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L'offensiva del generale Cunningham ebbe inizio il 21 gennaio 1941 e raggiunse subito importanti successi; il confine somalo venne superato in sette punti ed entro il 10 febbraio tutti gli avamposti italiani furono conquistati; la situazione apparve subito così difficile che il Duca d'Aosta, arrivato personalmente a Mogadiscio, dovette accogliere la richiesta del generale De Simone di ripiegare dietro il Giuba. [[Chisimaio]] venne abbandonata frettolosamente ed il 14 febbraio i britannici entrarono senza combattere nel porto. Il giorno seguente il generale Cunningham sferrò subito l'attacco alla linea del fiume tra [[Gelib]] e [[Giumbo]]; i reparti somali si sbandarono e le piccole riserve furono sprecate prematuramente dal generale De Simone. Tra il 17 e il 20 febbraio la 11ª e la 12ª Divisione africana superarono il Giuba; le difese italiane, attaccate a Gelib sui fianchi e alle spalle, si stavano disgregando e il 20 febbraio 1941 il generale De Simone ordinò la ritirata generale che si trasformò rapidamente in rotta<ref>A. Del Boca, ''Gli italiani in Africa Orientale'', vol. III, pp. 446-449.</ref>; le perdite ammontarono a 30.000 soldati tra morti, dispersi e prigionieri<ref>W. Churchill, ''La seconda guerra mondiale'', vol. 3, p. 109.</ref>.
[[File:Winckel ontmoet Haile Selassi.jpg|left|thumb|303x303px|'''[[Hailé Selassié|Hailé Selassié I''']]]]
Dopo la caduta di Gelib il 22 febbraio, i britannici iniziarono quindi un rapido inseguimento in due direzioni; i comandanti italiani non furono in grado di fronteggiare la situazione e le forze schierate sulla linea del Giuba furono facilmente disperse. Mentre la 12ª Divisione africana raggiungeva [[Dolo (Somalia)|Dolo]] il 5 marzo, i reparti della 11ª Divisione africana occuparono fin dal 25 febbraio [[Mogadiscio]] dove non incontrarono alcuna resistenza; il podestà Salvatore Giuliana si arrese e consegnò la città, già dichiarata città aperta<ref>A. Del Boca, ''Gli italiani in Africa Orientale'', vol. III, p. 449.</ref>.
 
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