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Giovane e inesperto, oltre che debole di carattere, per i primi due anni di pontificato, cioè finché Marozia ebbe il potere assoluto su Roma, Giovanni rimase totalmente succube della volontà della madre e del fratello [[Alberico II di Spoleto|Alberico]]<ref>{{Cita|Moroni|pp. 52-53}}</ref>.
 
Rimasta vedova per la seconda volta, nel [[932]] Marozia concluse un terzo matrimonio con il [[Re d'Italia]] [[Ugo di Provenza]], che era però suo cognato, in quanto fratello del defunto secondo marito di lei [[Guido di Toscana]]<ref name=":2" />. Giovanni, come papa e figlio della sposa, non ebbe ovviamente problemi a superare le norme del diritto canonico al riguardo, che avrebbero dovuto impedire il matrimonio incestuoso tra congiunti, ma Ugo preferì non correre rischi e inventò una diversa ascendenza sia per Guido che per l'altro fratello Lamberto<ref>Per dimostrare la sua vera ascendenza Lamberto ricorse vittoriosamente al [[Ordalia|giudizio di Dio]], ma Ugo, per evitare che intralciasse i suoi piani, lo tolse di mezzo facendolo accecare</ref>. Giunto a Roma, il matrimonio fu celebrato in [[Castel Sant'Angelo]]<ref name=":2">{{Cita|Rendina|p. 321}}</ref>. [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] ritiene plausibile che fosse proprio Giovanni ad officiare e benedire le nozze:
Fece da spettatore, più che da officiante, alle nozze della madre col terzo marito, ([[932]])<ref>{{Cita|Gregorovius|p. 4}}, ritiene plausibile che fosse proprio Giovanni XI a benedire il matrimonio fra i due:{{Citazione|Ugo adesso era messo dentro al castel s. Angelo, vi celebrava il suo matrimonio con Marozia e può darsi che il figlio di lei, Giovanni XI papa, lo benedicesse.|{{Cita|Gregorovius|p. 4}}}}
 
</ref>. , Le ambizioni di Marozia, ormai, erano talmente palesi e sfacciate che cominciarono a suscitare malumori nell'aristocrazia romana<ref name=":1" />, capeggiata in questo sentimento d'avversione dalda figlioun stessoaltro figlio di Marozia, [[Alberico II di Spoleto|Alberico II]]<ref>Alberico II portava il nome del padre, Alberico I di Spoleto. Era dunque figlio di primo letto di Marozia.</ref><ref name=":5">{{Cita|Gregorovius|p. 4}}</ref>,. ilCostui qualefinora ardevaaveva nelin qualche modo celato le sue ambizioni di sostituire la madre come signore ''de facto '' di [[Roma]]<ref, name=":3" />. Ora,ma peròora, con l'arrivo di uno straniero arrogante e borioso qual era Ugo (schiaffeggiò inche, pubblicotra Albericol'altro, lo aveva pubblicamente schiaffeggiato durante il ricevimento di nozze, suscitò una rivolta popolare, cacciò da Roma Ugo prima che seguìpotesse leessere nozzeincoronato imperatore ed imprigionò la madre. Quanto a Giovanni, fu confinato nella sua residenza [[Laterano|lateranense]], rimanendo in funzione solo come capo della Chiesa<ref name=":5" /><ref name=":3">{{Cita|Rendina|p. 322}}</ref>). preseCosì il[[Ferdinand potereGregorovius|Gregorovius]] suscitandosintetizza unala rivoltasituazione popolarepolitica venutasi a creare: «In un colpo solo i Romani s'erano sbarazzati del regno, cacciòdell'impero dae Romadella Ugopotestà edtemporale imprigionòdel lapontefice madree avevano conquistato l'indipendenza.»<ref name=":35" />.
 
==== Ostaggio nel lateranoLaterano ====
Quanto a Giovanni XI, fu confinato nella sua residenza (il [[Laterano]]), rimanendo in funzione solo come capo della Chiesa<ref name=":5" /><ref name=":3">{{Cita|Rendina|p. 322}}</ref>. È da ritenere comunque che senza la “tutela” della madre, Giovanni XI non fosse neanche in grado di prendere decisioni rilevanti per la Chiesa<ref>. Precisa il {{Cita|Piazzoni}}:{{Citazione| che «G[iovanni] da allora e solo per qualche anno (morì venticinquenne) esercitò il suo ministero praticamente agli arresti domiciliari nel Laterano e limitandosi ad attività liturgiche e religiose.}}</ref>:» non a caso,Infatti anche questo secondo periodo del suo pontificato non ebbe storia, come rimarca [[Ferdinand Gregorovius]]<ref name=":6">{{Cita|Gregorovius|p. 13}}</ref>. Nel dicembre [[935]]<ref name=":3" /> (o al massimo ai primissimi di gennaio del 936<ref name=":1" /><ref name=":4">{{Cita web|url = http://w2.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xi0.html|titolo = Giovanni XI|accesso = 7 novembre 2015|editore=vatican.va|}}</ref><ref name=":6" />) Giovanni XI morì all'improvviso, all'età di soli 25 anni<ref name=":1" />. È sepolto in [[San Giovanni in Laterano]]<ref name=":3" /><ref>{{Cita|Moroni|p. 53}}</ref>.
 
