Quorum: differenze tra le versioni

973 byte rimossi ,  6 anni fa
Una presentazione giuridica, insussistente dal punto giuridico.
(Una presentazione giuridica, insussistente dal punto giuridico.)
Quindi coloro che sono a favore del mantenimento dello status quo hanno la possibilità di attuare una [[strategia]] [[ostruzionismo|ostruzionistica]], detta anche ''[[sabotaggio]] del quorum'', consistente nel non partecipare, e nell'invitare altri a non prendere parte alla votazione.
 
<!-- Quanto gli articoli riportati indicano non riguarda inviti a non votare poiché la legge stessa specifica tassativamente che la fattispecie può avvenire "abusando delle proprie attribuzioni (di pubblico ufficiale) e nell'esercizio di esse". Difatti la stessa legge vieta egualmente di adoperarsi anche "a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati" mentre la campagna elettorale non è ovviamente mai preclusa a un pubblico ufficiale quale un parlamentare. Così riportato il paragrafo parrebbe anche solo possibile che un invito all'astensione (o un invito a votare sì, no o a sostenere una particolare lista o candidato) sia illecito, cosa non vera. Vero è che un abuso delle proprie attribuzioni di pubblico ufficiale, nel loro esercizio, è uno specifico caso di abuso d'ufficio la cui pena è qui regolamentata. Molto diverso e possibile secondo la stessa legge anche in caso di abusi in favore del sì o del no. -->
Il ''[[sabotaggio]] del quorum'' è considerato dalla legislazione italiana vigente un [[reato]]. Infatti l'Articolo n° 51 della Legge n° 352 del 25 maggio [[1970]] richiama per i [[referendum]] l'Articolo n° 98 del D.P.R. n° 361 del 30 marzo [[1957]], essi così recitano:
 
'''Art. 98 del D.P.R. n° 361 del 30.03.1957 "Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati"'''
Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessita', il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati '''''o ad indurli all'astensione''''', è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000.
 
'''Art. 51 della Legge n° 352 del 25.05.1970 "Norme sui referendum previsti dalla Costituzione sulla iniziativa legislativa del popolo"'''
Le disposizioni penali, contenute nel Titolo VII del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, si applicano anche con riferimento alle disposizioni della presente legge. Le sanzioni previste dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di leggi, o voti '''''o astensioni di voto relativamente ai referendum''''' disciplinati nei Titoli I, II e III della presente legge. Le sanzioni previste dall'articolo 103 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti previsti nell'articolo medesimo riguardino espressioni di voto relative all'oggetto del referendum.
 
Questa tattica è vantaggiosa, rispetto ad andare a votare per il mantenimento dello status quo, in quanto, a coloro che non vanno a votare per scelta, si aggiungono tutte quelle persone che solitamente non si esprimono perché disinteressate alle votazioni.
Utente anonimo