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'''Canto quarto'''
 
Mentre i due cavalieri guerreggiano, giunge sul luogo una donna vestita di nero urlante in cerca di Ferraguto: dall'Oriente il re Gradasso ha attaccato parte della Spagna in direzione della Francia, il re spagnolo Marsilio chiede vivamente l'intervento di questo suo eroe, il quale quindi interrompe la battaglia e corre verso ovest, mentre Orlando va ad est in cerca di Angelica. Nel frattempo Carlo invia in aiuto a Marsilio Rinaldo, tornato dalla fonte, con cinquantamila uomini. I due cavalieri arrivano a Barcellona nello stesso giorno, e vengono accolti calorosamente dal re spagnolo. Gradasso ordina ai suoi di imprigionare tutti i capitani dell'esercito nemico, e di fare molta attenzione al cavallo e alla spada di Rinaldo, motivi per cui si era deciso di iniziare quella campagna militare. Arriva il momento della battaglia: il gigante Alfrera subito fa prigioniero Spinella con la sua bandiera, ma viene immediatamente messo al tappeto da Rinaldo e la sua schiera fugge via impaurita. Questa scena si ripete diffusamente in tutto il campo di battaglia. Ma è solo l'inizio, perché i generali nemici riescono a infondere nuovo coraggio nei loro uomini, quindi Marsilio decide di inviare sul campo anche il resto dell'esercito. Quando Gradasso decide di entrare anche lui in battaglia si presenta l'occasione di una lotta contro Rinaldo: dapprima il franco rimane stordito dal primo scontro, poi i due si incontrano una seconda volta. Gradasso ci prova e ci riprova, ma non riesce a colpire Rinaldo, per le mosse repentine di Baiardo. Quindi il gigante decide di cambiare avversario all'interno della battaglia. Rinaldo non lo insegue perché vuole cercare di salvare Ricciardetto dalle grinfie del gigante Orione.
 
'''Canto quinto'''
 
Nonostante la smisurata mole del gigante, Rinaldo riesce ad ucciderlo con un colpo di spada al ventre. L'eroe si rivolge subito verso Gradasso, il quale riesce a convincerlo di scontrarsi senza destriero l'indomani. Nel frattempo Angelica arriva nel Catai magicamente e lì si duole per la lontananza dell'amato ma ostile Rinaldo; decide di liberare il cugino Malagigi, a patto che con la magia faccia arrivare l'eroe da lei. Convinto di fare un piacere a Rinaldo, Malagigi vola in poco tempo a Barcellona e rimane molto colpito dalla reazione accesa di Rinaldo, ma contraria alle aspettative: chiama allora un demone, lo fa tramutare in Gradasso per presentarsi all'appuntamento e duellare col franco. Dopo il primo colpo di Rinaldo, il demone subito fugge su una nave, raggiunto a nuoto dall'eroe, il quale attacca di nuovo battaglia, senza accorgersi che la nave è salpata e che sta addirittura prendendo il volo; quando il demone scompare, si rende conto di essere stato gabbato ed inizia a disperarsi. Nel frattempo Orlando, in viaggio alla ricerca di Angelica, giunge in un luogo minacciato da un enorme gigante, il quale però viene facilmente messo al tappeto dal franco, che scopre in realtà che questi è solamente un guardiano di un altro mostro, la Sfinge. Questo essere ha il potere di rispondere a qualsiasi domanda, allora Orlando decide di chiedergli la posizione esatta dell'amata Angelica. Il mostro prima risponde (la ragazza si trova nel Cataio), poi sottopone all'eroe altre domande, ma questi, non sapendo rispondere, ingaggia un duello con esso e lo uccide. Soltanto dopo aver ripreso il viaggio, riesce a risolvere gli enigmi posti dalla Sfinge. Cavalcando, arriva presso il ponte della morte, dove un altro gigante lo sfida in un duello all'ultimo sangue.
 
