Differenze tra le versioni di "Papa Giovanni XI"

Qualche aggiustamento e integrazione
(Qualche aggiustamento e integrazione)
|GiornoMeseMorte = dicembre
|AnnoMorte = 935
|NoteMorte = ; primissimiinizi del gennaio [[936]]
|Attività = papa
|Nazionalità =
==Biografia==
=== Origini incerte e carriera ecclesiastica ===
{{Vedi anche|Sergio III|Marozia}}Giovanni nacque, ufficialmente, da [[Marozia]] e da [[Alberico I di Spoleto]]<ref>{{Cita|Saba-Castiglioni}}</ref>, suo primo marito. La maggior parte degli studiosi e degli storici contemporanei degli eventi, propende però, propendonoper nella sosteneretesi che afferma Giovanni fosseessere nato da una relazione extra-coniugale tra il [[papa Sergio III]] e l'allora quindicenne o diciottenne [[Marozia]] (la donna nacquenata verso l'892<ref name=":0">{{Cita|Di Carpegna Falconieri}}</ref>). La fonte principale, valesu atale direevento, [[Liutprando da Cremona]], riporta così nella sua ''Antapodosis'':
{{Citazione|Morto costui [papa Giovanni X], eleggono papa lo stesso figlio di Marozia<ref>La notizia in realtà non è corretta, in quanto tra Giovanni X e Giovanni XI si sono succeduti Leone VI e Stefano VII, pontefici di levatura talmente poco significativa da essere completamente ignorati dallo storico.</ref>, di nome Giovanni, che proprio quella meretrice aveva generato da papa Sergio (III).|{{Cita|Liutprando|p. 852}}|Quo mortuo, ipsius Marotiae filium Johannem nomine, quem ex Sergio papa meretrix ipsa genuerat, papam constituunt.|lingua = Latino|lingua2 = Italiano}}
 
{{Citazione|Morto costui [papa Giovanni X], eleggono papa lo stesso figlio di Marozia, di nome Giovanni, che proprio quella meretrice aveva generato da papa Sergio (III).|{{Cita|Liutprando|p. 852}}|Quo mortuo, ipsius Marotiae filium Johannem nomine, quem ex Sergio papa meretrix ipsa genuerat, papam constituunt.|lingua = Latino|lingua2 = Italiano}}
 
Liutprando, che era un sostenitore di [[Ottone I di Sassonia]]<ref>{{Cita|Pivano}}</ref>, era chiaramente avverso ai papi di quella generazione, elemento che potrebbe far propendere verso la falsità della notizia. Bisogna dire, d'altro canto, che la depravazione della madre di Giovanni XI e i costumi tutt'altro che illibati di Sergio III possono dare adito a questa diceria. Anche il ''[[Liber Pontificalis]]'', curato da [[Louis Duchesne]] nel [[XIX secolo]], riporta:
 
Liutprando,L'avversione cheda eraparte di Liutprando un(acceso sostenitore di [[Ottone I di Sassonia]]<ref>{{Cita|Pivano}}</ref>, era) chiaramentenei avversoconfronti aidei papi di quella generazione, elemento che potrebbe far propenderedubitare versodella lasua falsitàobiettività dellanel notizia.riportare Bisognala direnotizia, ma d'altro canto, che la depravazione della madre di Giovanni XI e i costumi tutt'altro che illibati di Sergio III possonosono dare aditoelementi a questafavore diceriadell'autenticità della stessa. AncheE del resto anche il ''[[Liber Pontificalis]]'', curato da [[Louis Duchesne]] nel [[XIX secolo]], riporta:
{{Citazione|Giovanni, di stirpe romana, figlio di papa Sergio...|{{Cita|Liber Pontificalis|p. 243}}|Iohannes, natione romanus, ex patre Sergio papa...|lingua = la|lingua2 = ita}}
PerÈ cui, èdunque naturalecomprensibile che gli storici e i biografi dei papi d'epoca successiva a quella di Liutpando, quali l'umanista [[Bartolomeo Sacchi|Platina]], e storici contemporanei come l'italiano [[Claudio Rendina]] e il tedesco [[Franz Xavier Seppelt]]<ref> sostengano l'ipotesi di Liutprando e del ''Liber Pontificalis''. Il Seppelt, in particolare (citato dal {{Cita|Rendina|p. 320}}{{citazione|Seppelt), afferma che "Il maldicente Liutprando non costituisce l'unica fonte sui natali illegittimi del nuovo papa, per cui questa illegittimità può essere ammessa con una certa fondatezza" (<ref>F.X. Seppelt - G. Schwaiger, ''Storia dei Papi'', Roma 1962-1964)}}</ref> sostengano l'ipotesi di Liutprando e del ''Liber Pontificalis''.
 
