Differenze tra le versioni di "Cassandra (mitologia)"

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Secondo un'altra versione, la più famosa, Apollo, per guadagnare il suo amore, le donò la dote profetica ma, una volta ricevuto il dono, Cassandra rifiutò di concedersi a lui: adirato, il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata.
 
Nell'Iliade non si fa mai cenno alle doti divinatorie della figlia di Priamo.
 
[[File:Solomon Ajax and Cassandra.jpg|thumb|left|[[Aiace di Locride|Aiace d'Oileo]] porta via Cassandra, opera dell'artista [[Solomon Joseph Solomon]], 1886.]]
 
=== Profetessa inascoltata ===
Ancora bambina, alla nascita di [[Paride]] predisse il suo ruolo di distruttore della città, profezia non creduta da [[Priamo]] ed [[Ecuba]] ma confermata da [[Esaco]], interprete di sogni, che consigliò ai sovrani di esporre il piccolo sul [[Monte Ida (Turchia)|monte Ida]]. Paride però si salvò e quando divenne adulto tornò a [[Troia (Asia Minore)|Troia]] per partecipare ai giochi; durante la competizione, fu riconosciuto dalla sorella, che chiese al padre e ai fratelli di ucciderlo, scatenando la reazione contraria e facendo ritornare il giovane Paride al suo rango originale di principe. Profetizzò sciagure quando il fratello partì per raggiungere [[Sparta]], predicendo il rapimento di [[Elena (mitologia)|Elena]] e la successiva caduta di Troia. Ritenuta una delle più belle fra le figlie di Priamo ebbe diversi pretendenti, fra cui [[Otrioneo]] di Cabeso e il principe frigio [[Corebo (Eneide)|Corebo]], morti entrambi durante la guerra di Troia, il primo ucciso da [[Idomeneo]], l'altro da [[Neottolemo]] (il figlio di Achille, detto anche Pirro), o, secondo altre fonti, da [[Peneleo]]. Quando il cavallo di legno fu introdotto in città, rivelò a tutti che al suo interno vi erano soldati greci, ma rimase inascoltata. Solo [[Laocoonte]] credette alle sue parole e si unì alla sua protesta, venendo per questo punito dalla dea [[Atena]], favorevole ai greci, che lo fece uccidere da due serpenti marini assieme ai figli, facendo passare l'atto come volontà di Poseidone, divinità protettrice dei troiani, dando così il via all'ira del dio dei mari il quale si scatenerà al ritorno in patria dei combattenti del Peloponneso.
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