'''Canto sesto'''
 
Dopo una grandissima fatica, Orlando riesce ad uccidere il gigante, ma non si è accorto di una trappola a terra costituita da una rete metallica, la quale si aziona non appena l'eroe vi pone il piede. Intrappolato e disperato, Orlando chiede aiuto ad un frate che passa di lì, il quale, dopo aver tentato di rompere la trappola, consiglia all'eroe di non avere paura della morte e di affidarsi alla Provvidenza, come accadde quando lui fu salvato per puro caso dalle grinfie di un enorme gigante, lo stesso che compare mentre i due parlano. Il gigante, volendo mangiare il conte, lo libera con l'aiuto di Durlindana. Nasce quindi la lotta tra lui e Orlando con le armi invertite; vince l'eroe che conficca un dardo nell'unico occhio del gigante. Dopo aver salvato i prigionieri dello stesso, Orlando riprende il suo cammino: dopo poco incontra una ragazza che lo convince a bere di un'acqua magica, gli fa totalmente perdere la memoria e lo porta nel suo palazzo. Nel frattempo Gradasso, presentatosi all'appuntamento con Rinaldo, rimane indignato dall'assenza di questi; allo stesso modo Ricciardetto si dispera che il cugino non sia tornato nell'accampamento e decide con i suoi di tornarsene a Parigi. Allora Marsilio è costretto ad arrendersi, a sottomettersi a Gradasso e ad allearsi con lui. Ora sono i francesi a doversi difendere dall'assedio sia di saraceni che di spagnoli. La battaglia esplode dopo pochissimo tempo.
 
'''Canto settimo'''
 
Dopo un'accesissima successione di lotte Gradasso riesce a fare prigionieri Carlo Magno e tutti i paladini di Francia. Tutto lascia pensare che prenderà Parigi col nuovo giorno. Ma Gradasso spiazza tutti con una proposta: egli avrebbe lasciato il regno nelle mani di Carlo se in cambio avesse ottenuto il destriero di Rinaldo e la spada di Orlando, motivi per cui si era spinto fino a lì. Ma dai francesi parte una controproposta: per avere il destriero avrebbe dovuto battere Astolfo in duello. Quest'ultimo riesce a far perdere l'equilibrio al saraceno, ma appena finito il duello annuncia alla corte di voler partire l'indomani alla ricerca di Rinaldo e Orlando.
 
'''Canto ottavo'''
 
Rinaldo intanto è giunto con la nave volante presso un bellissimo giardino su un'isola e cena in un bellissimo palazzo lì vicino. Quando però gli viene detto che tutto quello è stato realizzato per lui da Angelica, cerca di fuggire, ma ciò non sembra possibile, perché questi è prigioniero sull'isola. Disperato, riesce a raggiungere la nave che l'aveva portato lì: non appena fu salito, questa inizia a muoversi magicamente, approdando su un'altra spiaggia. Qui Rinaldo trova un vecchio, la cui figlia è stata rapita da un ladro da pochi minuti: questi, non appena si accorge di essere inseguito, con un corno chiama all'intervento un gigante, il quale però subito assaggia un colpo dell'eroe e fugge a sua volta inseguito da Rinaldo fino ad un ponte levatoio. Esso accedeva ad un castello, tutto rosso perché ricoperto dal sangue di diverse vittime. Dietro questo particolare c'è una terribile e macabra storia, raccontata da una vecchietta, circa il vecchio re, la regina e i loro figli. Dal loro sepolcro, otto mesi dopo la morte, nasce un terribile mostro, a cui ogni giorno il popolo deve cedere diverse vittime per essere uccise. Rinaldo allora chiede di sfidarlo con la propria spada.
 
'''Canto nono'''
 
Durante questa lotta Angelica è nel suo palazzo ad aspettare il suo Rinaldo, ma quando Malagigi approda da solo e le racconta che il suo amato sta combattendo contro un terribile mostro, decide subito di partire in suo soccorso. Nel frattempo Rinaldo riesce a guadagnare un po' di tempo salendo su una trave dove il mostro non riesce ad arrivare. Nella disperazione compare magicamente Angelica in suo aiuto, la quale però non ottiene la reazione attesa, anzi l'eroe afferma che preferisce morire piuttosto che essere salvato da lei. Angelica però, come atto d'amore intrappola il mostro con una corda magica e da la possibilità a RInaldo di ucciderlo per strangolamento, dato che non può essere trafitto dalla sua spada. Dopo il mostro a Rinaldo tocca affrontare circa 600 giganti: tutti vengono uccisi, dopodiché l'eroe torna presso il lido per passeggiare sulla sabbia. Nel frattempo Astolfo è partito: giunto in Circasia si accorge che sta scoppiando una guerra tra Agricane e Sacripante per la mano di Angelica. Quest'ultimo decide di seguire il ragazzo per acquistare in duello le sue armi e il cavallo, Baiardo. Astolfo lungo il suo cammino incontra un cavaliere saracino con una bellissima dama, lo sfida, lo batte, ma per pietà gli lascia la ragazza; giunto Sacripante e abbagliato dalla bellezza della dama, ingaggia un duello con Astolfo per conquistare, oltre alle armi e al cavallo, anche la ragazza. Tuttavia viene sconfitto da Astolfo, perde il proprio cavallo, mentre i tre proseguendo il loro percorso giungono presso il ponte dell'oblio, dove si era fermato anche Orlando. Qui, dopo una serie di ostacoli, riescono ad entrare nel giardino, dove trovano appunto Orlando insieme ad una serie di altri illustri personaggi, tutti soggiogati dall'acqua magica del fiume. Subito i due cavalieri sono costretti a difendersi dai cavalieri del giardino, compreso Orlando che insegue Astolfo anche fuori dal giardino.
 