La relazione tra Sergio e Marozia, quindi, fu intrattenuta tra il [[907]]<ref name=":0" />, anno in cui probabilmente Marozia potrebbe aver dato alla luce Giovanni, e il [[910]]<ref name=":1">{{Cita|Piazzoni}}</ref> (altra data plausibile della nascita di Giovanni, che le fonti riportano essere morto venticinquenne nel [[935]]). Giovanni, comunque sia, non conobbe mai il padre, visto che Sergio morì nel [[911]].
Per cui, è naturale che gli storici e i biografi dei papi d'epoca successiva a quella di Liutpando, quali l'umanista [[Bartolomeo Sacchi|Platina]], e storici contemporanei come l'italiano [[Claudio Rendina]] e il tedesco [[Franz Xavier Seppelt]]<ref>{{Cita|Rendina|p. 320}}{{citazione|Seppelt afferma che "Il maldicente Liutprando non costituisce l'unica fonte sui natali illegittimi del nuovo papa, per cui questa illegittimità può essere ammessa con una certa fondatezza" (F.X. Seppelt - G. Schwaiger, ''Storia dei Papi'', Roma 1962-1964)}}</ref> sostengano l'ipotesi di Liutprando e del ''Liber Pontificalis''.
 
La relazione tra Sergio e Marozia iniziò, quindi, verso il [[907]]<ref name=":0" />, anno propabile in cui Marozia diede alla luce Giovanni (anche se le fonti dicono che Giovanni morì venticinquenne: pertanto, la data di nascita verrebbe spostata al [[910]]<ref name=":1">{{Cita|Piazzoni}}</ref>). Questi, comunque sia, non conobbe mai il padre, visto che Sergio morì nel [[911]]. La donna, dalDal matrimonio con Alberico, Marozia ebbe altri figli, ma riservò a Giovanni la carriera ecclesiastica, cui fecefacendogli percorrere le tappe necessarie per diventare pontefice mentre sedevano, sul soglio pontificio, gli abulici [[Papa Leone VI|Leone VI]] e [[Papa Stefano VII|Stefano VII]].
 
=== Il pontificato (931-935) ===
 
==== Elezione ====
Quando Stefano VII morì, nel marzo del [[931]]<ref name=":4">{{Cita web|url = http://w2.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xi0.html|titolo = Giovanni XI|accesso = 7 novembre 2015|editore=vatican.va|}}</ref>, Giovanni era [[cardinale prete]] di [[Santa Maria in Trastevere (titolo cardinalizio)|Santa Maria in Trastevere]]<ref name=":1" />, e dunque salì al soglio di Pietro quando aveva tra i 21 e i 24 anni quando salì al soglio di Pietro.
 
==== Una pedina di Marozia ====
Giovanni, giovaneGiovane e inesperto, (oltre che debole di carattere<ref>Il Moroni riporta di come il giovane papa fosse soggetto alla volontà ora della madre, ora del fratello Alberico II. Si veda: {{Cita|Moroni|pp. 52-53}}</ref>) rimase totalmente sotto l'influenza della madre per i primi due anni di pontificato, cioè finché Marozia ebbe il potere assoluto su Roma. Fece da spettatore, piùGiovanni cherimase datotalmente officiante,succube alledella nozzevolontà della madre cole terzodel marito, ilfratello [[ReAlberico d'Italia]] [[UgoII di ProvenzaSpoleto|Alberico]] ([[932]])<ref>{{Cita|GregoroviusMoroni|ppp. 452-53}}, ritiene plausibile che fosse proprio Giovanni XI a benedire il matrimonio fra i due:{{Citazione|Ugo adesso era messo dentro al castel s</ref>. Angelo, vi celebrava il suo matrimonio con Marozia e può darsi che il figlio di lei, Giovanni XI papa, lo benedicesse. }}
 
