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Ugualmente si è sempre espressa la volontà di non influire sull'autonomia né delle politiche dell'istruzione nazionali, né sulle autonomie degli istituti di istruzione superiore anzi, si è dato sempre risalto alle specificità che li contraddistinguono. Le finalità espresse nel Processo di Bologna e ampiamente condivise dagli enti che vi fanno parte, mirano ad una riorganizzazione in senso comunitario delle politiche sull'istruzione, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari al suo raggiungimento. Più specificamente il Processo di Bologna prevedeva, e prevede tuttora, una serie di punti cardine da cui si diramano gli altri obiettivi. Innanzitutto si vuole creare l'offerta di un'ampia base di conoscenze di alta qualità per assicurare lo sviluppo economico e sociale dell'Europa, così da rendere la Comunità più competitiva a livello internazionale.
 
Altro obiettivo primario è quello di aumentare la capacità attrattiva dell'istruzione superiore verso i paesi non europei. In ambito interno, invece, il Processo di Bologna vuole costruire un'organizzazione didattica sempre più in sintonia con il veloce mondo globale e con gli interessi della Comunità, tale da garantire, per controparte, una migliore spendibilità del titolo di studio nel mercato del lavoro all'interno di tutta l'area europea. Per rendere questo obiettivo attuabile, un passo precedente deve essere la trasparenza e leggibilità dei percorsi formativi e dei titoli di studio o meglio – come si renderà necessario nel prosieguo dei lavori del Processo – una armonizzazione dei titoli di studio per renderli comparabili tra le diverse istituzioni. Questo si rivelerà, inoltre, uno dei punti cardine dell'obiettivo "[[mobilità accademica|mobilità]]".<br />
Con il tempo gli obiettivi primari del Processo si sono molto sviluppati e allargati, andando a comprendere anche lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA – [[European Research Area]]), parte del progetto della Commissione Europea per l'[[apprendimento permanente]] (''Lifelong Learning'').
 
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