'''Canto decimo'''
 
Astolfo, a cavallo di Baiardo, riesce a seminare Orlando, il quale se ne torna al giardino a mani vuote. Bradimarte e la dama decidono di bere l'acqua dell'oblio per salvarsi la vita. Nel frattempo Astolfo riparte e capita su un campo di battaglia tra diversi re dei regni dell'Est e del Nord. Tra questi c'è anche il re del Cataio, fratello di Angelica, la quale si è nascosta in una rocca lì vicino. Astolfo sale lì su e tenta di convincere la ragazza a sceglierlo, senza risultato. Tuttavia il ragazzo viene accolto nella rocca e trattato con tutti gli onori. Un giorno accorre disperato un messaggero: la rocca sta per essere messa sotto assedio dai re che Astolfo aveva visto prima. Quest'ultimo prende allora una decisione, cioè di sfidarli tutti da solo, convinto com'è della sua forza. Ma dopo alcune sfide singole vinte dal francese, tutti i restanti re lo attaccano insieme: lo fanno prigioniero e si impossessano di Baiardo. Scoppia una violenta lotta tra i diversi re, per la difesa o l'attacco alla rocca.
 
'''Canto undecimo'''
 
Nel frattempo Rinaldo sul lido trova una donna che urlava disperata, in cerca di qualcuno che la salvi da nove cavalieri. Quando Rinaldo sente dire che tra quei nove c'è Orlando, prima si fa raccontare per filo e per segno tutta la storia, poi promette alla dama che stava con Bradimarte di far tornare tutti in sé i nove cavalieri.
 
'''Canto decimosecondo'''
 
Per tutto il canto la dama racconta a Rinaldo la storia di Prasildo e Tisbina, prima di sentire un terribile grido.
 
'''Canto decimoterzo'''
 
Il grido veniva da un enorme gigante: Rinaldo lo uccide, e riesce a fare lo stesso, ma con molta più fatica, con due grifoni che facevano la guardia alla sua casa. Vicino alla tana del gigante vi era una porta di marmo con una dama morta e un'insegna: chiunque avesse vendicato la morte di quella damigella avrebbe avuto in dono il cavallo magico che fu di Argalia e che stava dietro quella porta. Rinaldo ovviamente accetta l'invito, dopo aver letto la storia della donzella (di nome Albarosa) scritta col sangue su un libro posto vicino a dov'era il cavallo: il responsabile era Truffaldino. Mentre Rinaldo e la dama si stanno riposando all'ombra di un albero, vengono attaccati da un centauro.
'''Canto decimoquarto'''
 
Il centauro, non potendo vincere contro Rinaldo, decide di rapire la ragazza e fuggire, ma, inseguito dall'eroe, giunto presso un fiume, vi getta l'ostaggio. Mentre la dama viene trascinata via dalla corrente, Rinaldo lotta e sconfigge il centauro; non avendo più la guida decide di continuare nella direzione finora seguita. Nel frattempo l'assedio alla rocca di Angelica è proseguito per diverse settimane, le scorte di cibo stanno per finire, così lei decide una notte di allontanarsi di nascosto dalla rocca per cercare aiuto nelle terre vicine. Giunge laddove Rinaldo ha ucciso il centauro e lì trova un vecchio disperato per la figlia morente, quando in realtà è un rapitore di donzelle per conto del re di Orgagna. Intrappolata nella sua torre, incontra diverse altre ragazze, tra cui la dama di Bradimarte (che qui scopriamo chiamarsi Fiordelisa), salvatasi dalla corrente del fiume grazie ad un ponte, ma poi subito intrappolata dal vecchio. Lei racconta tutte le sue vicende dal primo incontro con Astolfo. Ma Angelica subito riesce a fuggire e si reca presso il giardino dove si trova Orlando perché lo vuole guarire dall'oblio. Per questo gli fa infilare il suo anello che libera da ogni incantesimo e subito torna in sé. Ad uno ad uno Angelica fa rinsavire tutti e nove i cavalieri, che poi promettono di aiutarla nel salvataggio della sua rocca.
 
