Differenze tra le versioni di "Infiltrazione (militare)"

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L'infiltrazione per via terrestre con mezzi a [[motore]] ([[Motocicletta|motocicli]], [[Autoveicolo|autoveicoli]] fuoristrada o generici [[Motoveicolo|motoveicoli]]), anche se meno "riservata" rispetto a quella effettuata a piedi, viene usata qualora gli ampi spazi dell'area obiettivo e le lunghe distanze per raggiungerla siano tali da rendere conveniente (o indispensabile) l'uso di tali mezzi a scapito di una certa "invisibilità", oltre ad essere la norma per i moderni reparti di [[cavalleria]] esplorante, ormai dotati di veloci [[Mezzo_corazzato|mezzi corazzati]] o di elicotteri. Esempi importanti di tale tipologia di infiltrazione sono state le penetrazioni/infiltrazioni motorizzate compiute dal [[Long_Range_Desert_Group|LRDG]] e dal [[Special_Air_Service|SAS]] britannici nel teatro nordafricano durante la seconda guerra mondiale e le successive infiltrazioni dello stesso SAS durante l'operazione "Archway", da marzo a maggio 1945 in territorio tedesco. In tempi più recenti, numerose pattuglie motorizzate di forze speciali si sono infiltrate in territorio iracheno nel tentativo di trovare le batterie di [[Missile|missili]] [[SS-1_Scud|SCUD]] durante la [[Guerra_del_Golfo|guerra del golfo]] del 1990-91.
 
Oltre alla forma attiva, esiste una forma di infiltrazione terrestre "passiva" che non prevede una attività di movimento per entrare nella zona controllata dal nemico da parte della pattuglia o del reparto che deve infiltrarsi, bensì sfrutta la stessa avanzata dell'avversario per rimanere nell'area che, continuando l'avanzata avversaria (o la semplice occupazione del territorio) , diverrà presto una zona delle sue retrovie. A differenza dei normali reparti combattenti che, sopravanzati dal nemico, potrebbero rimanere isolati dal resto delle forze amiche ed essere costretti o alla resa (causa impossibilità di sostegno logistico) o al combattimento (per aprirsi la via del ricongiungimento con il resto delle proprie forze in arretramento), l'infiltrazione passiva (conosciuta con vari nomi a seconda del periodo storico e della nazionalità dell'esercito che l'ha attuata o prevista in sede dottrinale) presuppone l'impiego di reparti appositamente addestrati a non farsi notare durante la fase di combattimento e sfondamento da parte dell'avversario per poter rimanere in loco e proseguire la propria attività, eseguendo vari tipi di missione fino al momento della propria esfiltrazione o del proprio ricongiungimento con le forze amiche che eventualmente hanno riconquistato il terreno precedentemente perso.
 
=== Per via aerea ===
Quest'ultimo termine (estrazione) non viene usato solamente per definire l'operazione inversa di "inserzione" compiuta con un mezzo vettore, ma anche per definire l'intervento speditivo stesso di una pattuglia che interviene per soccorrere e recuperare personale di interesse (come civili da evacuare da luoghi e/o situazioni pericolosi/e, oppure pattuglie precedentemente infiltrate ma ora in situazione di estremo pericolo, sotto il fuoco nemico o a seguito di operazione abortita) nonché da parte della stessa pattuglia in missione per richiedere al comando superiore il recupero urgente.
 
Occorre menzionare, infine, la possibilità di utilizzare anche velivoli ultraleggeri e deltaplani, come sperimentato dalle forze speciali francesi negli anni '80ottanta, anche se non ne è stata divulgata l'eventuale adozione come metodologia standardizzata per un loro eventuale uso effettivo.
 
=== Per via acquatica ===
In ambito [[NATO]], prima del crollo del muro di Berlino, se ne individua una versione nello ''[[stay behind]]'', che prevedeva attività da svolgere nei territori eventualmente invasi da forze del [[Patto di Varsavia]].
 
L<nowiki>'</nowiki>''interdizione'' prevede l'infiltrazione di aliquote di forze in aree prescelte del territorio controllato dall'avversario allo scopo di precluderne o ridurne l'attività operativa mediante azioni fondate sulla sorpresa, fino alla conclusione di un ciclo operativo che è definita dalla renumerativitàremuneratività o dalla sostenibilità dell'impegno e si conclude con l'esfiltrazione o col ricongiungimento con forze amiche.
 
L<nowiki>'</nowiki>''infiltrazione'' può aver luogo per via terrestre, aerea (aviolancio, atterraggio d'assalto, elitrasporto), acquea (in superficie, sottomarina, anfibia), ovvero con una combinazione delle vie suddette. Nella via terrestre è prevista anche la già citata soluzione statica.
* nell'arco notturno, vengono predisposti posti di ascolto e imboscate sugli itinerari tra le zone di rifugio ed i presumibili obiettivi, o su passaggi obbligati;
* la propria sicurezza assume scarso rilievo, in quanto il nemico ha tutto l'interesse a eludere il contatto e a mantenere condotta evasiva;
* all'avversario agganciato non deve essere mai permesso di rompere il contatto, e deve essere segnalato senza indugio al comando di area per l'eventuale impiego della riserva di forze o di fuoco.
 
La prontezza di intervento della riserva è un fattore risolutivo nei confronti di un avversario appiedato.