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Ottenuto il controllo del [[mare Egeo]] occidentale, Cimone occupò [[Sciro]], [[Caristo]] e [[Nasso]] e le costrinse ad aderire alla Lega<ref>{{Cita|Tucidide|I, 98| Tucidide}}</ref>.
 
Tali campagne, che proseguirono fino al 470 a.C. con la liberazione delle città a sud di [[Mileto (Asia Minore)|Mileto]], a seguito della vittoriosa [[battaglia dell'Eurimedonte]], coincisero con una sempre più forte egemonia ateniese rispetto agli altri membri della lega, decrittadescritta nei seguenti termini dallo storico [[Tucidide]]:
{{Citazione|Tra i numerosi motivi di defezione, primeggiavano il mancato versamento del «contributo», il rifiuto di consegnare le navi e la renitenza al servizio armato, quando toccava. Gli Ateniesi procedevano con inflessibilità; perciò le loro pretese pesavano intollerabili su gente che, non avvezza e meno disposta a durar fatiche, si vedeva costretta da un'energia ferrea a subire le privazioni e le miserie di una guerra continua. Anche per altri e diversi motivi gli Ateniesi esercitavano il comando non più circondati dal consueto favore. Non partecipavano infatti in parità di condizioni alle campagne: per loro era immensamente più facile piegare i ribelli. Ma di questo stato di cose si rendevano responsabili gli alleati stessi: per la loro renitenza al servizio armato, la maggior parte di essi, per poter restare a casa, si lasciava imporre il pagamento di una somma pari in valore alle navi non corrisposte. In tal modo cresceva la potenza navale degli Ateniesi, che vi impegnavano i fondi derivati dalle varie contribuzioni, e gli alleati quando accennavano a un tentativo di rivolta, si trovavano in guerra senza preparazione né esperienza.|Tucidide, ''Guerra del Peloponneso'', libro I, 99}}
 
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