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Le navi ospedale italiane erano impiegate principalmente nel trasporto di [[Wounded in action|feriti]] e malati tra le truppe italiane dal [[Fronte italiano (prima guerra mondiale)|Norditalia]] (provenienti dal [[fronte dell'Isonzo]] e delle [[Alpi]]) negli ospedali d'appoggio situati in [[Sicilia]] e [[Sardegna]], nel supporto sanitario ai contingenti del [[Regio Esercito]] dislocati in [[Libia]] ed in [[Albania]] e nel trasporto di feriti e malati [[British Army|britannici]] dai [[Dardanelli]] (ed in seguito da [[Salonicco]]) a [[Malta]] ed in [[Inghilterra]], solitamente a [[Southampton]] (nel corso di tali missioni le navi ospedale imbarcavano anche personale sanitario, sia maschile che femminile – queste ultime erano chiamate «''sisters''» –)<ref name="naviospedale"/>. Agli inizi del 1916 le navi ospedale, insieme a numerosi trasporti, presero parte alla vasta operazione per il salvataggio dell’esercito [[Regno di Serbia|serbo]] in ritirata, che venne imbarcato nei [[porto|porti]] dell’[[Albania]] e trasportato in Italia<ref name="naviospedale"/>.
 
La ''König Albert'', una volta completata la trasformazione, venne subito inviata a [[Valona]] e [[Durazzo]], ove imbarcò un migliaio di feriti e malati<ref name="quatdic"/>. Il 29 (per altre fonti il 18) gennaio 1916 la nave, salpata in tarda [[sera]]ta dall’Albania<ref name="quatdic"/>, fu fermata nel [[canale d'Otranto]], al largo di [[San Giovanni di Medua]]<ref>[http://www.agenziabozzo.it/navi_da_guerra/c-navi%20da%20guerra/C-1335_Sommergibile_SMU-11_KuK_Austria_Ungheria_entrata_in_porto_cartolina_1915.htm Agenziabozzo]</ref>, dal [[U-Boot|sommergibile austroungarico]] ''U 11'' (si trattava in realtà del sommergibile tedesco ''UB 15'', [[camuffamento|camuffato]] da unità austroungarica perché non vi era ancora formale stato di guerra tra [[Germania]] ed Italia, e che sino al giugno 1916 ebbe equipaggio tedesco) per una regolare ispezione<ref name="naviospedale"/>. L’U-Boot intimò il fermo alla nave con due colpi di [[cannone]], poi si portò sottobordo, trasbordandovi un ufficiale ed un picchetto armato<ref name="quatdic"/>. [[File:RN Ferdinando Palasciano3.jpg|thumb|left|upright=1.4|La ''Ferdinando Palasciano'' dopo la conversione in nave ospedale.]] Il comandante della nave, capitano Bertolini, ed il direttore sanitario, colonnello medico Monaco, protestarono, spiegando la necessità di trasferire i feriti negli ospedali di terra per maggiori cure (in realtà il fermo per l’ispezione era tuttavia conforme alle leggi di guerra<ref name="naviospedale"/>), ma, in seguito alle loro proteste, furono trasferiti a bordo dell<nowiki>'</nowiki>''U 11''<ref name="quatdic"/>. Dopo aver imbarcato una scorta armata, la nave fu dirottata, a luci spente (al momento del fermo erano regolarmente accese, come prescritto per le navi ospedale<ref name="quatdic"/>), su [[Cattaro]], ove stazionò per tre giorni, venendo meticolosamente ispezionata dalle autorità austroungariche: durante tale visita non furono riscontrate irregolarità, ma venne trovato un [[soldato]] [[Boemia|boemo]] che aveva [[diserzione|disertato]] dall’[[Imperial regio Esercito austro-ungarico|esercito austroungarico]], e che fu fatto sbarcare e trattenuto<ref name="naviospedale"/>. La ''König Albert'' venne poi lasciata ripartire, dopo il rilascio del comandante Bertolino e del direttore medico Monaco, e riprese il proprio viaggio, trasportando gli infermi in [[Corsica]] ed a [[Marsiglia]] e successivamente tornando in [[Adriatico]] per nuove missioni<ref name="quatdic"/>.
 
