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Per quanto riguarda invece le Brigate di origine esclusivamente militare, fenomeno che interessò in modo particolare le formazioni all'estero, come nei [[Balcani]], fu determinante la decisione degli ex-soldati e ufficiali, di tutti gli ordini e grado, di non sottostare all'umiliazione di essere fatti prigionieri dagli ex-alleati nazisti.
 
Secondo il giornale [[Avvenire]], le formazioni di orientamento cattolico si trovarono spesso in contrasto con altre formazioni di diverso orientamento politico. Durante la guerra di Liberazione, la necessità di combattere un nemico comune attenuò i contrasti. Sempre secondo Avvenire i cattolici che parteciparono attivamente alla Resistenza furono tra i 65.000 e gli 80.000, su un totale di circa 200.000 [[partigiani]].<ref>''[[Avvenire]]'', 25 aprile 2010.</ref><ref>{{cita web|url=http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/cattolici-italia-partigiani-carne-e-spirito.aspx|titolo=Cattolici d’Italia, partigiani di carne e di spirito|editore=avvenire.it|autore=[[Angelo Paoluzi]]|data=18 ottobre 2014|accesso=22 settembre 2016}}</ref>
 
Nel corso della lotta di Resistenza le formazioni si accorparono e si suddivisero, secondo le situazioni presenti nelle varie “aree operative”, con criteri e dimensioni diverse. Per esempio alcune formazioni "d'assalto garibaldine" avevano una struttura piramidale:
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