]. Il loro intento era chiaro: preservare l'Unione dall'insorgere delle [[nazionalità]], impedire un alleggerimento del potere centrale, preservare il primato del [[PCUS]].
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