'''Canto decimoquinto'''
 
I cavalieri riescono dopo diversi sforzi a raggiungere la rocca, ma scoprono che Truffaldino ha tradito Angelica e non la vuole far entrare. Dopo aver giurato di difenderlo e non farlo del male, Orlando riesce a far aprire le porte della rocca dal guerriero truffatore.
 
'''Canto decimosesto'''
 
Mentre impazza la battaglia sotto le mura della rocca, Rinaldo giunge presso una fonte dove trova un uomo disperato.
 
'''Canto decimosettimo'''
 
Quell'uomo è Iroldo, il marito di Tisbina, che aveva concesso la sposa all'amante Prasildo, come è stato letto nel dodicesimo canto. Iroldo dopo aver perso la donna amata, errante, era stato fatto prigioniero dalla regina di Orgagna, ma Prasildo, una volta saputo ciò, era accorso ed aveva convinto la guardia a prendere lui al posto del prigioniero. Ed era per questo che ora Iroldo era disperato, non avrebbe sopportato l'idea che l'amante della moglie fosse morto al posto suo. Rinaldo promette di aiutarlo e proprio in quel momento arriva il corteo di due prigionieri che saranno portati come pasto ad un feroce drago. L'eroe franco riesce facilmente ad ammazzare il capo delle guardie e quindi a disperdere le altre. Partono Rinaldo, Iroldo, Prasildo e Fiordelisa, che era l'altra prigioniera in cerca di Orlando, Bradimarte e gli altri, dopo aver visto distrutto il giardino dell'oblio. Trovano un cavaliere che sta scappando dalla battaglia sotto la rocca di Angelica, dopo l'arrivo dei nove eroi difensori.
 
'''Canto decimottavo'''
 
Orlando e Agricane si allontanano dalla turba per duellare da soli in una lotta all'ultimo sangue. Giunge la notte e nessuno ancora ha vinto, quindi decidono di riposare e riprendere col nuovo giorno. Ma mentre parlano sul motivo per cui si trovano lì, scoprono di essere rivali anche in amore, e per questo all'improvviso riprendono a lottare nonostante il buio della notte.
 
'''Canto decimonono'''
 
Orlando riesce dopo una grandissima fatica ad uccidere il nemico, il quale prima di morire chiede di essere battezzato. Nel frattempo sul campo di battaglia gli eroi stanno sbaragliando l'esercito di Agricane, spaesati perché senza capo, e raggiungono l'accampamento, dove trovano e liberano i prigionieri, tra cui anche Astolfo. Alla fine del libro vi è l'incontro tra Bradimarte e Fiordelisa, il romantico e passionale loro ricongiungersi.
 
'''Canto ventesimo'''
 
Un vecchio stregone, che assiste alla scena, decide di rapire la ragazza mentre entrambi gli amanti dormono. Quando Bradimarte si sveglia, non trovando la ragazza, si arma e corre subito a cercarla. Trova tre giganti che stanno martoriando una giovane dama, simile a Fiordelisa per aspetto. Il cavaliere ha qualche difficoltà, ma gli viene Orlando in aiuto ed insieme riescono a sconfiggere i tre giganti.
 
'''Canto ventesimoprimo'''
 
Una volta ripresosi, Bradimarte inizia a disperarsi per aver di nuovo perduto l'amata Fiordelisa: lui, Orlando e la dama che hanno salvato dai giganti decidono di partire in cerca della ragazza.
 
'''Canto ventesimosecondo'''
 
I due cavalieri vengono a conoscenza delle vicende della dama fino al momento in cui questa viene salvata dalle grinfie dei tre giganti.
 
'''Canto ventesimoterzo'''
 
Bradimarte, in giro per un bosco all'inseguimento di un cervo, trova all'improvviso la sua dama legata ad un albero: per liberarla gli tocca lottare con un essere del bosco simil umano. Dopo aver ucciso costui, i due amanti riprendono il loro cammino all'interno della foresta fino a riincontrare Orlando. Intanto Rinaldo sta lottando a fatica contro Chiarione, Grifone e altri cavalieri.
 
