Differenze tra le versioni di "Federico V del Palatinato"

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Federico intraprese un viaggio a Londra per incontrare la sua futura sposa, sbarcando sul suolo inglese il 6 ottobre 1612. Federico ed Elisabetta avevano sino a quel momento interagito solo via lettera e per di più usando la lingua francese, ed ora che si vedevano per la prima volta, si erano reciprocamente piaciuti come ebbero a dire molti testimoni d'epoca. I due si fidanzarono ufficialmente nel gennaio del 1613. Il matrimonio si tenne il 14 febbraio successivo nella cappella reale del [[Palazzo di Whitehall]]. Per l'occasione [[John Donne]] compose il suo capolavoro poetico, ''Epithalamion, or Mariage Song on the Lady Elizabeth, and Count Palatine being married on St. Valentines Day''. Poco prima del matrimonio, Federico venne creato cavaliere dell'[[Ordine della Giarrettiera]] e ne indossò il collare durante la cerimonia. I preparativi, elaborati e splendidi, vennero predisposti da [[Francesco Bacone]]; questi includevano una rappresentazione di ''[[The Masque of the Inner Temple and Gray's Inn]]'' di [[Francis Beaumont]] e di ''[[The Memorable Masque of the Middle Temple and Lincoln's Inn]]'' di [[George Chapman]].
 
Nel suo viaggio di ritorno presso [[Heidelberg]], Federico ed Elisabetta soggiornarono a [[Le Hague]] per visitare [[Maurizio di Nassau]], principe d'Orange, prima di partire alla volta della Germania il 5 maggio 1613. La coppia fece il suo ingresso trionfale ad [[Heidelberg]] il 12 giugno 1613. Elisabetta fu subito molto popolare presso i suoi nuovi sudditi e questa popolarità crebbe ancora di più quando, il 1º gennaio 1614, ella diede alla luce il primo figlio maschio della coppia, [[Enrico Federico del Palatinato|Enrico Federico]].
 
Come parte dei negoziati di matrimonio, Federico si impegnò ad espandere il [[Castello di Heidelberg]] per farne una degna residenza per la nuova principessa. Queste ristrutturazioni vennero completate nel [[1615]] e per l'occasione venne creato il "Cancello di Elisabetta" al castello.
Nel marzo del 1620, durante un incontro del partito imperiale a [[Mulhouse]], Federico tentò di dare una forma di difesa legale alle sue azioni. Egli disse infatti di non aver mai rotto la pace con l'imperatore perché la Boemia si trovava formalmente collocata al di fuori del [[Sacro Romano Impero]] e pertanto non vi era un conflitto di interessi tra un principe imperiale e l'imperatore. Federico pertanto disse che sarebbe stato illegale per l'imperatore muovere contro di lui le forze di tutto l'Impero. Questo incontro, a cui presero parte anche Giovanni Giorgio di Sassonia e Massimiliano di Baviera, rifiutò ad ogni modo di riconoscere la validità delle obiezioni presentate da Federico V dal momento che la Boemia venne riconosciuta come parte indivisibile dell'impero stesso.
 
Il 1º aprile [[1620]], il partito imperiale inviò un ultimatum a Federico V intimandogli di lasciare la Boemia entro il 1º giugno di quell'anno. Se Federico non avesse fatto ciò, Ferdinando avrebbe usato la forza come suo diritto come sacro romano imperatore e re legittimo di Boemia per detronizzare l'usurpatore.
 
Poco dopo, Giovanni Giorgio di Sassonia siglò un trattato con Ferdinando col quale l'imperatore si impegnava a garantire la pratica del [[luteranesimo]] in Boemia e riconobbe le aree secolari nei [[Paesi Bassi]]. Ferdinando inoltre si accordò per cedere a Giovanni Giorgio il territorio della [[Lusazia]], fatto che avrebbe cementato la predominanza di Giovanni Giorgio sul [[Provincia dell'Alta Sassonia]].
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