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Mentre i battaglioni del generale von Manteuffel avanzavano serrando verso lo Zaberngrund, seguiti dietro dal grosso del generale von Kanitz, il generale Dohna decise di muovere a sua volta in avanti, ma, deviando troppo verso destra, aprì un varco nello schieramento sul fianco destro di von Kanitz che quindi, trascurando i precisi ordini di Federico decise a sua volta di accostarsi sulla destra dove, a causa anche del terreno paludoso, i suoi reparti persero molta coesione. Di conseguenza la massa, che doveva concentrarsi tutta sulla sinistra, si distese in parte su una lunga linea verso il centro e perse la prevista forza d'urto. Inoltre, durante la marcia in direzione del nemico, l'artiglieria e i fucilieri russi aprirono il fuoco infliggendo sensibili perdite ai soldati di von Manteuffel che riuscirono comunque a guadagnare terreno in attesa dei previsti rinforzi di von Kanitz. Queste truppe tuttavia, avendo deviato verso il centro non erano più disponibili e, al contrario, a causa anche della scarsa visibilità per il fumo e la polvere, si trovarono esposte ad un pericoloso tiro incrociato della fanteria e dei cannoni russi, subirono gravi perdite e persero terreno<ref>L.Casali, ''Federico II di Prussia'', p. 271.</ref>.
[[File:Friedrich wilhelm von seydlitz.jpg|thumb|left|upright=0.6|Il generale [[Friderich von Seydlitz]], abile comandante della cavalleria prussiana.]]
Il generale Fermor comprese le difficoltà in cui si trovavano i prussiani del generale von Manteuffel, isolati in avanti e privi di sostegno, e quindi decise di sferrare un attacco decisivo impegnando la cavalleria schierata sul suo fianco destro al comando del generale Gangreben. I cavalieri russi attaccarono di sorpresa sul fianco sinistro la fanteria prussiana del [[generale von ManteuffeManteuffel]] e riuscirono a disgregare le forze nemiche; i prussiani, privi di aiuti e già sottoposti al fuoco dei russi, non riuscirono a contenre l'attacco della cavalleria e ripiegarono in disordine, abbandonando le posizioni momentaneamente conquistate. Il cedimento dell'ala sinistra si estese anche ad una parte delle forze del generale von Kanitz che a loro volta si ritirarono verso Zorndorf. Il successo della cavalleria, entusiasmò la fanteria russa che, alla vista della confusa ritirata dei prussiani, avanzò in massa, riconquistò il terreno perduto e si impadronì anche di alcune batterie di cannoni prussiani schierati in prima linea<ref>L.Casali, ''Federico II di Prussia'', pp. 271-272.</ref>.
 
Federico, allarmato dalla disfatta della fanteria dell'ala sinistra, prese la decisione di contrattaccare subito con la cavalleria; in un primo momento furono gli squadroni del generale Bieberstein che, guidati dal [[Maurizio di Anhalt-Dessau|principe Maurizio]], caricarono i cavalieri russi del generale Gangreben e li respinsero contro la fanteria russa in avanzata che tuttavia, nonostante la confusione, mostrò grande tenacia e resistenza e respinse il primo assalto. A questo punto entrò in azione anche la cavalleria del generale von Seydlitz; gli squadroni attaccarono il fianco e le spalle del nemico dallo Zaberngrund; si accesero scontri aspri e sanguinosi nella pianura tra Zorndorf e il Fuchsberg. I soldati russi non riuscirono a schierarsi in quadrati ma combatterono in piccoli gruppi validamente e con grande coraggio; infine la fanteria iniziò a ripiegare in fuga verso Quarschen inseguita dai cavalieri del generale von Seydlitz. Ma il successo prussiano fu temporaneo; la cavalleria venne a sua volta arrestata da un nuovo schieramento di fanteria russa organizzato nelle retrovie con battaglioni di riserva e i resti delle truppe di prima linea. I cavalieri prussiani furono quindi fermati e, esausti, ritornarono verso Zorndorf<ref>L.Casali, ''Federico II di Prussia'', p. 272.</ref>.
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