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Con una notevole dose di eclettismo che è la maggiore prova delle sue capacità cinematografiche, attraversò vari generi in voga negli [[anni 1950|anni cinquanta]] e [[anni 1960|sessanta]]: il film [[musicarello|musicale]], la [[commedia]] (tra il 1960 e il 1963 diresse [[Totò]] in ben sette pellicole), il film [[mitologico]] e lo [[spaghetti-western]].
 
Ed è proprio in questo genere - di cui può essere considerato, insieme a [[Sergio Leone]], [[Sergio Sollima]] e [[Duccio Tessari]], tra i principali esponenti - che Sergio Corbucci, abile artigiano della [[macchina da presa]], riuscì a dare il meglio, portando nel genere una violenza mai vista (neanche Sergio Leone aveva osato tanto). Il suo primo western è ''[[Massacro al Grande Canyon]]'' del 1964.
 
NelDopo ''[[Massacro al Grande Canyon]]'' (1965), il suo primo western, nel 1966 diresse ''[[Django]]'', interpretato dall'esordiente [[Franco Nero]], con quel suo tocco "dark", lugubre, che lo contraddistinse in tutta la sua filmografia western;del genere, e si- confermòconfermatosi come il regista più cinico e violento del genere nel successivo ''[[Il grande silenzio (film 1968)|Il grande silenzio]]'' (1967, ma uscito quasi due anni dopo), che presenta il finale forse più cinico e disperato del- genere.tornò a girare con Franco Nero ''[[Il mercenario]]'' (1969) e il rivoluzionario ''[[Vamos a matar, compañeros]]'' (1970).
Sempre con [[Franco Nero]] successivamente girò altri due spaghetti western: nel 1969 ''[[Il mercenario]]'' con [[Jack Palance]] e [[Tony Musante]] e nel 1970 il rivoluzionario ''[[Vamos a matar, compañeros]]'', con [[Tomas Milian]].
 
Tornato alla commedia, Corbucci ha firmato decine di film di successo, fra i quali ''[[Il bestione]]'' (1974), ''[[Di che segno sei?]]'' (1975), ''[[Mi faccio la barca]]'' (1980), ''[[Il conte Tacchia]]'' (1982), ''[[Rimini Rimini]]'' (1987) e alcuni gialli (''[[La mazzetta (film)|La mazzetta]]'', 1978; ''[[Giallo napoletano]]'', 1979; ''[[I giorni del commissario Ambrosio]]'', 1989).
 
È definito da [[Quentin Tarantino]] uno dei più grandi cineasti dello spaghetti western assieme a [[Sergio Leone]] e [[Sergio Sollima]].
Infatti Tarantino, al suo esordio dietro la macchina da presa nel 1992 con ''Le Iene'', omaggiò un'intera sequenza del celebre film western ''Django'' di Corbucci, ricostruendo tale scena (la spietata sequenza celebrata è quella in cui [[José Bodalo]] taglia l'orecchio al povero [[Gino Pernice]]); vent'anni dopo, Tarantino omaggia nuovamente la pellicola sopraccitata col suo film ''[[Django Unchained]]''.
La spietata sequenza omaggiata è quella in cui [[José Bodalo]] taglia l'orecchio al povero [[Gino Pernice]].
20 anni dopo, Tarantino omaggia nuovamente ''Django'' col suo nuovo film ''[[Django Unchained]]''.
 
Muore nel sonno nella sua casa romana per un arresto cardiaco, nel [[1990]];: oggi riposa accanto ai fratelli nel [[Cimitero del Verano]] a [[Roma]].
 
== Filmografia ==
Utente anonimo