Differenze tra le versioni di "Anna Kuliscioff"

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Per ordine dello [[zar]], che iniziava a preoccuparsi per il diffondersi delle idee [[rivoluzione (politica)|rivoluzionarie]], fu costretta a rientrare in [[Russia]], dove il rivoluzionario [[Pëtr Makarevič]], suo primo marito, si unì ad altri giovani russi vicini alle idee di [[Michail Bakunin]], nella cosiddetta "andata verso il popolo", cioè il lavoro nei villaggi a fianco dei contadini per condividerne la misera condizione. In quel periodo si convinse della necessità dell'uso della forza per liberarli dall'oppressione.
 
Per la sua attività venne processata dal tribunale russo e riparò in [[Svizzera]], cambiando il suo nome per non essere rintracciata dagli emissari zaristi in ''Kuliscioff'', che in russo significa [[manovale]]. Nel suo secondo soggiorno elvetico conobbe [[Andrea Costa]], con il quale si trasferì poi a [[Parigi]]. Da qui vennero espulsi nel [[1878]] e i due si trasferirono quindi in [[Italia]]. Dopo pochi mesi, però, Anna venne processata a [[Firenze]] con l'accusa di cospirare con gli [[anarchici]] per sovvertire l'ordine costituito.
 
Si trasferirono così nuovamente in [[Svizzera]], che lasciarono nel [[1880]] per rientrare clandestinamente in [[Italia]], dove però ancora una volta vennero arrestati. Dopo l'ennesima breve permanenza in [[Svizzera]], Anna rientrò in [[Italia]] e raggiunse Costa a [[Imola]], dove diede alla luce la loro figlia Andreina. Nel [[1881]] la relazione tra i due terminò e Anna, portando con sé la figlia Andreina, tornò in [[Svizzera]], dove si iscrisse alla facoltà di medicina. Quegli anni furono segnati dallo studio e dalla malattia, dato che a seguito del periodo in carcere a [[Firenze]] aveva contratto la [[tubercolosi]].
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