Differenze tra le versioni di "Benedetto Conforti"

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In assenza di una costituzionalizzazione espressa dell'adesione dell'Italia all'Unione europea (i trattati di Roma furono ratificati previa autorizzazione recata da legge ordinaria) si tratta del più solido fondamento dottrinario per l'efficacia sovraprimaria degli atti normativi dell'Unione. Seguendo la tesi del principio di specialità ''ragione procedimenti''<ref>Così definita dalla relazione al disegno di legge [http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00626794.pdf Atto Senato n. 3091 della XVI legislatura] del senatore [[Gianpiero D'Alia]], secondo cui va seguito il modello "che la dottrina internazionalistica (Conforti) ha fatto derivare dal principio di specialità ratione procedimenti, per l'inderogabilità dei regolamenti comunitari da parte delle norme interne successive".</ref> elaborata dal Conforti, per i regolamenti comunitari (fondati sui Trattati istitutivi delle Comunità europee) con la sentenza n. 170 del 1984 la Corte costituzionale italiana ha sostenuto la non soccombenza dinanzi a norme legislative interne successive, perché si tratta di norme derivanti da una fonte riconducibile a una competenza atipica. Questa particolare categoria di atti, poi, sarebbe insuscettibile di abrogazione o di modificazione da parte di disposizioni di legge ordinaria, neppure quella esplicitamente in deroga: si tratta del “rafforzamento” della forza passiva del principio di specialità, garantita dalla clausola di limitazione della sovranità nazionale di cui all’articolo 11 Cost.. Che tale clausola si applichi anche all’Unione europea, oltre che alle Nazioni Unite per cui era stata pensata dal Costituente, è giurisprudenza della Corte costituzionale sin dalla sentenza n. 300 del 1984, che, quanto alle finalità del Trattato di unificazione degli organi delle Comunità europee, ravvisò in esse “un ulteriore progresso sul sofferto cammino dell'unificazione europea, anche politica, strumento essenziale per l'instaurazione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni: e ciò al fine di evitare il ricorso a quelle ostilità che l'Italia solennemente ha ripudiato nel primo inciso dell'art. 11 Cost.”.
 
=== Sul terrorismo internazionale e lo stato di emergenza ===
== L'ultimo contributo scientifico ==
L'ultimo contributo pubblico del professor Benedetto Conforti (''Francia, lo stato di emergenza e lo stato di diritto'', su Affaritaliani del 16/12/2015) attiene al punto di equilibrio, nelle difficili contingenze in cui il [[terrorismo internazionale]] ha gettato l'Europa.
Come già avvenuto in [[Gran Bretagna]] dopo l'[[11 settembre]] [[2001]], anche il presidente della [[Repubblica francese]] il 13 novembre 2015 aveva notificato al Segretario generale del [[Consiglio d'Europa]] - ai sensi dell’art. 15 della Convenzione europea dei diritti umani - i tre mesi di [[stato di emergenza]] proclamati in base alla normativa vigente in Francia. Si versa dunque nel caso di “pericolo pubblico che minacci la vita della Nazione”, per il quel lo Stato contraente può annunciare misure in deroga agli obblighi della Convenzione limitatamente a quanto sia strettamente necessario per fronteggiare la situazione.