'''Canto ventesimoquarto'''
 
In questo si parla di una sfida mossa da una donzella ad Orlando prima che arrivi Bradimarte: prima ha dovuto immobilizzare due tori, poi decapitare e uccidere un drago e infine sconfiggere un esercito di cavalieri nati dai denti del drago seminati nel terreno.
 
'''Canto ventesimoquinto'''
 
Dopo aver superato queste prove, Orlando è tornato ad Albacrà per aiutare Angelica, minacciata dalla forza di Rinaldo e Marfisa. Entrato nella rocca viene trattato con tutti gli onori dalla dama, in cambio lui promette solennemente di difendere la dama e la rocca. Si preannuncia un titanico scontro tra Orlando e Rinaldo.
 
'''Canto ventesimosesto'''
 
Mentre Rinaldo è disperato per il duello che sta per affrontare, arriva galoppando Orlando con gli altri paladini a difesa della rocca e di Truffaldino. Inizia quindi lo scontro tra la schiera di eroi con Rinaldo (Marfisa, Astolfo, Iroldo, Prasildo etc) e quella degli eroi che con Orlando difendono. Curiosa la circostanza per la quale Orlando cavalca il destriero di Rinaldo, dopo averlo vinto in duello da Agricane: quindi il fido scudiero non vuole andare contro il vero padrone. Giunge un momento in cui Rinaldo insegue Truffaldino per poterlo uccidere, ma tutti gli eroi in sua difesa, comunque abbattuti, gli fanno perdere terreno e il traditore fugge. Orlando chiede a Bradimarte di cedergli il destriero, mentre Truffaldino viene raggiunto da Rinaldo nei pressi della rocca, legato al cavallo e trascinato sulla nuda terra fino alla cruda morte, come accadde per Ettore di Troia. I due cugini si ritrovano: il tempo di un paio di scambi di battute e comincia lo scontro terribile.
 
'''Canto ventesimosettimo'''
 
I due se le danno di santa ragione, sia con le spade che con le lingue. Alla notte i due decidono che il duello riprenderà con la luce del sole. Tornato nella rocca, Orlando trova Angelica, rattristata perché si è accorta che il suo amato Rinaldo sta combattendo contro il suo paladino. Quando il giorno dopo Orlando esce dalla rocca, viene accompagnato dagli altri paladini e dalla stessa dama, così come Rinaldo arriva in compagnia di Marfisa e gli altri compagni. Sta per iniziare la seconda parte dello scontro tra i due cugini paladini.
 
'''Canto ventesimottavo'''
 
Il copione non cambia: Orlando e Rinaldo se le danno prima a voce e poi con le armi. Orlando riesce a prevalere, ma proprio quando sta per dare il colpo di grazia al cugino, Angelica lo afferra per un braccio e gli chiede, in nome del suo amore, di recarsi ad Orgagna per difendere la popolazione da un terribile drago: il paladino parte senza battere ciglio. Rinaldo intanto si rialza, viene a fatica dissuaso dalla decisione di inseguire il cugino, e ritorna al padiglione per essere curato. La ragazza allora escogita un piano: manderà una damigella a Rinaldo, gli consegnerà Baiardo (pensando che Orlando sarà stato ucciso dal drago), sperando di fargli cambiare idea sul proprio conto. Ma Rinaldo non ascolta proprio la ragazza dopo aver saputo chi la manda, e Baiardo viene preso da Astolfo. Orlando intanto incontra un cavaliere presso un fiume che lo invita a non salvare una dama appesa per i capelli che impreca chiedendo aiuto.
 
Canto ventesimonono
 
Il cavaliere si chiama Uldarno e la dama Origille: l'uomo racconta tutta la loro storia fino a quel momento. Nonostante le minacce del cavaliere, Orlando, mosso a pietà dai lamenti della ragazza, duella con lui, e lo batte molto facilmente. Giunto al pino, libera la bella dama. Essa era stata appesa lì sopra perché era una donna falsa, che ingannava con la sua bellezza gli uomini. E così accade anche con Orlando: in un attimo si ritrova senza cavallo. La storia si interrompe nel mezzo dell'azione, così come il primo libro.
 
