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Non vi sono testimonianze della presenza dei Visigoti, mentre è certa quella dei Mori ai quali Motril deve il nome che per gli Arabi era ''Mu-Tra-Yi'', ma anche dell'introduzione della coltivazione della canna da zucchero, che per diversi secoli diventò la principale risorsa economica della città. Sotto la dominazione musulmana Motril fece parte del regno di Granada e fu munita di una cinta muraria e di un castello su una collina che la sovrasta.
 
Nel 1489 fu conquistata dalle truppe dei Re Cattolici, ma ben presto dovette subire sollevazioni dei Moreschi e gli attacchi delle tribù berbere accorse in Spagna, la popolazione cristiana si oppose tenacemente e i Re Cattolici concessero nel 1500 a Motril la giurisdizione propria e la facoltà di avere un proprio municipio e non dipendere più da Granada. In seguito si ebbero altre sollevazioni e attacchi berberi e in conseguenza fu ricostruita e fortificata la cinta muraria e la chiesa ''Mayor de la Encarnacion'' fu costruita come una fortezza, con torre e giro di mura per servire, in caso di nuove sollevazioni odo attacchi, da rifugio per i cristiani. L'ultima sollevazione moresca avvenne nel 1569 e finì nel 1570 con la vittoria definitiva dei Cristiani e la cacciata dei Moreschi con perdita demografica, recessione della produzione della canna e dello zucchero, necessità di ripopolazione con spagnoli cristiani.
 
Nel [[XVII secolo]] Motril aveva già ripreso il progresso economico e si era ripopolata, però si verificò la terribile epidemia di [[peste]] (la famosa peste manzoniana) che colpì l'Europa e decimò la popolazione. Nel [[1667]] [[Filippo IV di Spagna|Filippo IV]] concesse il titolo di "città" a Motril e, all'inizio del [[XVIII secolo]], [[Filippo V di Spagna|Filippo V]] il titolo di ''Ciudad Muy Noble y Leal'', con i privilegi che ciò comportava.
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