Differenze tra le versioni di "Ideale dell'ostrica"

LiveRC : Annullate le modifiche di 89.96.94.61 (discussione), riportata alla versione precedente di Ruthven
(LiveRC : Annullate le modifiche di 89.96.94.61 (discussione), riportata alla versione precedente di Ruthven)
La [[novella]] è in forma di lettera ad una dama dell'alta società, che fermatasi per due giorni nel paesino di pescatori, affascinata da quel mondo pittoresco, rude e semplice, subito annoiata fugge.
 
Ecco l'[[incipit]]: "''Una volta, mentre il treno passava vicino ad Aci-Trezza, voi, affacciandovi allo sportello del vagone, esclamaste - Vorrei starci un mese laggiù!'' ''Noi vi ritornammo, e vi passammo non un mese, ma quarantott'ore; i terrazzani che spalancavano gli occhi vedendo i vostri grossi bauli avranno creduto che ci sareste rimasta un par d'anni. La mattina del terzo giorno, stanca di vedere eternamente del verde e dell'azzurro, e di contare i cazzicarri che passavano per via, eravate alla stazione, e gingillandovi impaziente colla catenella della vostra boccettina da odore, allungavate il collo per scorgere un convoglio che non spuntava mai''"<ref>''Fantasticheria'', in ''Giovanni Verga. Tutte le novelle'', a cura di riccardoCarla gullottaRiccardi, Mondadori, Milano, 1979, pag.129</ref>
 
In questa novella Verga parla dell'ideale dell'ostrica che sostiene la povera gente. Nel concetto dell'autore, finché i contadini, i braccianti, i pescatori vivono protetti dall'ambiente che li ha visti nascere e crescere, finché credono e rispettano i valori in cui hanno creduto e che hanno rispettato i loro padri, allora, anche se poveri, sono al sicuro. Il problema nasce quando cominciano a provare il desiderio del cambiamento, il desiderio di migliorare, di progredire. Come l'ostrica che vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov'è nata, così l'uomo di Verga vive sicuro finché non comincia ad avere manie di miglioramento.