Differenze tra le versioni di "Viale della Giovine Italia"

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La sua realizzazione è da valutare all'interno del progetto di ingrandimento della città di Firenze redatto da [[Giuseppe Poggi]] per far fronte alle nuove necessità urbanistiche determinate dalla scelta di Firenze come Capitale d'Italia (1865-1871), e quindi in rapporto all'intervento di atterramento delle mura in modo da creare un anello di circonvallazione utile sia a collegare le zone est e ovest della città, sia ad annullare la cesura tra la Firenze storica e i nuovi quartieri periferici.
 
Più in particolare in questa zona il progetto prevedeva il divaricarsi delle due corsie dei viali, in modo da destinare la forca determinatasi (cioè i lotti ora occupati dalla [[caserma Antonio Baldissera]] e dall'[[Archivio di Stato (Firenze)|Archivio di Stato]] perimetrati da questo viale, dal [[viale Giovanni Amendola]] e dal [[lungarno Guglielmo Pecori Giraldi]]) a un grande parterre verde, con bagni pubblici e stabilimenti sportivi e ricreativi, ospitati in un edificio posto dal lato del lungarno a fare da quinta scenografica al grande spazio a giardino. ll triangolo di verde previsto in realtà ebbe vita breve: nel tentativo di risolvere la complessa questione della collocazione di una caserma di cavalleria prossima al centro della città, il comune optò già nel [[1881]] per sacrificare la zona verde a favore dell'insediamento militare, cedendo gratuitamente all'Amministrazione Militare tutta la grande area tra il lungarno e [[piazza Cesare Beccaria]] (compreso quindi anche il lotto sul quale attualmente insiste d'Archivio di Stato), e ponendo le basi per la totale saturazione degli spazi come oggi si vede. Nel 1936, longitudinalmente e dal lato opposto all'Arno, venne eretta la [[Casa della Gioventù Italiana del Littorio]], incrementando così l'usurpazione degli spazi verdi. Quando, nel dopoguerra, la Casa fu abbattuttaabbattuta e sostituita con l'[[Archivio di Stato di Firenze]], gli spazi verdi scomparvero definitivamente.
 
Dal lato della città storica, fatta eccezione per il già esistente complesso della [[Pia Casa di Lavoro di Montedomini]], nei decenni successivi all'intervento urbanistico sorsero numerosi villini di pregio, realizzati nell'ottica della trasformazione dell'intera zona in residenziale alto borghese.
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