Differenze tra le versioni di "Eurialo e Niso"

 
== Raffronto con l'Iliade ==
Nel compiere la strage, i due giovani vengono paragonati dal poeta a un leone vorace che entrato in un ovile affonda i denti sulle inermi pecore; la similitudine proviene dal modello omerico. La pagina del massacro compiuto dalla coppia troiana si caratterizza però soprattutto per la presenza di particolari cruenti, come l'immagine di Reto che vomita la sua anima intrisa del vino bevuto, e le decapitazioni operate da Niso (Diomede riserva questo trattamento a [[Dolone]] e non ai traci addormentati); il giovane eroe tuttavia si astiene dall'incrudelire sulle teste recise delle sue vittime, divergendo in questo da altre figure epiche ([[Agamennone]] e [[Achille]] nell'Iliade; Turno e lo stesso Enea nell'Eneide). Il testo virgiliano contiene anche alcuni tratti di comicità nera (l'augure Ramnete, amante deidel tappetifasto, che non riesce a prevedere la propria uccisione; e l'auriga di Remo, sorpreso da Niso mentre giace tra i suoi stessi cavalli).
 
== Interpretazione dell'episodio ==
Utente anonimo