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=== Epoca imperiale ===
[[Augusto (imperatore romano)|Augusto]]<ref name="SvetonioAugusto37">{{cita|Svetonio|''Augustus'', 37}}.</ref> su suggerimento di [[Gaio Cilnio Mecenate|Mecenate]],<ref>Cassio Dione, ''Storia romana'', LII, 21.</ref> riformò nuovamente la magistratura e le conferì tutti i poteri necessari per garantire la pace e l'ordine nell'''Urbs'', in [[Roma]]: ebbe la sovrintendenza su macellai, banchieri, guardie, teatri e altri, con la possibilità di mandare per la città i ''milites stationarii'', una sorta di polizia urbana, organizzata poi nelle [[coorti urbane]], poste alle sue dirette dipendenze.
 
Aveva anche giurisdizione sui casi che contrapponevano gli schiavi o i liberti ai loro padroni ed ex-padroni, come pure su quelli che vedevano dei figli accusati di mancata ''[[pietà (sentimento)|pietas]]'' verso i propri genitori. Col passare degli anni i poteri e le competenze del ''praefectus'' aumentarono, inglobando quelli del ''[[praetor urbanus]]''. Solo appellandosi direttamente al ''[[principato (storia romana)|princeps]]'' era possibile impugnare una sentenza del ''praefectus'', mentre egli si pronunciava sugli appelli riguardo sentenze di ogni altro magistrato della città, e, in seguito, anche dei tribunali provinciali.<ref>''Historia Augusta'' - ''Florianus'', 5,6; Svetonio, 33; Cassio Dione, lii.21,33</ref> All'inizio dell'impero, la carica di ''praefectus'' era tenuta per lunghi periodi da una sola persona, talvolta a vita, mentre a partire dall'imperatore [[Valeriano]] (253-260) il ''praefectus'' veniva cambiato con frequenza, talvolta una volta l'anno.<ref>Cassio Dione, lii.21,24, lxxviii.14; ''Historia Augusta'' - ''Commodus'' 14, ''Carinus'', 16.</ref>