Differenze tra le versioni di "Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini"

Formattazione più consona; accorgimenti formali
(Formattazione più consona; accorgimenti formali)
 
==Cenni storici==
La prima edificazione di locali adibiti ad ospizio per sacerdoti poveri avvenne nel 1532 per l’iniziativa del sacerdote Benedetto Tizzone, con l’aiuto del conte d’Oppido, Giovanni Antonio Caracciolo. Per quanto riguarda la chiesa, poche sono le informazioni sulla sua fondazione. Una visita pastorale riferisce che nel Cinquecento vi fu rinvenuta una lapide sepolcrale scritta “in lettera longobarda” e datata 1358.<ref (name="Ricciardi">E. Ricciardi, 1998).</ref>
 
Nel '''1533 [[Gaetano Thiene|San Gaetano Thiene]]''', insieme ad altri [[Teatini]], fu invitato a Napoli da [[Gian Pietro Carafa|Giampietro Carafa]] per fondarvi una casa dell’Ordine. I Padri furono ospitati presso l’ospizio e San Gaetano dimorò negli ambienti posti sopra la chiesa, ma l’anno seguente, eletto Preposto della Casa dell’Ordine dei [[Chierici regolari teatini|Teatini]], lasciò il complesso. I Padri accolsero, infatti, l’invito della fondatrice dell’[[Ospedale degli Incurabili di Napoli|Ospedale degli Incurabili,]] [[Maria Lorenza Longo|Maria Longo]], e si trasferirono presso l’impianto sanitario.<ref (name="Saddi">L. Saddi, 1991).</ref>
 
Nel '''1540''' tutto il complesso fu affidato ad alcune '''monache Benedettine''' che, sotto la guida della badessa Dionora Gallucci, impiegarono i soldi delle loro doti per ristrutturare la chiesa, arricchendola di opere d’arte ed arredi. Nel 1565, però, l’arcivescovo [[Alfonso Carafa]], incaricato di applicare le nuove disposizioni del Concilio di Trento per la riforma dei monasteri femminili, “dopo"dopo di un’esattissima visita”, ordinò alle monache di abbandonare la casa per ritirarsi all’interno della mura cittadine.
 
Nel '''1566 e nel 1569 due alluvioni devastarono la zona e anche la chiesa della Misericordia fu danneggiata.<ref name="Ricciardi"/> Nel [[1585''']] la '''Congregazione''' di nobili istituita da S.San Gaetano fece '''ristrutturare i locali della Casa''' che furono destinati ad '''ospedale''' per sacerdoti poveri e pellegrini. Fra le altre opere di misericordia, la Confraternita si occupava della sepoltura, prestava servizio presso l’ospedale e offriva alloggio ai pellegrini. In questi anni anche la chiesa, sepolta dalle alluvioni, fu ricostruita ad un livello superiore sullo stesso luogo e la stanza dove era vissuto san Gaetano, annessa al nuovo tempio, divenne l’attuale sacrestia.
'''Nel 1566 e nel 1569''' due '''alluvioni devastarono la zona''' e anche la chiesa della Misericordia fu danneggiata (E. Ricciardi, 1998).
 
'''Nella prima metà del 1700'''XVIII secolo il complesso fu '''ristrutturato e arricchito di opere d’arte''' dei migliori artisti napoletani. In particolare, la chiesa fu decorata con dipinti e stucchi da '''artisti dell'ambito di [[Domenico Antonio Vaccaro]]'''. In seguito, ai lati della [[navata]] della chiesa, in prossimità dell’arco trionfale, furono eretti '''due monumenti funebri''', l’uno a '''Gennaro Mascabruni''', datato 1740 (scuola di [[Francesco Pagano (scultore)|Francesco Pagano]]) e l’altro a '''Domenico de Liguori''', datato 1752, entrambi benefattori della Confraternita e donatori di grandi ricchezze al sodalizio.
Nel '''1585''' la '''Congregazione''' di nobili istituita da S. Gaetano fece '''ristrutturare i locali della Casa''' che furono destinati ad '''ospedale''' per sacerdoti poveri e pellegrini. Fra le altre opere di misericordia, la Confraternita si occupava della sepoltura, prestava servizio presso l’ospedale e offriva alloggio ai pellegrini.
 
Il sito fu gravemente danneggiato dal '''terremoto del 1806''' e fatto restaurare dai Governatori della Confraternita, come ricorda l’iscrizione esposta sul portale d‘ingresso della chiesa. Tuttavia l’impianto precedente dell’intero complesso non subì considerevoli alterazioni (L.<ref name="Saddi, 1991)."/>
In questi anni anche '''la chiesa''', sepolta dalle alluvioni, '''fu ricostruita ad un livello superiore''' sullo stesso luogo e la stanza dove era vissuto san Gaetano, annessa al nuovo tempio, divenne l’attuale sacrestia.
 
Durante i [[Bombardamenti di Napoli|bombardamenti]] dell’ultimo conflitto mondiale la Chiesachiesa subì gravi danni e nel '''1967''' fu completato un '''importante intervento di restauro''', con cui si ricostruirono, sul modello precedente, il soffitto della navata e la cupola.
'''Nella prima metà del 1700''' il complesso fu '''ristrutturato e arricchito di opere d’arte''' dei migliori artisti napoletani. In particolare, la chiesa fu decorata con dipinti e stucchi da '''artisti dell'ambito di [[Domenico Antonio Vaccaro]]'''. In seguito, ai lati della [[navata]] della chiesa, in prossimità dell’arco trionfale, furono eretti '''due monumenti funebri''', l’uno a '''Gennaro Mascabruni''', datato 1740 (scuola di Francesco Pagano) e l’altro a '''Domenico de Liguori''', datato 1752, entrambi benefattori della Confraternita e donatori di grandi ricchezze al sodalizio.
 