=== Libro Secondo ===
'''Canto quarto'''
 
Orlando entra nel giardino e uccide facilmente il drago. Poi, rimasto intrappolato, decide di seguire un ruscello del giardino che pare porti ad un palazzo. Al palazzo trova una dama con una spada la quale non vuole dirgli come uscire dal giardino, con le buone con le cattive. Si rende poi conto che le risposte che cerca le può trovare in un libretto datogli dalla ragazza conosciuta prima di entrare: per uscire dovrà superare alcune prove. La prima consiste nell'attraversare un lago al cui interno viveva una sirena; Orlando si tappa le orecchie con delle rose e riesce a resistere al suo canto, la decapita e sparge il sangue su tutti i suoi vestiti. Il sangue della sirena infatti è l'unica difesa possibile contro la prova successiva: un terribile toro con un corno di ferro e uno di fuoco. Orlando riesce a sconfiggere il toro, ma la porta che era apparsa insieme alla creatura, scompare con essa. Il libretto allora gli suggerisce di andare più avanti, dopo aver ucciso un enorme uccello troverà la porta difesa da un asinello, con la cosa tagliente e ricoperto di scaglie d'oro. Con molta fatica Orlando sconfigge anche questa creatura. Ma ancora una volta la porta scompare; allora Orlando dal libretto vede che c'è un'altra porta, stavolta protetta da un gigante che, ucciso si sdoppia. Infatti, una volta colpito con la spada, dal suo cadavere nascono due nuovi giganti ancora più feroci: il conte cerca per lungo tempo di non ucciderli e non farsi uccidere. Poi ha un'idea: riesce a reperire una catena e con quella intrappola i due giganti, così riesce finalmente ad uscire dal giardino.
 
'''Canto quinto'''
'''Canto decimoterzo'''
 
La prima dama era Morgana: essa piangeva sul drago perché dopo la morte di Aridano aveva deciso di mettervi Ziliante trasformato proprio in drago, ma l'incantesimo è stato fatto male, quindi appena trasformato il ragazzo muore (per questo la fata decide di portarlo sotto al lago per seppellirlo). La seconda dama è Fiordelisa, la donna di Bradimarte, che è accompagnata da un sergente che sostiene di aver accudito il suo uomo da piccolo: egli rivela che Bradimarte in realtà è figlio di Manodante! Ma adesso serve il suo aiuto nella sua Rocca Silvana, assediata da un uomo di nome Rupardo, il quale crede che Bradimarte sia imprigionato in quel lago. Orlando entra nel lago e scopre che Morgana ha riportato Ziliante non solo al suo stato normale, ma anche di nuovo in vita. Nonostante i lamenti e le preghiere della fata, Orlando e Ziliante escono illesi dal lago e raggiungono le Isole Lontane, accolti da grandi folle esultanti. Il sergente, di nome Bardino, racconta a Manodante tutta la vicenda di Bradimarte, suo figlio primogenito. Così il re in un giorno solo ha riavuto entrambi i figli dispersi. Finiti i festeggiamenti, Dudone comunica a tutti i paladini che erano lì che Agramante stava per attaccare la Francia: Dudone, Rinaldo e Astolfo si dirigono in Francia, mentre Orlando e Bradimarte prendono un'altra direzione. I primi tre una mattina passano vicino al giardino di Alcina, sorella di Morgana, presso un lido: questa si innamora immediatamente di Astolfo. Quindi con uno stratagemma fa intrappolare il cavaliere dentro una balena, la quale se ne va, inseguita dagli altri due.
 
'''Canto decimoquarto'''
'''Canto decimosettimo'''
 
In questa battaglia Rugiero ha l'armatura e il cavallo di Brunello, quindi tutti credono che quest'ultimo sia il più valoroso cavaliere di tutta l'Africa. Rugiero però finisce per incappare in un duello reale contro un altro re, lo uccide, ma rimane ferito, quindi decide di correre da Atalante per farsi curare. Nel frattempo, Orlando e Bradimarte, giunti in India, presso una fonte trovano una dama in lacrime vicino ad un uomo armato. Prima che i due possano sfidare l'uomo, arriva un cavaliere che si rivela tale solo dopo essendosi presentato in vesti di pellegrino. La dama racconta che quella è la fonte che una fata realizzò dopo la morte di Narciso: chiunque si riveda nelle sue acque, muore di passione per se stesso: quell'uomo armato sta soltanto cercando di evitare che chi passi trovi la morte in quella fonte. Quando Orlando ascolta questa storia, va a dividere i due, e scopre che il cavaliere è Isolieri, mentre quello che si era presentato come pellegrino era Sacripante.
 
