Novazione: differenze tra le versioni

Anche nell'antica [[Roma]] per novazione si intendeva la sostituzione di comune accordo (animus novandi) di un'obbligazione con un'altra in modo tale che la prima si estingua e al suo posto sorga la nuova. Essa aveva luogo tramite ''[[stipulatio]]'', la quale doveva indicare chiaramente il rapporto obbligatorio che si voleva estinguere. In caso di novazione oggettiva l'''aliquid novi'' poteva consistere in una modifica delle condizioni, dei termini e delle garanzie personali, in caso di novazione soggettiva, potevano invece mutare o la persona del creditore o quella del debitore.
 
Un caso particolare di novazione oggettiva si realizzava con la ''[[stipulatio Aquilianaaquiliana]]'', nella quale veniva dedotto in maniera generica il corrispettivo pecuniario di ogni debito conosciuto o ignorato che fosse da una o da ambedue le parti, del promittente verso lo stipulante, cosicché in definitiva il promittente, compiuta la ''stipulatio'', sarebbe stato tenuto verso lo stipulante solo in virtù della stessa.
 
La novazione soggettiva faceva normalmente seguito a una ''delegatio'', ovvero un'autorizzazione unilaterale e informale.
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