Differenze tra le versioni di "Benedetto Conforti"

A lui si deve la più antica elaborazione di un metodo di [[Adattamento_del_diritto_italiano_al_diritto_internazionale#La_dottrina_sull.27adattamento_delle_norme_europee|adattamento automatico]] che garantisse l'ingresso ed il primato del diritto europeo nell'ordinamento giuridico italiano <ref>Conforti, Benedetto (1966). Diritto comunitario e diritto degli Stati membri, "Rivista di diritto internazionale privato e processuale", p.5.</ref>, che fu sostanzialmente recepito dalla sentenza della [[Corte costituzionale]] n. 170 del 1984 sul caso Granital<ref>Benedetto Conforti, «Note sui rapporti tra diritto comunitario e diritto europeo dei diritti fondamentali», Riv. internaz. dir. uomo, 2000, pp. 423 e ss.</ref>.
 
In assenza di una costituzionalizzazione espressa dell'adesione dell'Italia all'Unione europea (i trattati di Roma furono ratificati previa autorizzazione recata da legge ordinaria) si tratta del più solido fondamento dottrinario per l'efficacia sovraprimaria degli atti normativi dell'Unione. Seguendo la tesi del principio di specialità<ref>Conforti partì dalla dottrina che si pone il problema dei rapporti tra consuetudine ed accordo in termini di flessibilità della consuetudine: per tutti, infatti, l’accordo successivo deroga alla consuetudine. In particolare, per il Conforti ciò avviene in base al principio di specialità: essendo l’accordo ''ius speciale ratione personarum'' (in quanto si applica solo ad alcuni Stati, quelli contraenti), esso deroga alla consuetudine, che è invece ius generale. Il principio di specialità vale, di norma, anche all’inverso, per cui l’accordo anteriore prevale sulla consuetudine successiva: tale caso, però, soffre di alcune eccezioni (attestate dal lodo arbitrale 30 giugno 1977 tra Francia e Regno Unito), per cui a volte si sono riscontrati casi in cui la consuetudine successiva ha prevalso sull’accordo precedente. Tali eccezioni al principio di specialità, secondo il Conforti, ricorrono solo nel caso in cui la consuetudine successiva sia inequivocabilmente rivolta ad abrogare l’accordo anteriore (quando cioè l’abrogazione dell’accordo è lo scopo specifico della consuetudine), e cioè in caso di consuetudine particolare.</ref> ''ragioneratione procedimenti''<ref>Così definita dalla relazione al disegno di legge [http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00626794.pdf Atto Senato n. 3091 della XVI legislatura] del senatore [[Gianpiero D'Alia]], secondo cui va seguito il modello "che la dottrina internazionalistica (Conforti) ha fatto derivare dal principio di specialità ratione procedimenti, per l'inderogabilità dei regolamenti comunitari da parte delle norme interne successive".</ref> elaborata dal Conforti, per i regolamenti comunitari (fondati sui Trattati istitutivi delle Comunità europee) con la sentenza n. 170 del 1984 la Corte costituzionale italiana ha sostenuto la non soccombenza dinanzi a norme legislative interne successive, perché si tratta di norme derivanti da una fonte riconducibile a una competenza atipica. Questa particolare categoria di atti, poi, sarebbe insuscettibile di abrogazione o di modificazione da parte di disposizioni di legge ordinaria, neppure quella esplicitamente in deroga: si tratta del “rafforzamento” della forza passiva del principio di specialità, garantita dalla clausola di limitazione della sovranità nazionale di cui all’articolo 11 Cost.. Che tale clausola si applichi anche all’Unione europea, oltre che alle Nazioni Unite per cui era stata pensata dal Costituente, è giurisprudenza della Corte costituzionale sin dalla sentenza n. 300 del 1984, che, quanto alle finalità del Trattato di unificazione degli organi delle Comunità europee, ravvisò in esse “un ulteriore progresso sul sofferto cammino dell'unificazione europea, anche politica, strumento essenziale per l'instaurazione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni: e ciò al fine di evitare il ricorso a quelle ostilità che l'Italia solennemente ha ripudiato nel primo inciso dell'art. 11 Cost.”.
 
=== Sul terrorismo internazionale e lo stato di emergenza ===