'''Canto decimottavo'''
'''Canto ventesimoquarto'''
 
Carlo viene ferito profondamente, tanto da cadere da cavallo, ma subito Rinaldo gli corre in aiuto per proteggerlo da Marsilio e Feraguto. Orlando giunge poco dopo, ma, offeso dalla presenza del cugino, credendo di aver ormai perso la donna amata, corre via indignato e irato.
 
'''Canto ventesimoquinto'''
 
Anche Orlando e Rodamonte si incontrano e iniziano a duellare. Intanto Bradimarte e Fiordelisa giungono presso un palazzo all'interno del quale vi era un giardino con un sepolcro. Dopo che il cavaliere ebbe ucciso un gigante e un drago nella sala d'ingresso, la porta dalla quale erano entrati scompare: viene loro detto che per uscire dovranno aprire il sepolcro.
 
'''Canto ventesimosesto'''
 
Una volta aperto il sepolcro, Bradimarte dovrà baciare chiunque ne uscirà: viene fuori una serpe con denti affilati, ma lui comunque si fida e si cala verso l'essere per baciarlo. Subito dopo la serpe si trasforma in una splendida fata, che come segno di riconoscenza rende sia le sue armi che il suo cavallo, difesi per magia. Con questi incantesimi riesce da solo a sconfiggere un intero gruppo di briganti armati.
 
'''Canto ventesimosettimo'''
 
Usciti dal bosco, Bradimarte e Fiordelisa, in compagnia con la dama che aveva loro dato istruzioni nel palazzo, giungono presso il palazzo del re di quel territorio perché quest'ultima era loro figlia. I regnanti rimangono comunque tristi perché manca ancora la loro secondogenita, rapita molto piccola, con una voglia sotto il seno destro: la stessa voglia che ha Fiordelisa, che quindi si scopre essere di sangue reale. Si festeggiano le nozze di Fiordelisa e Bradimarte e la sorella di lei col suo vecchio amante, ma dopo qualche giorno Bradimarte sente il bisogno di partire per seguire Orlando. Tuttavia, giunti verso Creta, venti contrari dirottano la nave verso Cartagine, in Africa. Qui c'era la legge che tutti i cristiani dovevano essere uccisi, quindi si presenta come figlio di Manodante dalle Isole Lontane.
 
'''Canto ventesimottavo'''
 
Bradimarte giunge presso il padiglione di Agramante e lo sfida a duello per provare la sua forza. Ma vengono sorpresi da un attacco da parte di un branco di leoni, quindi uniscono le loro forze contro questa minaccia: dal duello alla caccia. Oltre i leoni escono dalla selva pantere, giraffe ed elefanti, che vengono uccisi o catturati. Ma arriva un tamburino a corte, urla contro il re che ancora rimane nel suo territorio e non si decide a partire per la Francia. Questi, colpito, si convince a radunare le truppe e salpare.
 
'''Canto ventesimonono'''
 
Mentre Agramante giunge in Spagna, Orlando, ancora irato, sta osservando la guerra da lontano. Ma la sua indignazione non riesce a tenerlo lontano come vorrebbe e decide di rigettarsi nella mischia. Accortosi della presenza di Agramante Orlando si rallegra, perché può avere occasione per dimostrare il suo valore a Carlo, ma soprattutto ad Angelica. Con l'arrivo di Agramante entrambi gli schieramenti cambiano gli assetti e si preparano al nuovo scontro: Carlo invia Rinaldo e diversi manipoli contro il nuovo esercito appena sbarcato.
 
'''Canto trentesimo'''
 
Rinaldo combatte valorosamente, fa decine e decine di vittime e tiene testa ai più forti re africani, che lo colpiscono in gruppo. I due schieramenti sono in equilibrio: in alcuni momenti i musulmani hanno la meglio, in altri i cristiani. Malmenato da Rinaldo, Feraguto si rifugia nel bosco dove Orlando si trovava ancora.
 
'''Canto trentesimoprimo'''
 
Dopo un veloce scambio di battute tra i due, Ferraguto rimane solo nel bosco, perché Orlando si precipita sul campo di battaglia seminando il panico tra i nemici, fino a quando incontra Rugiero: il duello è duro, ma quando sembra che il franco sta per avere la meglio, Atalante crea l'illusione di un gigante che sta per uccidere Rinaldo e Carlo, così Orlando gli corre dietro. Rugiero, rimasto solo, inizia a fare strage dei paladini cristiani rimasti sul campo. Il conte, giunto nei pressi del bosco dell'Ardena, scopre che il gigante è solo una visione, e arriva presso una fonte sul cui fondo c'è un palazzo: si tuffa armato per vedere di che si tratta.
 
