Motu proprio: differenze tra le versioni

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'''''Motu proprio''''' è una [[locuzioni latine|locuzione]] [[lingua latina|latina]] (tradotta letteralmente significa ''"di propria iniziativa''") che indica un [[documento]], una [[nomina]] o in generale una [[decisione]] presa di "propria iniziativa" da chi ne ha il potere o la facoltà.
 
== Contenuto ==
Per antonomasia si intende un documento (decisione) del [[papa]] che non è stato proposto da alcun organismo della [[Curia Romana]].
 
Secondo il [[Codice di diritto canonico]], infatti, il pontefice è dotato di tutti i poteri per esercitare [[sovranità]] immediata su tutta la Chiesa universale, su ciascuna [[chiesa particolare]] (ad esempio le [[diocesi]]) e in materia di [[dottrina cristiana|dottrina]]. In base alle decisioni del [[Concilio Vaticano I]], inoltre, il magistero del papa gode dell'[[infallibilità papale|infallibilità]] in materia di [[fede]] e di [[morale]] quando viene espresso ''[[ex cathedra]]'', cioè quando definisce il dogma di fede o un articolo di morale, oppure quando procede a una canonizzazione<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/ex-cathedra/ Da Treccani on line]</ref>.
 
==Storia==
{{s sezione|cattolicesimo}}
Ai tempi dello [[Stato pontificio]] lo strumento del ''motu proprio'' era spesso usato per regolare materie di carattere economico<ref> Vedi [[s:Il moto proprio pontificio che soppresse l'Annona romana|il moto proprio pontificio che soppresse l'Annona romana]]</ref>.
==Note==
<references/>
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