</ref>. Questi era però il cognato della madre, in quanto fratello del defunto e secondo marito di lei [[Guido di Toscana]]<ref name=":2" />. Giovanni, come papa e figlio della sposa, non ebbe problemi a superare le norme del diritto canonico al riguardo<ref name=":2">{{Cita|Rendina|p. 321}}</ref>. Le ambizioni di Marozia, ormai, erano talmente palesi e sfacciate che cominciarono suscitare malumori nell'aristocrazia romana<ref name=":1" />, capeggiata in questo sentimento d'avversione dal figlio stesso di Marozia, [[Alberico II di Spoleto|Alberico II]]<ref>Alberico II portava il nome del padre, Alberico I di Spoleto. Era dunque figlio di primo letto di Marozia.</ref><ref name=":5">{{Cita|Gregorovius|p. 4}}</ref>, il quale ardeva nel sostituire la madre come signore ''de facto ''di [[Roma]]<ref name=":3" />. Ora, però, con l'arrivo di uno straniero arrogante e borioso qual era Ugo (schiaffeggiò in pubblico Alberico, durante il ricevimento che seguì le nozze<ref name=":3" />) prese il potere suscitando una rivolta popolare, cacciò da Roma Ugo ed imprigionò la madre<ref name=":3" />.
Rimasta vedova per la seconda volta, nel [[932]] Marozia concluse un terzo matrimonio con il [[Re d'Italia]] [[Ugo di Provenza]], che era però suo cognato, in quanto fratello del defunto secondo marito di lei [[Guido di Toscana]]<ref name=":2" />. Giovanni, come papa e figlio della sposa, non ebbe ovviamente problemi a superare le norme del diritto canonico al riguardo, che avrebbero dovuto impedire il matrimonio incestuoso tra congiunti, ma Ugo preferì non correre rischi e inventò una diversa ascendenza sia per Guido che per l'altro fratello Lamberto<ref>Per dimostrare la sua vera ascendenza Lamberto ricorse vittoriosamente al [[Ordalia|giudizio di Dio]], ma Ugo, per evitare che intralciasse i suoi piani, lo tolse di mezzo facendolo accecare</ref>. Giunto a Roma, il matrimonio fu celebrato in [[Castel Sant'Angelo]]<ref name=":2">{{Cita|Rendina|p. 321}}</ref>. [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] ritiene plausibile che fosse proprio Giovanni ad officiare e benedire le nozze:
{{Citazione|Ugo adesso era messo dentro al castel s. Angelo, vi celebrava il suo matrimonio con Marozia e può darsi che il figlio di lei, Giovanni XI papa, lo benedicesse.|{{Cita|Gregorovius|p. 4}}}}
 
Le ambizioni di Marozia, ormai, erano talmente palesi e sfacciate che cominciarono a suscitare malumori nell'aristocrazia romana<ref name=":1" />, capeggiata in questo sentimento d'avversione da un altro figlio di Marozia, [[Alberico II di Spoleto|Alberico]]<ref>Alberico portava il nome del padre, Alberico I di Spoleto. Era dunque figlio di primo letto di Marozia.</ref><ref name=":5">{{Cita|Gregorovius|p. 4}}</ref>. Costui finora aveva in qualche modo celato le sue ambizioni di sostituire la madre come signore ''de facto '' di [[Roma]], ma ora, con l'arrivo di uno straniero arrogante e borioso qual era Ugo che, tra l'altro, lo aveva pubblicamente schiaffeggiato durante il ricevimento di nozze, suscitò una rivolta popolare, cacciò da Roma Ugo prima che potesse essere incoronato imperatore ed imprigionò la madre. Quanto a Giovanni, fu confinato nella sua residenza [[Laterano|lateranense]], rimanendo in funzione solo come capo della Chiesa<ref name=":5" /><ref name=":3">{{Cita|Rendina|p. 322}}</ref>. Così [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] sintetizza la situazione politica venutasi a creare: «In un colpo solo i Romani s'erano sbarazzati del regno, dell'impero e della potestà temporale del pontefice e avevano conquistato l'indipendenza.»<ref name=":5" />.
 
==== Ostaggio nel lateranoLaterano ====
Quanto a Giovanni XI, fu confinato nella sua residenza (il [[Laterano]]), rimanendo in funzione solo come capo della Chiesa<ref name=":5" /><ref name=":3">{{Cita|Rendina|p. 322}}</ref>. È da ritenere comunque che senza la “tutela” della madre, Giovanni XI non fosse neanche in grado di prendere decisioni rilevanti per la Chiesa<ref>. Precisa il {{Cita|Piazzoni}}:{{Citazione| che «G[iovanni] da allora e solo per qualche anno (morì venticinquenne) esercitò il suo ministero praticamente agli arresti domiciliari nel Laterano e limitandosi ad attività liturgiche e religiose.}}</ref>:» non a caso,Infatti anche questo secondo periodo del suo pontificato non ebbe storia, come rimarca [[Ferdinand Gregorovius]]<ref name=":6">{{Cita|Gregorovius|p. 13}}</ref>. Nel dicembre [[935]]<ref name=":3" /> (o al massimo ai primissimi di gennaio del 936<ref name=":1" /><ref name=":4">{{Cita web|url = http://w2.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xi0.html|titolo = Giovanni XI|accesso = 7 novembre 2015|editore=vatican.va|}}</ref><ref name=":6" />) Giovanni XI morì all'improvviso, all'età di soli 25 anni<ref name=":1" />. È sepolto in [[San Giovanni in Laterano]]<ref name=":3" /><ref>{{Cita|Moroni|p. 53}}</ref>.
 
