Differenze tra le versioni di "Storia dell'islam nell'Italia medievale"

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La prima vera spedizione per la conquista dell'isola fu lanciata nel [[740]]: il principe musulmano [[Habib]], che aveva partecipato all'occupazione del [[728]] di Siracusa, iniziò l'impresa ma fu costretto a rinunciarvi per la necessità di sedare una rivolta [[berberi|berbera]] in [[Tunisia]]. Un nuovo attacco fu portato a Siracusa nel [[752]].
 
Nell'[[805]], il [[Patrizio (storia romana)|patrizio imperiale]] di Sicilia [[Costantino (patrizio imperiale di Sicilia)|Costantino]] firmò una tregua di dieci anni con [[Ibrahim ibn al-Aghlab]], [[emiro]] d'[[Ifriqiya]] (nome che gli invasori arabi dettero alla [[Impero romano|romana]] ''[[Africa (provincia romana)|Provincia Africa]]''), ma questo non fu un impedimento per i corsari provenienti dall'Africa e della [[Spagna musulmana]] ad attaccare ripetutamente tra l'[[806]] e l'[[821]] la [[Sardegna]] e la [[Corsica]]. Nell'[[812]] il figlio di IbrahimIbrāhīm, [[Abd Allah I]], ordinò una invasione vigorosa della Sicilia, ma le sue navi furono prima di ostacolate dall'intervento di [[Gaeta]] e [[Amalfi]], e poi distrutte in gran parte da una tempesta. Tuttavia, essi riuscirono a conquistare l'isola di [[Lampedusa]] e, nel [[mar Tirreno]], a depredare e devastare [[Ponza]] e [[Ischia (isola)|Ischia]]. Un ulteriore accordo tra il nuovo patrizio [[Gregorio (patrizio imperiale di Sicilia)|Gregorio]] e l'emiro stabilì la libertà di commercio tra l'Italia meridionale e l'[[Ifriqiya]]. Dopo un ulteriore attacco di [[Muhammad ibn Abd Allah]], cugino dell'emiro [[Ziyadat Allah I]] nell'[[819]], sulle fonti non sono citati attacchi musulmani verso la Sicilia fino all'[[827]].
 
=== Occupazione della Sicilia ===
La popolazione crebbe grazie all'immigrazione di musulmani provenienti da Africa, Asia e Spagna: essi trovavano in Sicilia una posizione privilegiata rispetto agli abitanti originari che erano costretti alla conversione per migliorare lo status sociale. Gli Aghlabidi portarono importanti riforme economiche e produttive. Palermo nel X secolo divenne la città più popolosa in Italia, con 300&nbsp;000 - 350&nbsp;000 abitanti.<ref>Lemma «Palarm», in: ''The [[Encyclopaedia of Islam]]'' ([[Francesco Gabrieli|F. Gabrieli]]), sulla scorta di una ponderata valutazione di [[Michele Amari]] nella sua ''Storia dei Musulmani di Sicilia''.</ref>
 
Ai cristiani che sopravvissero alla guerra d'invasione, era concesso lo status di [[Dhimmitudine|dhimmi]]. Tale status implicava degli obblighi (inquasi alcuni casisempre rimasti teorici)<ref>Si veda [[H.A.R. Gibb]], "The fiscal rescript of ʿUmar II", in: ''Arabica'', 1 (1955), pp. 1-16.</ref> come il contrassegnare con appositi simboli i propri abiti e le proprie case e pagare tasse più alte rispetto ai musulmani (la ''[[zakat]]'' era più lieve della ''[[jizya]]'' e dell'eventuale ''[[kharaj]]''); ai cristiani non era concesso di occupare ruoli sociali che implicassero potere sui musulmani o possedere case più alte delle loro; sul piano religioso non era concesso edificare nuove chiese, suonare le campane ed effettuare processioni, nonché leggere la [[Bibbia]] dove si poteva essere uditi da musulmani; il bere pubblicamente alcolici non era consentito. Per i cristiani poi vi era l'obbligo di alzarsi in piedi ogni qual volta un musulmano entrava in una stanza e ceder loro il passo; sul piano della difesa personale, ai cristiani non era consentito indossare armi e avere un [[cavallo]] o montare su di un [[mulo]]; sul piano delle libertà sociali, all'uomo cristiano non era consentito sposare una musulmana, mentre un uomo di fede islamica poteva liberamente sposare una cristiana. Alla donna cristiana non era consentito entrare ai bagni pubblici se vi si trovavano donne islamiche: ciò era molto umiliante in quanto, prima dell'occupazione islamica, erano le [[prostituzione|prostitute]] a non poter frequentare i bagni pubblici in presenza di donne di altra estrazione. A questo si aggiungevano le usuali privazioni che all'epoca un popolo occupante imponeva ad un popolo sottomesso.
 
Tutto ciò era del tutto teorico e quasi sempre disatteso (ma non si facevano eccezioni per il divieto per un cristiano di sposare una musulmana), a meno che non si perseguisse la precisa volontà di affliggere psicologicamente la comunità cristiana.
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