Differenze tra le versioni di "Infiltrazione (militare)"

 
Con il mezzo ancora in volo, la pattuglia può scendere a terra utilizzando sistemi diversi a seconda della quota di volo dell'elicottero e del fatto che il volo sia rettilineo con il mezzo in movimento o stazionario ("[[Volo_a_punto_fisso|hovering]]"). Nel caso di "hovering", la pattuglia può semplicemente saltare a terra se la quota è bassissima (un paio di metri al massimo) mentre a quote maggiori, ma sempre limitate a meno di una decina di metri, può effettuare la discesa in corda doppia o la discesa con l'utilizzo del "barbettone" (sistema chiamato "fast rope" dagli anglofoni): in pratica una vera e propria corda di generoso diametro per essere resistente e sufficientemente rigida da permettere la calata del personale con il solo e semplice uso dei propri arti (anche se in addestramento può essere usato anche un moschettone abbinato ad una imbragatura per sicurezza). Questi ultimi sistemi si usano particolarmente quando la "landing zone" (zona di presa a terra o di sbarco) presenta ostacoli che impediscono l'atterraggio effettivo dell'elicottero: queste tecniche sono infatti state inventate e messe a punto dai reparti [[75th_Ranger_Regiment|LRRP]] (''long range reconaissance patrol'') americani durante la [[Guerra_del_Vietnam|Guerra del Vietnam]] per poter scendere a terra anche nel bel mezzo della [[Foresta_pluviale_tropicale|giungla]], sia per evitare zone aperte adatte all'atterraggio che, sicuramente, sarebbero state presidiate o quantomeno tenute sotto osservazione da vietcong o da regolari nord-vietnamiti, sia per aumentare le possibilità di non essere rilevati immediatamente nonostante l'utilizzo di un mezzo rumoroso come l'elicottero.
 
In tutti i casi sopracitati, l'operazione eseguita dall'elicottero (o dagli elicotteri) verrebbe classificata come '''inserzione''', particolarmente nel caso di presa a terra all'interno di territorio controllato dall'avversario da parte di reparti numericamente esigui (come generalmente sono quelli composti da operatori FS/FOS).
 
Normalmente si impiega la tecnica del "lancio vincolato" come in uso nei normali reparti di fanteria [[Paracadutista_militare|paracadutista]] anche se, negli ultimi decenni, per infiltrazioni realmente occulte, sono sempre più apprezzate le tecniche di "lancio comandato" da media o alta quota in quanto la tecnica di lancio vincolato, normalmente eseguita da quote basse, pur essendo adatta al lancio di reparti d'assalto numerosi (operativamente si tratta di lanci effettuati tra i 250-300 e i 450 metri al massimo, per evitare al reparto lanciato tempi di esposizione troppo lunghi all'azione nemica e per evitare una dispersione eccessiva degli uomini una volta arrivati a terra che impedirebbe un veloce riordino del reparto, dispersione che aumenta all'aumentare della quota, essendo i paracadutisti in balia delle correnti aeree utilizzando paracaduti non facilmente e solo parzialmente manovrabili), si presta meno al rilascio di reparti piccoli che devono successivamente infiltrarsi in maniera occulta, visto che il passaggio del mezzo aereo a bassa quota è facilmente rilevabile da terra, così come le possibili zone di lancio del reparto, oltre ad esporre il mezzo aereo alle reazioni avversarie anche con mezzi anti-aerei a corto raggio. La tecnica paracadutistica del lancio a caduta libera (TCL) ed apertura comandata, permette il lancio medesimo da quote più elevate, lasciando maggiore incertezza nel nemico su quale zona atterrerà la poco numerosa pattuglia, utilizzando quest'ultima anche una tipologia di paracadute a grande manovrabilità che permette di allontanarsi dal punto di lancio e di scegliere zone di atterraggio più lontane continuando ad assicurare l'arrivo di tutti i componenti del distaccamento a pochi metri di distanza uno dall'altro, eliminando così anche i problemi di riordino a terra tipico di reparti paracadutisti numerosi i cui componenti arrivano al suolo normalmente sparsi su una vasta superficie.
I vantaggi dei lanci comandati, da parte di piccoli nuclei, vengono esaltati quando effettuati da alta o altissima quota utilizzando le tecniche [[HALO_(paracadutismo)|HALO]] (High Altitude Low Opening) o [[HAHO]] (High Altitude High Opening) che necessitano di personale addestrato anche all'uso degli indispensabili apparati di respirazione ad ossigeno, oltre ad essere dotato di apposito vestiario per resistere all'esposizione di un ambiente dove la temperatura è molto bassa e l'ossigeno estremamente rarefatto per periodi piuttosto lunghi, soprattutto nel caso della tecnica HAHO che permette navigazioni a vela ad alta quota fino ad una quarantina di chilometri di distanza dal punto di lancio dall'aereo.
 
Anche nel caso di missioni aeree intese a paracadutare piccoli nuclei di operatori in territorio nemico si parla di "inserzioni", come del resto ogni volta occorra l'utilizzo di un "mezzo vettore" di terzi (quindi non in dotazione al reparto preposto all'esecuzione finale della missione) per il traporto ed il rilascio di una aliquota di FS/FOS in territorio potenzialmente ostile.
Esattamente come la pattuglia si infiltra in territorio nemico per eseguire una missione per poi esfiltrare una volta compiutala, allo stesso modo un mezzo vettore (aereo o meno) compie una missione di inserzione per rilasciare la pattuglia e può compiere una missione di '''estrazione''' per recuperarla e riportarla al sicuro.
 
Occorre menzionare, infine, la possibilità di utilizzare anche velivoli ultraleggeri e deltaplani, come sperimentato dalle forze speciali francesi negli anni '80, anche se non ne è stata divulgata l'eventuale adozione come metodologia standardizzata per un loro eventuale uso effettivo.
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