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Nel punto d'incontro tra le vie Cavour e Rolando, importante è il palazzo eretto nel [[1838]] dall'architetto [[Giuseppe Formento]] per lo scultore Bogliani.
==Giardino Balbo==
Poco distante dalla Piazza-Giardino Cavour (e spesso confusa con essa), in direzione di Piazza Valdo Fusi, è presente anche la piazzetta-Giardinogiardino (o Giardinigiardini)-Aiuola Balbo, area delimitata da via Cavour, via San Massimo, via dei Mille e via Accademia Albertina.
[[File:Giardini Piazza Cavour.JPG|thumb|left|150px|monumento a [[Cesare Balbo]]]]
[[File:Giardini Balbo (Torino).jpg|thumb|right|150px|monumento all'Italia Incoronata e Daniele Manin]]
Anch'essa ricavata dal rimodellamento urbano lasciato dopo l'abbattimento delle mura di inizio [[XIX secolo|Ottocento]], il progetto dell'attuale giardino fu di Edoardo Pecco ([[1874]]), quindi arricchito da statue di personaggi illustri. Innanzitutto del politico e scrittore [[Cesare Balbo]] (opera di Vincenzo Vela), sul lato di via Accademia Albertina e che dà il nome ai giardini, quindi la grande statua al centro dedicata al veneziano Daniele Manin (sempre scultura di Vela del [1861]], raffigurante l'[[Italia]] incoronata e circondata da fontane verticali), patriota risorgimentale che si distinse per l'indipendenza di Venezia dagli austriaci nel [[1848]]. Ai lati tre busti ricordano altrettanti personaggi illustri: il patriota Gustavo Modena (opera di Leonardo Bistolfi, autore anche della statua al generale Eusebio Bava), il rivoluzionario magiaro Lajos Kossuth (di Jòzef Damkò) e il diplomatico Salvatore Pes di Villamarina (bronzo di Odoardo Tabacchi).
 
==Bibliografia==
*{{cita libro|Renzo|Rossotti|Le Strade di Torino|editore=Newton Compton Editori|città=Roma|anno=1995|pp=212-213}}
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