Differenze tra le versioni di "Precipitatore elettrostatico"

[[File:Electrostatic precipitator.svg|thumb|upright=1.4|Schema di un precipitatore elettrostatico.]]
 
I precipitatori elettrostatici agiscono sottoponendo i fumi ad un campo elettrico molto intenso (10.000 - 70.000 [[volt]]/[[metro|m]]). In queste condizioni si crea una [[:en:Corona_dischargeEffetto corona|scarica elettrica di tipo corona]] (solitamente di segno negativo). La scarica elettrica crea molte coppie [[ione|ioni]]-[[elettrone|elettroni]]: gli ioni (positivi) verranno attratti dall'[[elettrodo]] negativo (elettrodo di scarica), mentre gli elettroni tenderanno a muoversi verso l'elettrodo positivo (elettrodo di captazione), ma tenderanno a venire "catturati" da molecole particolarmente elettronegative, come gli ossidi di zolfo e l'ossigeno. Si formano così degli ioni negativi, che tendono, per raggiungere maggiore stabilità, a venire assorbiti dalle particelle di particolato presenti nei fumi. Il particolato infatti, che di per sé è neutro e dunque non subisce in alcun modo la presenza di un campo elettrico, viene di fatto caricato e tende a dirigersi verso l'elettrodo di captazione dove, una volta a contatto con esso, perde la sua carica e cade lungo le pareti del precipitatore.
 
Un problema di questo sistema è legato alla resistività del particolato. Infatti:
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