Benché in servizio già dall’inizio del 1916<ref name="naviospedale"/>, la nave fu formalmente requisita dalla [[Regia Marina]] solo il 25 agosto 1916, con la dichiarazione di guerra alla Germania, venendo ribattezzata ''Ferdinando Palasciano''<ref name="piccione"/><ref name="mmi"/>.
[[File:menu' Baranquilla.JPG|thumb|Menu' della Cena di Gala in occasione della visita a Baranquilla in Colombia della R.N. "Italia".]]
 
Il 21 marzo l<nowiki>'</nowiki>''Italia'' raggiunse il continente americano, [[ormeggio|ormeggiandosi]] a [[Pernambuco]], dove si trattenne sino al 25 marzo<ref name="anmitaranto"/><ref name="marinaiditalia"/>. Subito furono avviate relazioni commerciali<ref name="anmitaranto"/><ref name="marinaiditalia"/>. Il piroscafo prese poi di nuovo il mare, costeggiando l'America Latina verso sud e toccando i principali porti di [[Brasile]], [[Uruguay]] ed [[Argentina]]: [[Salvador (Brasile)|Bahia]], Baia di Espirito Santo (aprile 1924), [[Rio de Janeiro]], [[Santos]], [[Florianopolis]], [[Rio Grande do Sul]], [[Montevideo]], [[Buenos Aires]] e [[Bahía Blanca (Argentina)|Bahia Blanca]]<ref name="anmitaranto"/><ref name="marinaiditalia"/>. Dopo aver raggiunto [[Punta Arenas]], l'11 giugno 1924 l<nowiki>'</nowiki>''Italia'' attraversò lo [[stretto di Magellano]], incontrando [[vento]] e [[mare]] inconsuetamente calmi, poi iniziò a risalire la costa opposta del continente, toccando i principali porti di [[Cile]], [[Perù]], [[Ecuador]] e [[Colombia]]: Baia Fortescue, [[Coronel (Cile)|Coronel]], [[Talcahuano]] (giugno 1924), [[Valparaiso]], [[Antofagasta]], [[Iquique]], [[Arica]], Mollendo, [[Callao]] e [[Guayaquil]]<ref name="anmitaranto"/><ref name="marinaiditalia"/>. Dopo aver attraversato il [[canale di Panama]], la nave raggiunse [[Colon]] in agosto, poi proseguì visitando il [[Messico]] e le [[Antille]], toccando [[Veracruz]], [[L'Avana]] (agosto 1924) e [[Port -au -Prince]], dopo di che tornò verso sud visitando [[Cartagena de Indias|Cartagena]], Porto Columbia, [[La Guaira]] e [[Port of Spain]], all'estremità nordorientale dell'America Latina<ref name="anmitaranto"/><ref name="marinaiditalia"/>. Il 29 settembre 1924 l<nowiki>'</nowiki>''Italia'' lasciò Port of Spain per tornare in patria: il 20 ottobre il piroscafo raggiunse La Spezia, dopo aver percorso 23.000 miglia e fatto scalo in 31 porti di dodici nazioni straniere<ref name="anmitaranto"/><ref name="marinaiditalia"/><ref name="larepubblica"/>.
 
La crociera ebbe un successo superiore alle aspettative: l'esposizione itinerante fu visitata da circa 2.000.000 di persone, e le transazioni commerciali superarono la somma di 120.000.000 di [[lira italiana|lire]]<ref name="anmitaranto"/><ref name="marinaiditalia"/>. Durante la navigazione furono organizzante anche esposizioni a terra, a [[San Paolo (Brasile)|San Paolo]], [[Lima (Perù)|Lima]], Buenos Aires, [[Santiago del Cile|Santiago]]<ref name="larepubblica"/>. Se sotto il profilo della pubblicizzazione dei prodotti italiani il viaggio ebbe un notevole successo, sotto quello dello studio dei mercati più adatti su cui venderli non fu possibile fare molto a causa della mancanza di tempo<ref name="larepubblica"/>. Il successo pubblico non fu del tutto sfruttato anche perché le attenzioni [[colonialismo|coloniali]] si erano andate spostando verso l'[[Africa]].
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