Differenze tra le versioni di "Trombossani"

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[[Image:Thromboxane B2.svg|thumb|Trombossano B2]]
 
Il [[recettore]] del TXA<sub>2</sub> (T Prostanoid receptor, TP) è accoppiato principalmente ad una [[proteina G]]q, per cui attiva la sequenza biochimica [[Fosfolipasi]] C-[[Inositolo trifosfato]]-[[Calcio]]-[[Protein-chinasi C]] (PLC-IP<sub>3</sub>-Ca<sup>2+</sup>-PKC), ma può accoppiarsi anche ad altre proteine G (G<sub>12/13</sub>).<ref>{{Cita pubblicazione|autore=E.M. Smith|anno=2009|titolo=Prostanoids in health and disease|rivista=J. Lipid Res.|volume=50|numero=|pp=S423-S428|url=http://www.jlr.org/content/50/Supplement/S423.full}}</ref> La stimolazione di G<sub>12/13</sub> attraverso la RHO-chinasi induce lo ''shape change'' piastrinico (cosiddetta metamorfosi viscosa): le modificazioni morfologiche che accompagnano l'attivazione delle piastrine . Si conoscono due isoforme di recettore: TPα e TPβ, la prima è espressa nelle piastrine, la seconda nell'endotelio.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=A. Habib|anno=1999|titolo=Phosphorylation of the thromboxane receptor, the predominant isoform expressed in human platelets.|rivista=J Biol Chem.|volume=274|numero=|pp=2645–2654|url=http://www.jbc.org/content/274/5/2645.full}}</ref> Tutti i prostanoidi sono in grado di legarsi al recettore TP, ma il legame è concentrazione-dipendente (vedi [[Endotelio]]: controllo del tono vasale).
 
Il trombossano (TXA<sub>2</sub>) è dotato di spiccata attività aggregante piastrinica e vasocostrittiva<ref>{{Cita pubblicazione|autore=E.F. Ellis|anno=1976|titolo=Coronary arterial smooth muscle contraction by a substance released from platelets: evidence that it is thromboxane A2|rivista=Science.|volume=17|numero=|pp=135–1137.|url=http://science.sciencemag.org/content/193/4258/1135.full.pdf+html}}</ref> e stimola la proliferazione delle cellule muscolari lisce:<ref>{{Cita pubblicazione|autore=X. Feng|anno=2016|titolo=Thromboxane A2 Activates YAP/TAZ Protein to Induce Vascular Smooth Muscle Cell Proliferation and Migration|rivista=J, Biol. Chem.|volume=291|numero=|pp=18947-18958|url=http://www.jbc.org/content/291/36/18947.abstract}}</ref> antagonisti recettoriali (es. Terutroban) e inibitori della sintesi del trombossano trovano pertanto indicazione nel trattamento di malattie cardiovascolari. Particolarmente attivi sono i farmaci antinfiammatori non steroidei non selettivi (''[[FANS]]'', NSAIDs in inglese), che hanno come bersaglio le ciclossigenasi 1 e 2: l'acido acetilsalicilico determina una riduzione del 97-99% della sintesi piastrinica di TXA<sub>2</sub> nei soggetti sani.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=P. Patrignani|anno=1982|titolo=Selective cumulative inhibition of platelet thromboxane production by low-dose aspirin in healthy subjects|rivista=J. Clin. Invest.|volume=69|numero=|pp=1366-1372|url=https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC370209/pdf/jcinvest00700-0170.pdf}}</ref> Al contrario, gli inibitori selettivi della COX2 ([[Coxib]]) non inibiscono la produzione di trombossano piastrinico. Tuttavia, a differenza degli antagonisti del recettore TP e degli inibitori della sintesi del trombossano, gli inibitori delle COX deprimono anche la sintesi di prostaciclina (PGI2PGI<sub>2</sub>) endoteliale che possiede attività antiaggregante piastrinica.
 
Studi sperimentali lasciano ipotizzare che il TXA<sub>2</sub> esercita un'azione favorevole allo sviluppo dell'[[aterosclerosi]]. Nei topi geneticamente predisposti all'aterosclerosi per deficit dell'apolipoproteina E (topi apoE<sup>-/-</sup>), il contemporaneo deficit del recettore TP per il TXA<sub>2</sub> riduce le lesioni, mentre il deficit del recettore IP per la PGI<sub>2</sub> le ostacola.<ref name=":0">{{Cita pubblicazione|autore=T. Kobayashi|anno=2004|titolo=Roles of thromboxane A2 and prostacyclin in the development of atherosclerosis in apoE-deficient mice|rivista=J. Clin. Inv.|volume=114|numero=|pp=784–794|url=http://content-assets.jci.org/manuscripts/21000/21446/JCI0421446.pdf}}</ref> L'effetto proaterogeno di TXA<sub>2</sub> è legato in primo luogo al potenziamento dell'attivazione piastrinica, ma anche alla proliferazione delle cellule muscolari lisce; dagli studi sperimentali risulta pure che il TXA<sub>2</sub> possa svolgere un'attività proinfiammatoria agendo direttamente sull'[[endotelio]] e inducendo l'esposizione di molecole adesive per i [[leucociti]].<ref name=":0" /> <ref>{{Cita pubblicazione|autore=S. Gleim|anno=2012|titolo=An Eicosanoid-Centric View of Atherothrombotic Risk Factors|rivista=Cell. Mol. Life Sci.|volume=99|numero=|pp=3361–3380|url=https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3691514/}}</ref>
 
Se il TXA2, fortemente attivo, è sintetizzato dall'acido arachidonico (un acido tetraenoico), il TXA3, pressoché inattivo, è invece prodotto partendo dall'acido 5,8,11,14,17-eicosapentaenoico: dunque, almeno in teoria, l'impiego dietetico dell'acido eicosapentaenoico in sostituzione dell'acido arachidonico troverebbe utilità nel ridurre il rischio di accidenti tromboembolici.
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