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'''Paterno''' (dall'[[Unità d'Italia]] al [[1928]] '''Paterno d'Ancona''') era un [[Comune (Italia)|comune italiano]], [[Comuni italiani soppressi|soppresso]] con [[Regio Decreto]] 15 aprile [[1928]], n. 882<ref>Aggregazione al comune di [[Ancona]] dei comuni di [[Montesicuro]] e Paterno d'Ancona nonché del territorio del comune di [[Falconara Marittima]] situato a destra del [[Esino (fiume)|fiume Esino]], ed aggregazione al comune di [[Chiaravalle]] del territorio del comune di Falconara Marittima situato a sinistra del fiume Esino.</ref> e accorpato al comune di [[Ancona]], di cui è divenuto [[Circoscrizioni di Ancona|frazione]]. È uno dei [[castelli di Ancona]].
 
Paterno conta duecento abitanti, per la maggior parte anziani, all'inizio del [[secolo XX]] i suoi abitanti erano 1309<ref>
Direzione generale della statistica, ''Statistica della emigrazione italiana per l'estero'', [[1906]]</ref>. Il nucleo storico si trova sulla parte più elevata di una collina; intorno ad esso sorgono abitazioni più recenti, che si espandono fino al confine con l'aperta campagna. Nei pressi di Paterno doveva essere aperto un casello dell'[[autostrada A14 (Italia)|autostrada A14]] ([[Strada europea E55|E55]]), ma si preferì collocarlo più a nord.
 
Dalla Chiesa di Santa Maria Assunta a fianco dell'ingresso del Centro Storico (attualmente chiusa per inagibilità) furono strappati e collocati previo restauro nel [[Museo Diocesano]] di [[Ancona]] (presentazione il 30 settembre [[2012]]) dei lacerti di affreschi realizzati nella metà del [[XIV secolo]], di cui non si conosce con precisione l'autore, ma che vennero attribuiti alla cerchia della Scuola di Ancona.
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