Differenze tra le versioni di "Il simbolo perduto"

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Inizia tutto una mattina, quando Robert Langdon riceve una telefonata dall'assistente del professor Solomon, suo caro amico, che gli chiede di recarsi in Campidoglio a Washington per una conferenza sulla [[Massoneria]], società nata nel XVIII secolo, di cui Solomon fa parte.
 
Ma il segretario è in realtà Mal'akh, un falso massone, che, riuscito a introdursi nel Campidoglio, e a mettere la mano mozzata di Solomon, che ha rapito, al centro della sala nella posizione della mano sacra, invita Robert Langdon a risolvere l'enigma della piramide massonica, se vuole tenere il caro amico Peter in vita. Intanto anche KaterineKatherine Solomon, sorella minore di Peter, si insospettisce a causa della mancanza del fratello al Modulo 5. KaterineKatherine è una ricercatrice che studia le scienze noetiche e le potenzialità della mente umana cercando una connessione tra scienza moderna e sapere antico.
 
Intanto anche la CIA sembra interessata all'accaduto e Inoue Sato, capo di un reparto della CIA, incontra personalmente Langdon alla Rotonda del Campidoglio, desiderando che il professore risolva l'antico mistero
 
Dopo diverse fughe dagli agenti della [[CIA]] e lo scioglimento di quasi tutti gli enigmi nascosti nella piramide, [[Robert Langdon]], KaterineKatherine e Warren Bellamy (un massone intervenuto al fine di salvare il segreto celato dalla piramide) vengono catturati e capiscono che devono collaborare, in quanto cercano di perseguire gli stessi risultati. Intanto Mal'akh si è recato alla ''House of Temple'', un'importante loggia massonica, con Peter, dove intende sacrificarsi agli dei.
 
Infatti il vero scopo di Mal'akh non è quello di riscoprire le antiche conoscenze, bensì di tatuarsi sulla testa la parola celata dalla piramide, e poi di offrirsi agli dei come sacrificio umano. Un sacrificio che ritiene molto importante, in quanto il suo corpo è perfetto dal punto di vista muscolare, e la sua pelle è quasi completamente ricoperta di antichi simboli in onore alle divinità. Infine viene fuori un'ultima grande verità: Mal'akh è in realtà lo scapestrato figlio di Peter, che tutti credevano morto in un penitenziario turco, da cui invece è riuscito a fuggire corrompendo e poi uccidendo il direttore.
* '''Mal'akh''': Colui che si scopre essere Zachary Solomon e antagonista nel racconto.
* '''Peter Solomon''': Sarà rapito da Mal'akh che si voleva vendicare di lui.
* '''KaterineKatherine Solomon''': Sorella di Solomon esperta in scienze noetiche studia le potenzialità della mente umana e aiuterà Robert nella ricerca di Peter.
* '''Inoue Sato''': Capo dell'OS che vuole proteggere la Massoneria.
* '''Trish Dunne''': Amica di Katerine che sarà uccisa da Mal'akh.
 
== Critica ==
La critica al "Simbolo Perdutoperduto" si è rivelata prevedibilmente composita ed eterogenea. Come già accaduto con i best seller che hanno preceduto quest'ultima avventura dell'ormai arcinoto professore [[Robert Langdon]] ([[Angeli e demoni (romanzo)|Angeli e demoni]] e [[Il codice da Vinci (romanzo)|Il codice da Vinci]]), voci notevoli del giornalismo letterario internazionale hanno espresso in breve tempo giudizi opposti e paralleli.
 
La prima recensione all'opera è inaspettatamente giunta la mattina del 14 settembre, un giorno prima dell'uscita del libro negli Stati Uniti, pubblicata dal [[New York Times]] con in calce la prestigiosa firma di [[Janet Maslin]]. Il giudizio della Maslin non si contraddistingue, in vero, per particolare entusiasmo; la giornalista ritiene, in breve, che i meccanismi letterari del libro funzionano, attraggono il lettore e lo tengono avvinghiato all'azione impedendo facilmente il distacco critico, ma al contempo osserva come le strutture portanti dell'opera ricalchino senza troppa originalità i lavori precedenti o pure come i personaggi appaiano spesso eccessivamente schematici e stilizzati. Decisamente più aggressiva e velenosa la recensione arrivata dal quotidiano inglese [[Guardian]] in una tirata requisitoria di [[Mark Lawson]] che giudica senza troppi giri di parole un "rutilante pezzo di retorica" l'ultimo scritto di Brown e ne descrive l'autore in questi termini: "L'autore che ha venduto di più nella storia moderna rimane quello che scrive peggio". In caratteri prevedibilmente simili si è espresso anche lo storico neozelandese [[Michael Baigent]] (che, tra l'altro, dopo aver accusato Dan Brown di plagio per il libro [[Il codice da Vinci (romanzo)|Il codice da Vinci]], perse la causa) che sul "The Daily Beast" scrive: “Arrivato a pagina 8 ho chiuso il libro, ho fatto un respiro profondo e ho guardato il soffitto in preda alla disperazione: il libro è terribile [...]".
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