Differenze tra le versioni di "Oscillazione del neutrino"

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|rivista=[[Zh. Eksp. Teor. Fiz.]]
|volume=33
|paginepp=549–551
|anno=1957
}}</ref> e osservato sperimentalmente<ref>[http://arxiv.org/abs/1303.2272 [1303.2272&#93; Balantekin, Haxton: Neutrino Oscillations (2013) <!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, per la prima volta in ambito [[astronomia dei neutrini|astrofisico]] nel 1998 (grazie all'osservatorio [[Super-Kamiokande]]), e in seguito tramite esperimenti di laboratorio (come [[OPERA]], che sfrutta neutrini prodotti al [[CERN]] e inviati ai [[Laboratori Nazionali del Gran Sasso]]).
|rivista=[[Phys. Rev. Lett.]]
|volume=108
|paginep=171803
|anno=2012
}}</ref>, che descrive l'osservazione dell'oscillazione di antineutrini elettronici.
|rivista=[[Phys. Lett. B]]
|volume=678
|paginepp=191-196
|anno=2009
}}</ref>). Supponiamo ora che un neutrino non sia prodotto con massa definita, ma sia piuttosto in una [[principio di sovrapposizione (meccanica quantistica)|sovrapposizione]] di autostati della massa. In altri termini, un autostato del sapore non è anche un autostato della massa. In tal caso, durante la propagazione del neutrino nello spazio, le [[fase (segnali)|fasi]] della [[funzione d'onda]] corrispondenti a ciascuno degli autostati della massa avanza con velocità leggermente diverse. Ciò provoca una diversa sovrapposizione di stati della massa, quindi una diversa sovrapposizione di stati del sapore. Ad esempio, il sapore di un neutrino inizialmente elettronico diventa una sovrapposizione dei tre sapori; se il neutrino percorre una distanza sufficiente, si potrà osservare periodicamente in uno stato di sapore diverso da quello originario.
|rivista=[[Progress of Theoretical Physics]]
|volume=28
|paginep=870
|anno=1962
}}</ref>, ed ulteriormente elaborata dallo stesso Pontecorvo nel 1967<ref>{{Cita pubblicazione
|rivista=[[Zh. Eksp. Teor. Fiz.]]
|volume=53
|paginep=1717
|anno=1967
}}</ref>.
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