Differenze tra le versioni di "Pompeo Litta Biumi"

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== Le "Storia delle 113 famiglieFamiglie celebri italiane" ==
{{Vedi anche|Famiglie celebri italiane}}
L'opera più celebre del Litta Biumi fu il suo interesse per la storia e per la [[genealogia]] e non a caso la sua grande fama è ancora oggi legata alla sua ''Storia delle 113 famiglie celebri italiane''.
 
L'opera più celebre del Litta Biumi fu il suo interesse per la storia e per la [[genealogia]] e non a caso la sua grande fama è ancora oggi legata alla suaalle ''Storia delle 113 famiglie[[Famiglie celebri italiane]]''.
L'opera, iniziata nel [[1814]] dopo le campagne militari al fianco della [[Francia]], ebbe il compito di esaltare le numerose [[Nobiltà del Regno napoleonico d'Italia|casate nobili della penisola Italiana]] con particolare riguardo a quelle [[Nobiltà milanese|milanesi]] di cui egli stesso era un rappresentante. L'idea del Litta, come si evince dal titolo, non era però quella di narrare di tutte le casate nobili d'Italia, ma solo di quelle "celebri", ovvero distintesi in particolare per qualche atto.
 
L'opera, organizzata in una o più dispense per ogni famiglia trattata, riporta non solo l'[[albero genealogico]] della famiglia e dei rami collaterali, ma anche lo [[stemma]] a colori e le riproduzioni a disegno di alcuni monumenti celebri, ritratti o medaglie dei personaggi più rilevanti ad essa correlati.<ref>{{Cita pubblicazione|titolo = Litta. Famiglie Celebri Italiane. Milano.|autore =[[Francesco Forti]] |rivista =Antologia: giornale di scienze lettere e arti |volume =XXXIII |numero =97 |città =Firenze |data =gennaio 1829 |anno =IX |pp = 49-74}}</ref> Tra le prime famiglie della lista: [[Accolti|Accolti di Arezzo]], [[Arcimboldi (famiglia)|Arcimboldi di Milano]], [[Attendolo|Attendolo Sforza di Romagna]], [[Bonacolsi|Bonacolsi di Mantova]], Camino della Marca di Trevigi, [[Castiglione (famiglia)|Castiglioni di Milano]], [[Cavalcabò|Cavalcabò di Cremona]], [[Cavaniglia|Cavaniglia di Napoli]], [[Cesarini (famiglia)|Cesarini di Roma]], Cesi di Roma, Concini di Arezzo, [[da Correggio|Correggio di Coreggio]], [[Ezzelini|Ecelini della Marca di Trevigi]], Giovio di Como, [[Gonzaga|Gonzaga di Mantova]], [[Medici|Medici di Firenze]], Peretti di Montalto, [[Pico (famiglia)|Pico della Mirandola]], [[Pio di Savoia|Pio di Capri]], [[Sanvitale|Sanvitale di Parma]], [[Della Scala|Scaligeri di Verona]], [[Simonetta|Simonetta di Calabria]], [[Trinci|Trinci di Foligno]], [[Trivulzio (famiglia)|Trivulzio di Milano]], [[Valori|Valori di Firenze]], [[Visconti|Visconti di Milano]].
 
L'opera, pur presentandosi a tratti fumosa nei periodi medievale e comunale, risulta maggiormente precisa nelle epoche temporalmente più vicine al Litta e può essere considerata a tutt'oggi una delle più valide opere genealogiche italiane del periodo per la minuziosità degli studi e l'attenzione alle ricerche svolte. Malgrado questo il Litta incentrò la sua opera su un ideale patriottico a lui caro secondo il quale il periodo comunale (soprattutto per le casate milanesi) fu il periodo di maggiore splendore e di atti di civile eroismo, mentre con l'arrivo dei dominatori stranieri la libertà venne irrimediabilmente compromessa.<ref>R. Bizzocchi, ''L'immagine della nazione nelle Famiglie celebri di Pompeo Litta'', in A.M. Banti - ''R. Bizzocchi, Immagini della nazione nell'Italia del Risorgimento'', Roma 2002</ref>
 
Dopo la sua morte, l'opera venne continuata da alcuni tra i suoi più stretti collaboratori (tra cui in particolare Luigi Passerini) che nel [[1883]] pubblicarono gli ultimi fascicoli, portando l'intero corpus ad un totale di 150 famiglie trattate in 184 fascicoli. Il titolo dell'opera venne ad ogni modo mantenuto immutato in memoria del Litta.
 
== Note ==