{{Vedi anche|Riforma cluniacense}}Un papa così mediocre ebbe però il merito di aver conferito, nel 931, all'abate [[Oddone di Cluny|Oddone]] dell'[[abbazia di Cluny]] ([[Borgogna]]) un privilegio che sarà fondamentale per la [[Riforma dell'XI secolo|rinascita spirituale]] dell'[[XI secolo]]: la protezione diretta della Santa Sede sul monastero francese e la possibilità di aggregare monasteri al "monastero madre"<ref name=":1" /><ref>{{Cita web|url = http://www.treccani.it/enciclopedia/oddone-di-cluny-santo/|titolo = Sant'Oddone di Cluny|accesso = 7 novembre 2015|editore = Treccani.it}}</ref>. Quest'atto escludeva l'interferenza di principi e del vescovo locale nella vita della comunità, rendendo Cluny una sorta di ''enclave'' papale in terra francese. Ciò permise ai monaci "[[Riforma cluniacense|riformatori" cluniacensi]] di operare indisturbati nella diffusione dei loro ideali comunitari e delle virtù che si prefiggevano di raggiungere.
 
=== Morte ===
 
Nel dicembre [[935]]<ref name=":3" /> (o al massimo ai primi di gennaio del 936<ref name=":1" /><ref name=":4">{{Cita web|url = http://w2.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xi0.html|titolo = Giovanni XI|accesso = 7 novembre 2015|editore=vatican.va|}}</ref><ref name=":6" />) Giovanni XI morì all'improvviso, all'età di soli 25 anni<ref name=":1" /> (o poco più, secondo quando si collochi l'incerta data di nascita), «dopo essere vissuto per cinque oscuri anni sotto lo sguardo vigile del fratello»<ref name=":6" />. È sepolto in [[San Giovanni in Laterano]]<ref name=":3" /><ref>{{Cita|Moroni|p. 53}}</ref>.
 
 
Fece da spettatore, più che da officiante, alle nozze della madre col terzo marito, ([[932]])<ref>{{Cita|Gregorovius|p. 4}}, ritiene plausibile che fosse proprio Giovanni XI a benedire il matrimonio fra i due:{{Citazione|Ugo adesso era messo dentro al castel s. Angelo, vi celebrava il suo matrimonio con Marozia e può darsi che il figlio di lei, Giovanni XI papa, lo benedicesse. }}
</ref>. , Le ambizioni di Marozia, ormai, erano talmente palesi e sfacciate che cominciarono suscitare malumori nell'aristocrazia romana<ref name=":1" />, capeggiata in questo sentimento d'avversione dal figlio stesso di Marozia, [[Alberico II di Spoleto|Alberico II]]<ref>Alberico II portava il nome del padre, Alberico I di Spoleto. Era dunque figlio di primo letto di Marozia.</ref><ref name=":5">{{Cita|Gregorovius|p. 4}}</ref>, il quale ardeva nel sostituire la madre come signore ''de facto ''di [[Roma]]<ref name=":3" />. Ora, però, con l'arrivo di uno straniero arrogante e borioso qual era Ugo (schiaffeggiò in pubblico Alberico, durante il ricevimento che seguì le nozze<ref name=":3" />) prese il potere suscitando una rivolta popolare, cacciò da Roma Ugo ed imprigionò la madre<ref name=":3" />.
 
==== Ostaggio nel laterano ====
Quanto a Giovanni XI, fu confinato nella sua residenza (il [[Laterano]]), rimanendo in funzione solo come capo della Chiesa<ref name=":5" /><ref name=":3">{{Cita|Rendina|p. 322}}</ref>. È da ritenere comunque che senza la “tutela” della madre, Giovanni XI non fosse in grado di prendere decisioni rilevanti per la Chiesa<ref>{{Cita|Piazzoni}}:{{Citazione|G[iovanni] da allora e solo per qualche anno (morì venticinquenne) esercitò il suo ministero praticamente agli arresti domiciliari nel Laterano e limitandosi ad attività liturgiche e religiose.}}</ref>: non a caso, anche questo secondo periodo del suo pontificato non ebbe storia, come rimarca [[Ferdinand Gregorovius]]<ref name=":6">{{Cita|Gregorovius|p. 13}}</ref>. Nel dicembre [[935]]<ref name=":3" /> (o al massimo ai primissimi di gennaio del 936<ref name=":1" /><ref name=":4">{{Cita web|url = http://w2.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xi0.html|titolo = Giovanni XI|accesso = 7 novembre 2015|editore=vatican.va|}}</ref><ref name=":6" />) Giovanni XI morì all'improvviso, all'età di soli 25 anni<ref name=":1" />. È sepolto in [[San Giovanni in Laterano]]<ref name=":3" /><ref>{{Cita|Moroni|p. 53}}</ref>.
 
==== Giovanni XI e Cluny ====
{{Vedi anche|Riforma cluniacense}}Un papa così mediocre ebbe però il merito di aver conferito, nel 931, all'abate [[Oddone di Cluny|Oddone]] dell'[[abbazia di Cluny]] ([[Borgogna]]) un privilegio che sarà fondamentale per la [[Riforma dell'XI secolo|rinascita spirituale]] dell'[[XI secolo]]: la protezione diretta della Santa Sede sul monastero francese e la possibilità di aggregare monasteri al "monastero madre"<ref name=":1" /><ref>{{Cita web|url = http://www.treccani.it/enciclopedia/oddone-di-cluny-santo/|titolo = Sant'Oddone di Cluny|accesso = 7 novembre 2015|editore = Treccani.it}}</ref>. Quest'atto escludeva l'interferenza di principi e del vescovo locale nella vita della comunità, rendendo Cluny una sorta di ''enclave'' papale in terra francese. Ciò permise ai monaci "riformatori" cluniacensi di operare indisturbati nella diffusione dei loro ideali comunitari e delle virtù che si prefiggevano di raggiungere.
 
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