=== Libro Terzo ===
'''Canto terzo'''
 
Mandricardo e Gradasso invece sono giunti presso una riviera, dove una donna, incatenata ad una roccia, si dispera perchèperché è stata intrappolata lì da un terribile orco cieco: questa è la donna amata da Norandino. Gradasso viene catturato, ma Mandricardo riesce a vincere contro l'orco facendolo cadere da un burrone, dopodichèdopodiché libera la donna e il compagno. Ritrovano il padre della ragazza, e insieme salpano per allontanarsi da quella riva. Ma l'orco, sentendo il rumore dei remi, scaglia una parte di montagna in mare, scatenando una grande tempesta che mette di nuovo in pericolo i tre e il resto dell'equipaggio.
 
'''Canto quarto'''
 
Fortunatamente la tempesta trasporta la nave sulla costa a confine tra Spagna e Francia, cioè proprio dove si sta svolgendo la grande lotta tra cristiani e pagani. Rugiero sta ancora facendo strage dei paladini cristiani: inseguendo il falso Grifone, egli si imbatte in Rinaldo, che lo sfida. Ma i saracini sono troppi e Carlo decide di sacrificarsi ordinando a tutti gli altri cristiani di fuggire. L'enorme folla divide Rugiero e Rinaldo: quest'ultimo arriva ad entrare nel bosco. I cristiani che riescono a raggiungere la città di Parigi, organizzano già la difesa dall'assedio; gli altri sono stati uccisi o fatti prigionieri. Rugiero invece arriva dove si sta svolgendo il duello tra la paladina Bradamante e il saracino Rodamonte: annuncia alla donna che tutti i cristiani sono in fuga e che Carlo è in pericolo, allora ella chiede all'avversario di poter avere licenza di soccorrere il suo re, ma la risposta scortese di lui scatena l'ira di Rugiero che parte all'attacco.
 
'''Canto quinto'''
 
Durante la zuffa Bradamarte finalmente può andare alla ricerca del re Carlo, ma dopo poco decide di tornare indietro per vedere la lotta tra Rugiero e Rodamonte; cogliendo una pausa con un dialogo, Rodamonte decide di fuggire verso il suo accampamento, quindi Rugiero e Bradamante prendono insieme la strada parlando di diverse materie. Viene raccontata dettagliatamente tutta la genealogia di Rugiero, a partire da Astianatte, fino alla sua infanzia con Atalante. Dall'altra parte Bradamante rivela di essere la sorella del paladino Rinaldo. Mentre stanno parlando, e la fiamma della passione si sta accendendo tra i due, vengono assaliti da alcuni cavalieri saracini: la lotta è aspra.
 
'''Canto sesto'''
 
I due fanno strage di nemici, ma sono costretti a dividersi: Bradamante si ritrova sola nel bosco di notte dopo aver inseguito e ucciso un saracino; Rugiero invece, rimasto vincitore, con l'aiuto di due baroni si mette alla ricerca della dama. Questi due baroni sono Mandricardo e Gradasso. Presto nasce una contesa tra loro due e Rugiero, che viene aiutato da Bradimarte, appena giunto sul posto. Egli chiede l'aiuto dei saracini per salvare Orlando dalle mani di un incantatore in una riviera poco lontana.
 
'''Canto settimo'''
 
Bradimarte dice che è meglio andare lì in numero dispari, allora tirano a sorte a chi debba rinunciare all'impresa: esce Mandricardo, che irato se ne va a Parigi, assediata da Agramante. Mentre Gradasso e Rugiero subiscono lo stesso incantesimo che era stato fatto ad Orlando, Sacripante e molti altri baroni, a Bradimarte non succede niente perchèperché Fiordelisa gli aveva preparato una corona magica, che lo proteggeva da ogni incantesimo. Così si cala nel fiume, ma senza animo incantato, e ad uno ad uno pone una corona magica sul capo dei compagni per farli tornare il sé e risalire. Ma al fianco del fiume Gradasso pretende da Orlando la consegna della sua spada, da cui nasce un duello tra i due: riacquietata la situazione, Bradimarte e Orlando se ne vanno verso Parigi, Gradasso e Rugiero seguono un nano bisognoso di aiuto.
 
==Il tema dell'amore==
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