La chiesa, con i locali attigui e gli ambienti ipogei, chiusa al pubblico per decenni e non più adibita al culto, è stata a lungo abbandonata all’incuria e al degrado. Dal 2015 l’associazione '''[http://smmave.it/ "SMMAVE - Centro per l’Arte Contemporanea]'''" neche sta portando avanti la pulizia, il recupero e la valorizzazione per favorirne la fruizione e farne un luogo di ricerca, didattica e produzione artistica.
Il sito fu gravemente danneggiato dal '''terremoto del 1806''' e fatto restaurare dai Governatori della Confraternita, come ricorda l’iscrizione esposta sul portale d‘ingresso della chiesa. Tuttavia l’impianto precedente dell’intero complesso non subì considerevoli alterazioni (L. Saddi, 1991).
 
Durante i [[Bombardamenti di Napoli|bombardamenti]] dell’ultimo conflitto mondiale la Chiesa subì gravi danni e nel '''1967''' fu completato un '''importante intervento di restauro''', con cui si ricostruirono, sul modello precedente, il soffitto della navata e la cupola.
 
La chiesa, con i locali attigui e gli ambienti ipogei, chiusa al pubblico per decenni e non più adibita al culto, è stata a lungo abbandonata all’incuria e al degrado. Dal 2015 l’associazione '''[http://smmave.it/ SMMAVE - Centro per l’Arte Contemporanea]''' ne sta portando avanti la pulizia, il recupero e la valorizzazione per favorirne la fruizione e farne un luogo di ricerca, didattica e produzione artistica.
==Architettura==
Al di sotto della chiesa - ad aula unica, con [[cupola]] e cappelle laterali poco profonde - è presente un ambiente [[ipogeo]] di pari dimensioni, con funzione di “terrasanta”, molto probabilmente sito al livello della chiesa originaria, interrata dai ben noti fenomeni alluvionali che nel corso dei secoli hanno caratterizzato l’area dei Vergini.
 
La chiesa è parte del più ampio complesso, dotato di un bell’impianto a corte e [[Portico|porticato]] al pian terreno, comprendente l’ex ospedale e l’[[oratorio]] dell'[[Arciconfraternita]] di Santa Maria della Misericordia. I locali dell'Arciconfraternita furono completamente ristrutturati negli anni ’30trenta del 1700[[XVIII secolo]]. Per l‘''l'oratorio''' dei confratelli furono commissionati la '''grande tela del soffitto''', realizzata nel 1733 da '''[[Leonardo Olivieri''']], raffigurante ''Cristo e la Vergine e, in basso, le tre [[virtù teologali]] e [[Filippo Neri|San Filippo Neri]] in atto di accogliere pellegrini'', e gli '''splendidi pavimenti maiolicati''', opera di '''[[Gaetano Massa''']] (1735).
 
==Note==
<references />
 
==Bibliografia==
*M. Rippa, ''Il sole tra i vicoli'', Napoli, 2011
*F.Francesco Strazzullo, ''Notizie sulle chiese di S. Maria della Misericordia e di S. Maria dei Vergini fuori Porta S. Gennaro'', Rendiconti dell'Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti, Volume LXXII, Napoli 2003
*E. Ricciardi, ''La Chiesa di Santa Maria dei Vergini'', ed. Parrocchia di S. Maria dei Vergini, Napoli 1998
*A. Terminio, ''Santa Maria della Misericordia'', in “Napoli Sacra. Guida alle chiese della città”, 14° itinerario, Napoli 1996
*L. Saddi, ''Cenni storici sul complesso di S. Maria della Misericordia ai Vergini'' in ''Il Borgo dei Vergini. Storia e struttura di un ambito urbano'', a cura di A. Buccaro, Cuen editrice, 1991
*C. Fedele, ''Gli edifici fuori Porta S. Gennaro: dalla città murata al borgo'' in ''Il Borgo dei Vergini. Storia e struttura di un ambito urbano'', cit., 1991
*S. BB. AA. AA. di Napoli, Ufficio Catalogo, Scheda A “Chiesa”, a cura di A. Buccaro, campagna di catalogazione 1990
*C.Cesare De Seta, ''Le città nella storia d’Italia. Napoli'', Bari 1981
*C.Cesare De Seta, ''Cartografia della città di Napoli'', 1969
*S. D’Aloe, ''Catalogo di tutti gli edifici sacri della città di Napoli e dei suoi sobborghi'' in ''Archivio Storico per le Province Napoletane'', vol. VIII, Napoli 1883
*C.Carlo T.Tito Dal Bono, ''Nuova Guida di Napoli e dintorni'', Napoli 1876
*G.Gennaro A.Aspreno Galante, ''Guida Sacra della Città di Napoli'', Napoli, 1872
*G. Ceva Grimaldi, ''Memorie storiche della città di Napoli dalla fondazione sino al presente'', Napoli 1857
*G.Giuseppe Sigismondo, ''Descrizione della città di Napoli e suoi borghi'', Napoli 1789
*B.Bernando De Dominici, ''Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani'',  Napoli 1742
*C.Carlo Celano, ''Notitie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli'' [...], Napoli 1692, ''Giornata Settima''
*C.Camillo de Lellis, ''Aggiunta alla "Napoli sacra" dell’Engenio Caracciolo'', Napoli entro il 1689, Tomo V
*P.Pietro De Stefano, ''Descrittione de i luoghi sacri della città di Napoli con li fondatori di essi, reliquie, sepolture et epitaphii, che in quelle si trovano, et altre degne memorie'', Napoli 1560
 
==Voci correlate==
*[[Napoli]]
*[[Chiese di Napoli]]