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Artista fra i più notevoli e inquieti del secolo, Ammannati fu un tipico interprete del [[manierismo]] più "intellettuale", destinato alle élite delle raffinate corti principesche, e amante della "bella maniera" italiana, della quale fu un valido continuatore. Formatosi come scultore, la sua opera, dopo l'iniziale successo, fu criticata da alcuni contemporanei, ottenendo giudizi poco entusiasti fino alla sua riscoperta recente da parte della critica moderna. Come architetto invece fu un instancabile innovatore, capace di soluzioni ardite e scenografiche, che lasceranno un segno nel lessico architettonico europeo. Nella fase più matura si accostò al mondo dei [[Gesuiti]], sia spiritualmente, che professionalmente. Sulla base delle pressanti istanze religiose e moralistiche dell'ordine, giunse a condannare le sue posizioni giovanili, abbracciando lo spirito della [[controriforma]]<ref>Si veda al riguardo la sua ''Lettera agli Accademici'' del 22 agosto 1582 ([http://www.memofonte.it/home/files/pdf/scritti_ammannati.pdf www.memofonte.it])</ref>.
 
== Biografia ==
Utente anonimo