{{Vedi anche|Riforma cluniacense}}Un papa così mediocre ebbe però il merito di aver conferito, nel 931, all'abate [[Oddone di Cluny|Oddone]] dell'[[abbazia di Cluny]] ([[Borgogna]]) un privilegio che sarà fondamentale per la [[Riforma dell'XI secolo|rinascita spirituale]] dell'[[XI secolo]]: la protezione diretta della Santa Sede sul monastero francese e la possibilità di aggregare monasteri al "monastero madre"<ref name=":1" /><ref>{{Cita web|url = http://www.treccani.it/enciclopedia/oddone-di-cluny-santo/|titolo = Sant'Oddone di Cluny|accesso = 7 novembre 2015|editore = Treccani.it}}</ref>. Quest'atto escludeva l'interferenza di principi e del vescovo locale nella vita della comunità, rendendo Cluny una sorta di ''enclave'' papale in terra francese. Ciò permise ai monaci "[[Riforma cluniacense|riformatori" cluniacensi]] di operare indisturbati nella diffusione dei loro ideali comunitari e delle virtù che si prefiggevano di raggiungere.
==== Ostaggio nel laterano ====
Quanto a Giovanni XI, fu confinato nella sua residenza (il [[Laterano]]), rimanendo in funzione solo come capo della Chiesa<ref name=":5" /><ref name=":3">{{Cita|Rendina|p. 322}}</ref>. È da ritenere comunque che senza la “tutela” della madre, Giovanni XI non fosse in grado di prendere decisioni rilevanti per la Chiesa<ref>{{Cita|Piazzoni}}:{{Citazione|G[iovanni] da allora e solo per qualche anno (morì venticinquenne) esercitò il suo ministero praticamente agli arresti domiciliari nel Laterano e limitandosi ad attività liturgiche e religiose.}}</ref>: non a caso, anche questo secondo periodo del suo pontificato non ebbe storia, come rimarca [[Ferdinand Gregorovius]]<ref name=":6">{{Cita|Gregorovius|p. 13}}</ref>. Nel dicembre [[935]]<ref name=":3" /> (o al massimo ai primissimi di gennaio del 936<ref name=":1" /><ref name=":4">{{Cita web|url = http://w2.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xi0.html|titolo = Giovanni XI|accesso = 7 novembre 2015|editore=vatican.va|}}</ref><ref name=":6" />) Giovanni XI morì all'improvviso, all'età di soli 25 anni<ref name=":1" />. È sepolto in [[San Giovanni in Laterano]]<ref name=":3" /><ref>{{Cita|Moroni|p. 53}}</ref>.
 
==== GiovanniMorte XI e Cluny ====
Nel dicembre [[935]]<ref name=":3" /> (o al massimo ai primi di gennaio del 936<ref name=":1" /><ref name=":4">{{Cita web|url = http://w2.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xi0.html|titolo = Giovanni XI|accesso = 7 novembre 2015|editore=vatican.va|}}</ref><ref name=":6" />) Giovanni XI morì all'improvviso, all'età di soli 25 anni<ref name=":1" /> (o poco più, secondo quando si collochi l'incerta data di nascita), «dopo essere vissuto per cinque oscuri anni sotto lo sguardo vigile del fratello»<ref name=":6" />. È sepolto in [[San Giovanni in Laterano]]<ref name=":3" /><ref>{{Cita|Moroni|p. 53}}</ref>.
{{Vedi anche|Riforma cluniacense}}Un papa così mediocre ebbe però il merito di aver conferito, nel 931, all'abate [[Oddone di Cluny|Oddone]] dell'[[abbazia di Cluny]] ([[Borgogna]]) un privilegio che sarà fondamentale per la [[Riforma dell'XI secolo|rinascita spirituale]] dell'[[XI secolo]]: la protezione diretta della Santa Sede sul monastero francese e la possibilità di aggregare monasteri al "monastero madre"<ref name=":1" /><ref>{{Cita web|url = http://www.treccani.it/enciclopedia/oddone-di-cluny-santo/|titolo = Sant'Oddone di Cluny|accesso = 7 novembre 2015|editore = Treccani.it}}</ref>. Quest'atto escludeva l'interferenza di principi e del vescovo locale nella vita della comunità, rendendo Cluny una sorta di ''enclave'' papale in terra francese. Ciò permise ai monaci "riformatori" cluniacensi di operare indisturbati nella diffusione dei loro ideali comunitari e delle virtù che si prefiggevano di raggiungere.
 
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